SALVIAMO IL LAGO GABBANA DI VIMODRONE

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Il Comune custodisce e governa il proprio territorio ispirandosi al criterio del rispetto della sostenibilità ambientale. Tutela il suo paesaggio e valorizza il suo patrimonio storico ed artistico come bene comune. (art.1bis dello Statuto del Comune di Vimodrone)

CHI SIAMO?

Siamo un gruppo di cittadini di Vimodrone nato per difendere il lago di cava Gabbana minacciato da un progetto di interramento e che ha a cuore l’ambiente, la salute ed il territorio in cui vive .

salviamo il lago Gabbana

COSA SUCCEDE?

Quest’estate è stato aperto un cantiere nell'area della cascina Gabbana, al confine con Cologno Monzese. Un’estesa area privata  comprendente la cascina del ‘700 da cui prende il nome ed un lago di cava circondato da una folta vegetazione boschiva e che è stata inserita,., proprio in virtù delle sue caratteristiche naturali derivanti dalla presenza di un lago di falda, nel Parco Locale d'Interesse Sovracomunale PLIS EST delle CAVE. 

Abbiamo così appreso con sconcerto che il Comune di Vimodrone, con un semplice atto amministrativo e senza alcuna forma di consultazione, informazione o coinvolgimento della cittadinanza, del Consiglio Comunale o degli altri Comuni interessati dal PLIS, ha concesso alla proprietà (una Società Immobiliare), già nell’estate 2018, un “Permesso di Costruire (PDC)” che prevede il completo interramento dello specchio d’acqua.

Solo a seguito dell’apprensione e dell’indignazione montante sui social media, il Comune ha diffuso nel luglio 2019 un primo comunicato stampa nel quale assicurava “il riempimento della Cava con materiali puliti e il ritorno alla sua naturalità”

Peccato che l’ecosistema che si è creato nel lago e nell'area circostante nel corso di cinquanta anni costituisca già un ritorno spontaneo e ormai consolidato, per quanto parziale, alla naturalità. Una sorta di oasi in un territorio fortemente urbanizzato, cementificato ed impermeabilizzato, un polmone verde e azzurro in cui hanno trovato casa e rifugio numerose specie (pesci, uccelli, anfibi, roditori, persino una volpe).

L’interramento del lago avrebbe pertanto un impatto devastante su un sistema naturale dall'equilibrio fragile e bisognoso di tutela:

  • FAUNA
    I primi ad essere cancellati saranno gli animali che vivono o gravitano sull’area, tanto più che il Piano di Intervento per la Fauna - prerequisito imposto nel permesso di costruire per l’avvio del cantiere - è stato presentato tardivamente ed ammette notevoli criticità sugli esiti del prelievo e della ricollocazione delle specie presenti.
  • FLORA
    La vegetazione presente ha già subito un drastico ridimensionamento con l’abbattimento di numerosi alberi e arbusti avvenuto all'inizio dei lavori e che si protrae ancora oggi. Alberi maturi ormai perduti che, anche nella migliore delle ipotesi ventilate dall'Amministrazione rispetto al futuro dell’area (cessione al pubblico dell’area ricoperta per un intervento di riforestazione), ma non confortata da alcun documento sarebbero sostituiti da nuove piante le quali, però, impiegherebbero decenni a raggiungere le dimensioni e i volumi di scambio ossigeno-anidride carbonica di quelle divelte.
  • APPRENSIONE SULLA NATURA E LA PROVENIENZA DEI MATERIALI DA INTERRARE
    Grande apprensione suscita  la natura e l’origine dei materiali da interrare e le possibilità di un effettivo controllo su di essi. Il permesso parla di materiale da scavo, ma la stessa relazione tecnica è imprecisa definendoli a più riprese “rifiuti” e “inerti”. Manca, poi, un rigido protocollo sulla tracciabilità e sul controllo dei materiali, quanto mai opportuno visti i precedenti legati al recente episodio di contaminazione da arsenico della vicinissima cava Gaggiolo rendono più che legittimi.
  • ASSENZA DI UNA RELAZIONE GEOLOGICA
    Del tutto assenti la relazione geologica, ritenuta “non necessaria”, e la valutazione dei rischi derivanti dalla contaminazione da sostanze presenti nei materiali interrati per l’acquifero che lo stesso Piano di Governo del Territorio (PGT) del Comune di Vimodrone classifica estremamente “vulnerabile”. Assente pure un piano di monitoraggio della qualità dell’acqua sui pozzi della rete idrica cittadina.
  • ASSENZA DI UNA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI
    Non è stata realizzata un’analisi degli impatti ambientali che i volumi immani di materiali scaricati nel lago genererebbero in termini di traffico, rumore, polveri sollevate. Esternalità negative che ricadrebbero prevalentemente sui cittadini di Vimodrone e Cologno Monzese. Abbiamo stimato 600.000 metri cubi di terra trasportati da 37.000 camion.
  • MODIFICA DEL PAESAGGIO
    Infine ma non ultimo, con l’interramento si produce una modifica su un paesaggio consolidato da più di cinquanta anni dove il lago che è ormai elemento di connotazione territoriale e fa parte della memoria collettiva della nostra comunità.

COSA CHIEDIAMO?

Per tutte queste ragioni, chiediamo che

  • il Comune di Vimodrone e il Comitato di Gestione del PLIS EST Cave ricerchino attivamente soluzioni per preservare la natura di presidio ambientale e di Bene Comune dell’area e del lago Gabbana.  

In particolare chiediamo che

  •  il Comune riveda l’iter autorizzativo del permesso di costruire rilasciato valutandone il ritiro il salvando così il lago Gabbana dall’interramento.

Nel contempo chiediamo che

  •  il Comune attivi un tavolo partecipato che coinvolga la cittadinanza, il Comitato di Gestione ed il Forum Consultivo di Partecipazione del PLIS Est Cave volto alla definizione di un progetto alternativo all’interramento che tenga conto innanzitutto della tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute dei cittadini. 
  • il Comune si impegni alla riapertura di una trattativa con la proprietà che scongiuri il totale interramento e le conseguenze che produrrebbe sull’ecosistema del lago e sul territorio.