NO ALLA CHIUSURA DEL MUSEO DEL RISORGIMENTO E DELLA RESISTENZA DI FERRARA

NO ALLA CHIUSURA DEL MUSEO DEL RISORGIMENTO E DELLA RESISTENZA DI FERRARA

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Fra qualche settimana verrà chiuso il Museo del Risorgimento e della Resistenza e saranno trasferiti in un magazzino tutti i cimeli che ne costituivano la parte espositiva.

Si tratta di materiale che sin dalla fine dell'Ottocento le famiglie ferraresi hanno donato al Municipio e alla Deputazione di Storia Patria per eternare le gesta di quanti presero parte ai moti del Risorgimento e, dal secondo dopoguerra, di quanti si impegnarono nell'Antifascismo e nella Resistenza.

Al piano superiore di Porta Paola saranno invece spostati i documenti per consentire che ricerca e didattica proseguano. Il tutto, pare, in attesa che il Museo venga collocato alla Casa della Patria di Corso Giovecca, dopo un restauro che potrebbe durare certamente alcuni anni.

Il Museo del Risorgimento e della Resistenza è un punto di riferimento importante per la città di Ferrara: dal 2014 al 2020 ha notevolmente incrementato il numero dei visitatori, praticamente raddoppiato i paganti, arrivando a superare le 10.000 presenze annuali.

Particolarmente importante è stata la presentazione di mostre temporanee nate dalla collaborazione con associazioni e privati, come occasione di informazione e formazione didattica rivolte ai cittadini. Nel periodo sopra indicato hanno coinvolto sino a 13.000 visitatori all'anno.

Il rapporto del Museo con la città è sempre stato particolarmente stretto e negli ultimi anni ha coinvolto un numero sempre maggiore di associazioni con proficue collaborazioni: dall’ANPI ai Partigiani Cristiani, dall’UDI ai Lions, dall’Associazione dei Profughi Giuliano Dalmati ai Sindacati, sino alle associazioni combattentistiche e a tanti, tanti privati cittadini. Il Museo, inoltre, ha collaborato con la Prefettura per l’allestimento di una mostra relativa alla Prima Guerra Mondiale in occasione del recente centenario dell'avvenimento.

Occorre ricordare, infine, che molti privati cittadini, hanno continuato in questi anni la secolare tradizione, che portò alla creazione del Museo nel 1903, di donare cimeli familiari e personali, oltre che a libri e documenti.

Una menzione particolare merita poi il rapporto con le scuole ferraresi: il Museo ha ospitato iniziative didattiche rivolte a Istituti di ogni ordine e grado.

Avvicinare i bambini di sei anni alla Storia è stato emozionante e di grande gratificazione intellettuale per tutti gli operatori e volontari coinvolti. Di grande interesse ed innovazione il lavoro con la scuola di primo grado "Alda Costa" che è culminato nel progetto “La scuola in un clic”, risultato poi tra i vincitori di un concorso regionale "Io amo i beni culturali". Diverse attività sono state realizzate anche con la collaborazione delle scuole secondarie, coinvolte in lavori di ricerca storica ed in progetti in cui la storia della città viene sceneggiata e recitata partendo dallo studio della documentazione conservata negli archivi del Museo. Tra gli istituti con cui vi è stata maggiore sinergia ricordiamo il Liceo Classico "Ludovico Ariosto", il Liceo Scientifico "Antonio Roiti", il Liceo Sociale "Giosuè Carducci", l’Istituto Tecnico "Luigi Einaudi" e  tanti altri. Ai progetti hanno partecipato molti studenti e insegnanti con metodi e pratiche innovative a livello nazionale.

Pertanto, si parla di un Museo dove la cultura della ricerca storica si è intreccia attivamente con il mondo delle professioni e la società per migliorare, ampliare, approfondire, innovare, l’approccio alla Storia del territorio ferrarese.

Per tutti questi motivi chiediamo all'Amministrazione Comunale di non chiudere (per anni?) il Museo del Risorgimento e della Resistenza, ma di trovare subito una idonea e permanente collocazione accessibile a tutti i cittadini, alle scuole, alla società civile.