Area ex Sapel a Montorio. No alla speculazione travestita da "meno consumo di suolo"

Area ex Sapel a Montorio. No alla speculazione travestita da "meno consumo di suolo"

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Quando arriverà a1.000 firme, questa petizione avrà più possibilità di essere inserita tra le petizioni consigliate!

Associazione montorioveronese​.​it Comitato Fossi Montorio ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a sindaco di verona

Associazione montorioveronese.it e Comitato Fossi di Montorio

Variante urbanistica 29. Rigenerazione urbana di Verona. Area Ex Sapel di Montorio

Il principio generale del recupero di “aree urbane degradate” o dell’edificazione che preservi il “consumo di suolo” sono importanti e condivisibili. In linea generale l’idea di riqualificare l’area risulta apprezzata, soprattutto se realizzata attraverso una pianificazione attenta e rispettosa dell’ambiente ricco di sorgenti, laghetti e corsi d’acqua. Ma altrettanto importante è il valore della partecipazione ed il coinvolgimento delle rappresentanze territoriali che vivendo e conoscendo bene la zona possono contribuire con idee e proposte.

Considerato che:

1 Tutta la zona in questione è senza dubbio di notevole interesse naturalistico (geologico, idrografico, botanico e faunistico) ma anche storico e sociale poiché ha segnato nel corso del tempo la vita degli abitanti del luogo e non solo. Questa operazione oggettivamente non sostenibile sia da un punto di vista ambientale che umano, rischia di stravolgere per sempre i luoghi e la stessa qualità della vita delle persone e della biodiversità che la popolano.

2 La demolizione dei capannoni anni '80 e la nuova costruzione di abitazioni di fatto non restituisce suolo ma ne provoca/costituisce un'ulteriore occupazione anche per l’altezza degli edifici, che come minimo, triplicherebbe rispetto agli attuali capannoni.

3 Il nuovo carico urbanistico di abitazioni, uffici, supermercato e negozi aggraverebbe in modo insostenibile compromettendo la già problematica viabilità (vie molto strette e già adesso affollate di auto) moltiplicando significativamente la circolazione di veicoli civili e commerciali peggiorando, inoltre, la qualità dell’aria per l’immissione di notevoli quantità di CO2 e polveri sottili come il PMm10 e PM2, minacce già adesso presenti con conseguenze gravi alla salute.

4 Le presunte attività di uffici e servizi non sarebbero certo concorrenziali rispetto ad altre zone maggiormente servite da infrastrutture come strade, autostrada e ferrovia con il rischio di trovarsi con edifici completamente vuoti. Altro degrado, spreco di risorse e magari con la richiesta di nuove strade perpetuando lo stravolgimento dei luoghi e l’impoverimento globale della zona non solo dal punto di vista economico.

I firmatari chiedono:

1 un cambio di progetto, alla luce della normativa denominata “Veneto 2050”, con una particolare attenzione al consumo di suolo, al rispetto dell’ambiente, alle risorse idriche, alle future generazioni, realizzando un reale cambiamento nel progettare e nel gestire il territorio improntato alla sostenibilità che si declina con l’abbattimento di edifici inutili e rigenerando, quindi, i luoghi con spazi verdi che migliorino la qualità dell’aria e della vita delle persone.

2 di essere costantemente informati e coinvolti nelle scelte progettuali attraverso la Circoscrizione e le Associazioni locali.

3 che le eventuali attività di restauro dell’archeologia industriale siano improntate al recupero storico architettonico come patrimonio comune e che una parte di questi spazi venga utilizzato dalla collettività come sorta di “risarcimento ai danni” provocati negli anni.

4 che si intraprenda un dialogo aperto e franco con la proprietà, l’Amministrazione pubblica e le Associazioni locali, affinché il progetto rispetti quanto stabilito dai principi costituzionali (artt. 9, 32, 42) e negli obiettivi della Legge Regione Veneto n. 14 del 4 aprile 2019 avente per oggetto "Veneto 2050: politiche per la riqualificazione urbana e la rinaturalizzazione del territorio e modifiche alla legge regionale 23 aprile 2004, n. 11 "Norme per il governo del territorio e in materia di paesaggio” (BUR n. 32 del 5 aprile 2019).

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