#Migranti: Genova non esca dallo SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati)

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Onorevole Sindaco, 
Spett.le Giunta del Comune e della Città Metropolitana di Genova, 
Onorevoli Assessori,

vi scriviamo come genovesi, comuni cittadini che hanno a cuore la nostra bella città, ed è con questo spirito che portiamo all’attenzione dell’Amministrazione questa petizione: non proveniente da partiti o forze politiche, ma da persone che hanno a cuore la gestione della "cosa pubblica".
Gestire la "cosa pubblica" crediamo significhi pensare a politiche a lungo termine, volte a rendere la nostra città più forte e capace di adattarsi alle sfide attuali, uscendone arricchita.
Una sfida attuale ci sembra legata alle politiche di accoglienza che la città deve organizzare: a questo proposito noi crediamo fermamente che il sistema SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) sia stato per Genova una preziosa risorsa in questi anni, necessaria per pensare all'accoglienza come un progetto di sviluppo armonico e di interazione tra città e individui.

Vi chiediamo pertanto, facendo seguito alle dichiarazioni rilasciate alla stampa da rappresentanti politici delle Istituzioni locali [1] [2], di proseguire l’adesione di Genova alla rete del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR).

Lo chiediamo per diversi motivi:

1) LAVORO: uscire dalla rete SPRAR significa mettere a rischio i posti di lavoro dei cittadini genovesi (e rispettive famiglie) che lavorano nei settori dell'accoglienza e nell'integrazione: educatori, operatori sociali, psicologi, addetti alle pulizie e alle mense, mediatori culturali.
Aderire alla rete SPRAR significa infatti, tra le altre cose, la possibilità di attingere risorse dal Fondo Nazionale per le Politiche e i Servizi dell’Asilo (FNPSA), in buona parte derivanti da risorse europee.

2) BILANCIO COMUNALE: da una dichiarazione dei principali sindacati, si legge sulla stampa [3] "...il primo effetto dell'uscita dalla rete riguarderebbe proprio i minori richiedenti asilo, che il Comune deve accogliere in virtù dell'obbligo di tutela che grava proprio sull'amministrazione. In pratica anche uscendo dallo Sprar, si rinuncerebbe ai finanziamenti del Fondo Nazionale e tutte le spese di tutela graverebbero interamente sul bilancio comunale. [...]  Dai quattrocentomila ai settecentomila euro sulle spalle del Comune di Genova, in sei mesi, per rispondere alle esigenze dei 50 minori non accompagnati che attualmente sono affidati al Comune di Genova."

3) GESTIONE DELL'ACCOGLIENZA: Il segretario dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Liguria; Pierluigi Vinai, sostiene [4] che lo SPRAR "E' 'unico elemento di salvaguardia vera per i Comuni, che in questo modo possono pianificare l'accoglienza senza vedersi inviare all'improvviso dalle prefetture i migranti nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS)".

Il sistema della rete SPRAR copre una notevole importanza per l'organizzazione dell'accoglienza, in quanto l'adesione permette ai Comuni, che sono i capofila dei progetti SPRAR, di gestire e non subire il fenomeno dell’immigrazione. A fronte di CAS (che invece sono imposti dalla Prefettura competente e possono essere gestiti da un ente privato assegnatario) a volte con alti numeri anche rispetto alla popolazione locale, in regime SPRAR invece si tende a non superare i 2-3 richiedenti asilo o rifugiati accolti ogni mille abitanti, permettendo di gestire in maniera più efficiente ed appropriata il flusso migratorio e le attività di integrazione. [5]

4) IL VALORE DELL’INTEGRAZIONE: non solo il parere dei principali sindacati è favorevole alla permanenza nella rete SPRAR [2], ma riportiamo anche che secondo il Centro Studi CONFINDUSTRIA “senza l’apporto di lavoro straniero il PIL Italiano sarebbe di 124 miliardi più basso. Sarebbe cresciuto meno negli anni di espansione e sarebbe caduto di più durante la crisi”. [6]

Per questi motivi chiediamo con forza alle Istituzioni competenti di mantenere Genova all'interno della rete SPRAR, e di adoperarsi per chiedere ai Comuni liguri di aderire alla rete (solo circa un terzo dei comuni liguri oggi è aderente).

Per informazioni e contatti: genovaperlosprar@gmail.com

Primi firmatari:
Andrea Sbarbaro - Psicologo del lavoro
Carol Trucco - Architetto
Elettra Repetto - Ricercatrice
Claudia Costaro - Project manager

[1] www.ligurianotizie.it/genova-esce-dal-sistema-sprar-chiavari-favorevole-a-business-immigrati/2017/06/28/252133/
[2] http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2017/07/17/ASCjNBRI-sbarchi_migranti_sgomberata.shtml
[3] http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/06/30/news/la_polemica_le_associazioni_chiedono_alla_lega_di_ripensarci_l_assessore_che_si_occupera_di_profughi_e_polizia_urbana_sara_-169525786/
[4] http://genova.repubblica.it/cronaca/2017/06/29/news/in_liguria_200_migranti_in_una_settimana_nonostante_i_proclami-169422821/
[5] http://www.vita.it/it/article/2017/07/03/biffoni-laccoglienza-sprar-funziona-e-anche-i-comuni-della-lega-stanno/143880/
[6] https://www.slideshare.net /ConfindustriaOfficial/immigra ti-da-emergenza-a-opportunit-p resentazione-centro-studi-conf industria



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