

NO AL FORNO CREMATORIO A TOLENTINO
Il problema
La Giunta comunale di Tolentino ha approvato la delibera n. 13 del 13/01/2020 “Realizzazione di forno crematorio nell'ambito del civico cimitero comunale – atto di indirizzo” e la delibera n. 1143 del 30/11/2020 “ Proposta di finanza di progetto ai sensi dell'art.183c. 15 del codice degli appalti: affidamento servizio di supporto al Rup” con la quale si affida il servizio di supporto al Rup nella procedura di cui alla proposta di finanza di progetto per la realizzazione in concessione e la gestione di un forno crematorio nei pressi del Comune di Tolentino.
La Giunta comunale giustifica tale volontà di procedere alla realizzazione di un forno crematorio con la limitata disponibilità dei loculi, ma è del tutto evidente che nessuno potrà costringere alcuno a farsi cremare piuttosto che tumulare e che pertanto tale scelta è indipendente dalla presenza o meno di un crematorio sul nostro territorio ma riguarda strettamente una sfera etica e privata, inoltre il limitatissimo numero di persone che a Tolentino in passato hanno scelto di farsi cremare smentisce nei fatti che questa soluzione possa risolvere il problema della mancanza dei loculi (posto che esista questa problema).
Contrariamente a quanto previsto dalla legge 30 marzo 2001, n. 130 “Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri lo Stato non ha mai provveduto a definire « le norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione e ugualmente la Regione Marche non ha mai elaborato il piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori.
In assenza di regole e di garanzie chiare si è così sviluppata, nella nostra regione, una sorta di corsa all’installazione di nuovi crematori, spesso in piccoli comuni, invece che nei comuni più popolosi (come sarebbe logico vista la maggior richiesta), per la volontà, soprattutto di promotori di finanza di progetto, di occupare il più rapidamente possibile territori privi di pianificazione.
Un sistema, quello del project financing per realizzare e per gestire crematori, che favorisce l’installazione indiscriminata di nuovi impianti con la promessa ai comuni sede dell’impianto di royalties.
Inoltre l'Assessore regionale all'ambiente (2015-2020) ha in più occasioni ribadito che nelle Marche il fabbisogno complessivo è ampiamente soddisfatto dai 3 crematori già presenti nel nostro territorio, è ovvio pertanto che non vi è necessità alcuna di altri crematori.
Le più prestigiose agenzie internazionali mondiali si sono espresse con grande preoccupazione in merito alle emissioni che generalmente provengono da questa tipologia di impianti:
“Il processo di cremazione del cadavere genera numerosi inquinanti atmosferici nocivi, tra cui particolato (PM), anidride solforosa (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili (COV) e metalli pesanti...Il benzene, una sostanza chimica che può danneggiare gravemente la salute umana, costituisce la percentuale maggiore (~ 50%) dei componenti chimici dei COV nei gas di combustione dei crematori.” [NCBI 2018].
“Le principali emissioni dei crematori sono ossidi di azoto, monossido di carbonio, anidride solforosa, particolato, mercurio, composti organici volatili non metanici (NMVOC), altri pesanti metalli e alcuni POP” (diossine e furani) [EEA 2019].
“Gli inquinanti più preoccupanti sono quelli noti per essere tossici per l'uomo e che possono bioaccumularsi nei tessuti (p. Es., PCDD / Fs e Hg) così come il particolato fine (PM 2,5), che può avere un impatto negativo sul cuore e sui polmoni ed è associato con alcune malattie croniche e esiti negativi alla nascita. Le prove sul rilascio di particelle radioattive, a seguito della cremazione di pazienti deceduti che erano stati trattati con sostanze radioattive (per esempio, trattamenti contro il cancro) non sono state ampiamente studiate ma sono state sollevate come un'area emergente di interesse pubblico e preoccupazione.” [NCCEH 2020]
Sarebbe veramente particolare, e diventerebbe un precedente da studiare, se il futuro forno crematorio di Tolentino facesse eccezione, considerato che in Italia i crematori esistenti sono spesso chiusi dalle ARPA regionali e sono frequentemente oggetto di attenzione per sforamenti nei limiti di emissione ( Pistoia 2012, Ascoli 2013, Cervignano 2016, Verbania 2017, Massa Carrara 2017, San Demetrio 2017, Udine 2018, Cinisello Balsamo 2019) solo per citare alcuni casi.
Senza entrare in considerazioni di carattere etico, siamo contrari alla realizzazione del forno crematorio a Tolentino perché non esistono norme tecniche che regolamentino il settore e non esiste un piano di coordinamento regionale che stabilisca il fabbisogno e i luoghi idonei, non sono stati valutati gli impatti ambientali e i rischi per la salute e non sono stati valutati gli impatti economici sul territorio, come la possibile svalutazione degli immobili nelle sue vicinanze o i possibili impatti negativi sull'economia agricola e turistica della città e nemmeno sono stati preventivamente consultati i cittadini, inoltre il cimitero di Tolentino (dove si vorrebbe realizzare l'impianto) è assolutamente troppo vicino al centro abitato e pertanto Tolentino non è una città idonea ad accogliere un impianto del genere.
Aiutaci a fermare la realizzazione del forno crematorio, firma per aderire al comitato e chiedere al Sindaco di Tolentino di rinunciare alla realizzazione del forno crematorio a Tolentino; la tua firma è importante!
Il problema
La Giunta comunale di Tolentino ha approvato la delibera n. 13 del 13/01/2020 “Realizzazione di forno crematorio nell'ambito del civico cimitero comunale – atto di indirizzo” e la delibera n. 1143 del 30/11/2020 “ Proposta di finanza di progetto ai sensi dell'art.183c. 15 del codice degli appalti: affidamento servizio di supporto al Rup” con la quale si affida il servizio di supporto al Rup nella procedura di cui alla proposta di finanza di progetto per la realizzazione in concessione e la gestione di un forno crematorio nei pressi del Comune di Tolentino.
La Giunta comunale giustifica tale volontà di procedere alla realizzazione di un forno crematorio con la limitata disponibilità dei loculi, ma è del tutto evidente che nessuno potrà costringere alcuno a farsi cremare piuttosto che tumulare e che pertanto tale scelta è indipendente dalla presenza o meno di un crematorio sul nostro territorio ma riguarda strettamente una sfera etica e privata, inoltre il limitatissimo numero di persone che a Tolentino in passato hanno scelto di farsi cremare smentisce nei fatti che questa soluzione possa risolvere il problema della mancanza dei loculi (posto che esista questa problema).
Contrariamente a quanto previsto dalla legge 30 marzo 2001, n. 130 “Disposizioni in materia di cremazione e dispersione delle ceneri lo Stato non ha mai provveduto a definire « le norme tecniche per la realizzazione dei crematori, relativamente ai limiti di emissione, agli impianti e agli ambienti tecnologici, nonché ai materiali per la costruzione delle bare per la cremazione e ugualmente la Regione Marche non ha mai elaborato il piano regionale di coordinamento per la realizzazione dei crematori.
In assenza di regole e di garanzie chiare si è così sviluppata, nella nostra regione, una sorta di corsa all’installazione di nuovi crematori, spesso in piccoli comuni, invece che nei comuni più popolosi (come sarebbe logico vista la maggior richiesta), per la volontà, soprattutto di promotori di finanza di progetto, di occupare il più rapidamente possibile territori privi di pianificazione.
Un sistema, quello del project financing per realizzare e per gestire crematori, che favorisce l’installazione indiscriminata di nuovi impianti con la promessa ai comuni sede dell’impianto di royalties.
Inoltre l'Assessore regionale all'ambiente (2015-2020) ha in più occasioni ribadito che nelle Marche il fabbisogno complessivo è ampiamente soddisfatto dai 3 crematori già presenti nel nostro territorio, è ovvio pertanto che non vi è necessità alcuna di altri crematori.
Le più prestigiose agenzie internazionali mondiali si sono espresse con grande preoccupazione in merito alle emissioni che generalmente provengono da questa tipologia di impianti:
“Il processo di cremazione del cadavere genera numerosi inquinanti atmosferici nocivi, tra cui particolato (PM), anidride solforosa (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili (COV) e metalli pesanti...Il benzene, una sostanza chimica che può danneggiare gravemente la salute umana, costituisce la percentuale maggiore (~ 50%) dei componenti chimici dei COV nei gas di combustione dei crematori.” [NCBI 2018].
“Le principali emissioni dei crematori sono ossidi di azoto, monossido di carbonio, anidride solforosa, particolato, mercurio, composti organici volatili non metanici (NMVOC), altri pesanti metalli e alcuni POP” (diossine e furani) [EEA 2019].
“Gli inquinanti più preoccupanti sono quelli noti per essere tossici per l'uomo e che possono bioaccumularsi nei tessuti (p. Es., PCDD / Fs e Hg) così come il particolato fine (PM 2,5), che può avere un impatto negativo sul cuore e sui polmoni ed è associato con alcune malattie croniche e esiti negativi alla nascita. Le prove sul rilascio di particelle radioattive, a seguito della cremazione di pazienti deceduti che erano stati trattati con sostanze radioattive (per esempio, trattamenti contro il cancro) non sono state ampiamente studiate ma sono state sollevate come un'area emergente di interesse pubblico e preoccupazione.” [NCCEH 2020]
Sarebbe veramente particolare, e diventerebbe un precedente da studiare, se il futuro forno crematorio di Tolentino facesse eccezione, considerato che in Italia i crematori esistenti sono spesso chiusi dalle ARPA regionali e sono frequentemente oggetto di attenzione per sforamenti nei limiti di emissione ( Pistoia 2012, Ascoli 2013, Cervignano 2016, Verbania 2017, Massa Carrara 2017, San Demetrio 2017, Udine 2018, Cinisello Balsamo 2019) solo per citare alcuni casi.
Senza entrare in considerazioni di carattere etico, siamo contrari alla realizzazione del forno crematorio a Tolentino perché non esistono norme tecniche che regolamentino il settore e non esiste un piano di coordinamento regionale che stabilisca il fabbisogno e i luoghi idonei, non sono stati valutati gli impatti ambientali e i rischi per la salute e non sono stati valutati gli impatti economici sul territorio, come la possibile svalutazione degli immobili nelle sue vicinanze o i possibili impatti negativi sull'economia agricola e turistica della città e nemmeno sono stati preventivamente consultati i cittadini, inoltre il cimitero di Tolentino (dove si vorrebbe realizzare l'impianto) è assolutamente troppo vicino al centro abitato e pertanto Tolentino non è una città idonea ad accogliere un impianto del genere.
Aiutaci a fermare la realizzazione del forno crematorio, firma per aderire al comitato e chiedere al Sindaco di Tolentino di rinunciare alla realizzazione del forno crematorio a Tolentino; la tua firma è importante!
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Petizione creata in data 27 dicembre 2020