Stop 5G per Trieste

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PETIZIONE “NO 5G A TRIESTE”

Egregio Sindaco Dipiazza,

con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenzione la grave e sottostimata situazione di pericolo per la sanità pubblica attesa l'adozione sperimentale dei sistemi mobili di quinta generazione 5G.

Il 5G prevede l'installazione in modo ubiquitario sul territorio italiano di nuovi ripetitori e di numerosissime nuove "small cells" che andrebbero a sommarsi alle migliaia di antenne per la telefonia mobile già esistenti. Inoltre, a differenza delle precedenti tecnologie 3G e 4G, il 5G sfrutta la tecnologia dei ponti radio a frequenze altissime, usando i condotti sudoriferi delle persone come dei veri e propri ripetitori del segnale! In questo video viene spiegato sommariamente il funzionamento di questa nuova tecnologia.

L'ampliamento della banda e l'installazione capillare delle nuove antenne, comporterebbe un'esposizione massiccia della popolazione ad un nuovo tipo di inquinamento elettromagnetico mai utilizzato prima su ampia scala.

La situazione di rischio viene segnalata dal rapporto del 20.12.2018 dello Scheer - il Comitato Scientifico per la Salute, l'Ambiente e i Rischi Emergenti della UE - che individua al punto 4.4 come rischio emergente per la CE gli "Effetti potenziali sulla natura dell'aumento delle radiazioni elettromagnetiche", specificatamente in relazione alla nuova tecnologia 5G. Lo Scheer segnala infatti che "La mancanza di una chiara evidenza che informi lo sviluppo di linee guida per la tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche impreviste."  Il rapporto assegna quindi al rischio derivante da tale aumento delle radiazioni elettromagnetiche il livello più alto (31), per importanza e urgenza.

Con il 5G vengono introdotte nuove radiofrequenze; la frequenza di 26 Ghz, che è stata assegnata per il 5G insieme di 700Mhz e ai 3,6 Ghz - in aggiunta alle esistenti, molto più alta di quelle attualmente in uso, e i suoi effetti per uomo e ambiente restano inesplorati.

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondale della Sanità ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibili cancerogeni” inserendoli nel gruppo 2B, mentre il dottor Olle Johansson, neuroscienziato del Karolinska Institute ha affermato che la prova del danno causato dai campi elettromagnetici a radiofrequenza “è schiacciante”. Il dottor Ronald Powell, fisico laureato ad Harvard che ha lavorato presso la National Science Foundation e l’Istituto nazionale degli standard e della tecnologia, condivide preoccupazioni simili riguardo al potenziale danno diffuso dalle radiazioni a radiofrequenza.

Nel marzo 2018, inoltre, sono stati diffusi i primi risultati dello studio condotto in Italia dall’Istituto Ramazzini (Centro di ricerca sul cancro Cesare Maltoni), che ha considerato esposizioni alle radiofrequenze della telefonia mobile mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio statunitense sui telefoni cellulari, riscontrando gli stessi tipi di tumore. Infatti, sono emersi aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, tumori rari delle cellule nervose del cuore, nei ratti maschi del gruppo esposto all’intensità di campo più alta, 50 V/m. Inoltre, gli studiosi italiani hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni, già riscontrate nello studio americano: iperplasia delle cellule di Schwann e gliomi maligni (tumori del cervello) alla dose più elevata.

Sono quasi 200 gli scienziati indipendenti che, guidati dal Prof. Lennart Hardell, hanno sottoscritto l’appello internazionale per una moratoria del 5G. E un altro appello ha già raccolto le adesioni di ricercatori, cittadini e organizzazioni di 96 paesi al mondo e mette a disposizione una bibliografia ricchissima, che attesta numerosi rischi biologici da elettrosmog. In Italia, non da ultimo, nel 2018 i medici di ISDE Italia hanno chiesto al Governo Conte “un piano di monitoraggio dei possibili effetti sanitari e una moratoria per l’esecuzione delle sperimentazioni 5G su tutto il territorio nazionale sino a quando non sia adeguatamente piani­ficato un coinvolgimento attivo degli enti pubblici deputati al con­trollo ambientale e sanitario”.

Di recente il Comitato Scientifico sui rischi sanitari ambientali ed emergenti (SCHEER) della Comunità Europea ha quindi affermato che il 5G “evidenzia criticità sconosciute sui problemi di salute e sicurezza. E infine:  “La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull’esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali”».

Il pericolo sanitario del 5G è stato poi debitamente documentato dalla trasmissione televisiva d’inchiesta Report, andata in onda su Rai Tre la sera del 26/11/18, sul "Il Fatto Quotidiano"  del 11/09/2018, oltre che nelle maxi-affissioni installate su alcune città sperimentali 5G. Ampia documentazione medico-scientifica sull’imminente pericolo è infine nel libro d’inchiesta del giornalista Maurizio Martucci "Manuale di autodifesa per elettrosensibili. Come sopravvivere all’elettrosmog di Smartphone, Wi-Fi e antenne di telefonia mobile, mentre arrivano il 5G e il Wi-Fi dallo spazio" (Terra Nuova Edizioni).

-       Considerata l’assenza di studi preliminari sulla pericolosità delle onde che fanno parte, nello spettro elettromagnetico, delle radiazioni non ionizzanti e del range dello onde millimetriche (microonde).

-       Considerato il “principio di precauzione” per la salute pubblica, ovvero per una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse.

-       Viste le 3 petizioni già presentate in Parlamento Italiano e firmate in totale da quasi 50.000, cittadini italiani (“Limiti più Cautelativi per i Campi Elettromagnetici e conseguente STOP al 5G” e "La prospettiva futura del 5G” e “STOP 5G, MORATORIA SUBITO IN DIFESA DELLA SALUTE PUBBLICA”)-       tenute audizioni medico-scientifiche in IX Commissione permanente-       tenute due conferenze stampa presso la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica;
-       Considerati i preoccupanti Commenti sui rapporti tecnici dell'NTP degli Stati Uniti sullo studio di tossicologia e carcinogenesi nei ratti esposti a radiazioni a radiofrequenza di tutto il corpo a 900 MHz e nei topi esposti a radiazioni a radiofrequenza di Hardell e Michael CarlBerg (RF=cancerogeno di gruppo 1) Fonte: PubMed

-       Visto la relazione presentata in Commissione Europea dal comitato scientifico sulle emergenti questioni santitrie ed ambientali (Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks  ) che, in riferimento alle nuove tecmologie 5G riportano che “La mancanza di prove chiare per informare lo sviluppo delle linee guida sull'esposizione alla tecnologia 5G lascia aperta la possibilità di conseguenze biologiche non intenzionali”.  e ancora “l'espansione della banda larga con radiazioni a radiofrequenza di lunghezza d'onda più breve, evidenzia con preoccupazione che i problemi per la salute e la sicurezza rimangono tutt’ora sconosciuti”.

-       Visto "l’Appello Internazionale degli scienziati per la protezione dall’esposizione a campi elettromagnetici non ionizzanti” presentato sia alle Nazioni Unite che all’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms)  e firmato da decine di scienziati provenienti da 42 Nazioni.
-       Visto l’ulteriore appello internazionale “Stop 5G on Earth and Space” firmato da più di 100.000 cittadini tra cui medici, scienziati e organizzazioni ambientaliste provienienti da almeno 187 Nazioni

 
Si richiese di sospendere l'avvio della nuova tecnologia in nome del principio di precauzione e della tutela della salute pubblica, in attesa che vengano promossi nuovi studi epidemiologici sui campi elettromagnetici 5G.

Egregio Sindaco, in qualità di Autorità Sanitaria locale ed ufficiale del Governo su cui incombe l’onere di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana (e i provvedimenti concernenti l'incolumità pubblica sono diretti a tutelare l'incolumità fisica della popolazione ), in ossequio all’art. 32 della Costituzione e al principio di precauzione sancito dal diritto comunitario, dell’ex art. 38 della Legge 8 Giugno 1990, n. 142 sull’Ordinamento delle autonomie locali, che investe il primo cittadino di ‘Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale’: “Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato e nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini” nonché dall’art. 3‐ter del D. L.vo n. 152/2006, i cittadini di Trieste la invitano a provvedere ad ordinanze contingibili e urgenti, quali:

1 Adottare tutte le migliori tecnologie disponibili e sicure, come quelle via cavo, nonché ad assumere ogni misura e cautela volta a ridurre significativamente i pericoli anche solo potenziali per la salute pubblica;

2 Attuare, tempestivamente e concretamente, ogni misura cautelare indispensabile a tutelare la salute (diritto costituzionalmente garantito) recependo gli esiti dei più recenti studi scientifici in materia;

3 Sospendere qualsiasi forma di sperimentazione della tecnologica del 5G nel territorio comunale da Lei amministrato, in attesa della produzione di sufficienti evidenze scientifiche idonee a sancirne l’eventuale (ovviamente auspicata) innocuità.

Lo spiegamento del 5G costituisce un esperimento sull'umanità e sull'ambiente definito come un crimine secondo il diritto internazionale.
Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che il 5G non diventi il prossimo tabacco o il prossimo amianto, i cui rischi conosciuti sono stati ignorati per decenni.

 
 
Di seguito di riporta la lista delle più recenti Pubblicazioni sull’ argomento:

[1] Classificazione IARC della radiofrequenza come “Possibile Cancerogeno per l’Uomo”.

[2] Scambio di email sull’inserimento del Wi-Fi nella classificazione IARC.

[3] Studio di Hardell sulla rivista scientifica Pathophysiology 2014.

[4] Resoconto dell’incontro di Hardell con i dirigenti dell’OMS pubblicato sull’International Journal of Oncology (2017).

[5] Appello degli scienziati per messa al bando del 5G alla Commissione Europea del 13 Settembre 2017.

[6] Risoluzione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del Maggio 2011.

[7] Martin J. Pall, studio sul Wi-Fi del 2017.

[8] Martin j. Pall, studio sul 5G del 2018.

[9] Appello di ISDE Medici per l’Ambiente del 2018.

[10] Appello di Parigi del 2015

[11] Falcioni, L., Belpoggi et al, Environmental Research (2018)