RIAPERTURA NIDI E MATERNE PROVINCIA DI COMO

RIAPERTURA NIDI E MATERNE PROVINCIA DI COMO

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.
Più firme aiuteranno questa petizione a destare l'interesse dei media locali. Aiuta a portare questa petizione a 200 firme!
Roberta Confalone ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sindaco di Como

Egregio Sindaco Mario Landriscina,

a scriverle è un gruppo di mamme e papà in rappresentanza di bambini e genitori della città e della provincia di Como.

Siamo ben consapevoli della straordinarietà della situazione e della difficoltà di intervento e riorganizzazione, tuttavia riteniamo necessario farle presente che i diritti e la tutela dei bambini, soprattutto nella fascia di età 0-6, sono stati completamente ignorati nell’agenda della fase 2.

Se il governo è in difficoltà a trovare delle idee per tutelarli ci permettiamo di offrire degli spunti su cui costruire un programma di ripartenza per loro, che sono il futuro del nostro paese.

Crediamo sia quanto mai importante che i bambini siano considerati come esseri umani titolari di diritti e, in quanto tali, che siano inclusi in ogni road map legata all’emergenza sanitaria. La retorica riguardante la gestione dell’infanzia, infatti, è orientata da un paradigma che li vede come intralcio alla vita lavorativa dei genitori. La nostra esperienza genitoriale ci dimostra che bonus babysitter e congedi parentali sono misure totalmente insufficienti e inadeguate, che ci costringeranno a coinvolgere i nonni nella cura dei propri nipoti. Tale soluzione, alla quale ricorreremmo per stringente necessità, finisce per esporre a gravi rischi la categoria maggiormente suscettibile alla malattia.


Occorre incentrare il discorso sui bisogni e sui diritti primari dei minori che sono legati alla sfera dell'autonomia e della socializzazione con i pari. Iniziamo infatti a riscontrare nei minori danni psicologici di varie entità, ferite e paure causate da questa separazione dalla realtà. Come coniugare, dunque, il diritto alla salute con quelli di ogni cittadino?

Ecco alcune proposte:


Per la fascia 2/6 anni: organizzare principalmente attività educative all'aria aperta (pienamente gestibili già da giugno-luglio e fino all’arrivo dell’autunno) su modello del progetto pedagogico “asilo nel bosco”. Queste attività potranno essere svolte nei giardini dei nidi e materne, negli spazi offerti dai parchi comunali e anche collaborando con oratori e società sportive cittadine per l’utilizzo dei loro spazi al chiuso e all’aperto.
Queste collaborazioni per l’uso di spazi privati e l’eventuale assunzione di personale potrebbe essere regolata da bandi pubblici e non.
Con l'arrivo dell'autunno, augurandoci che l’emergenza sarà in via di regresso, i bimbi potranno essere divisi in piccoli gruppi e concentrare le attività in spazi al chiuso.
Anche turnare gli orari può rappresentare un'ipotesi per garantire una minore compresenza.
Il tempo passato nei servizi educativi sarà forse minore ma di certo di qualità.
Si potrebbe attuare questo progetto già con i centri estivi.


Per i remigini del nido e della materna: organizzare alcuni momenti di saluto e raccordo e visita alle nuove scuole, accompagnati a piccoli gruppi dall'educatrice in uscita di riferimento, in modo che il passaggio al nuovo ordine non sia traumatico.

 

Per la fascia 6 mesi-2 anni: la questione è più complessa, nei più piccoli l'attività di esplorazione orale è prevalente per cui i loro giochi diventerebbero la fonte principale di contagio.
In questo caso, due potrebbero essere le proposte:
- organizzazione di momenti di psicomotricità a piccoli gruppi oppure di laboratori musicali aperti anche alle mamme o babysitter che accompagnano i bimbi (laboratorio metodo Gordon);
- organizzazione di attività di manipolazione e atelier che non comportino scambio di oggetti. Vale anche in questo caso il discorso di turnazione e quanto detto sopra per i grandi rispetto alla divisione degli spazi.

Per garantire divisione generale in piccoli gruppi e utilizzo al meglio dei tempi e degli spazi gioco, sarebbe inoltre il caso di avere più personale educativo. Come fare? Le ipotesi potrebbero essere:
- realizzare un nuovo e corposo piano di assunzioni stabili;
- fare delle assunzioni straordinarie a tempo determinato;
- incentivare stage e tirocini rivolti a neolaureandi e studenti prossimi alla laurea dei corsi di scienze della formazione.


Queste proposte permetterebbero di creare delle miniclassi con un numero esiguo di bambini per educatrice.

Chiediamo altresì un supporto concreto economico ad asili nidi e scuole dell’infanzia per scongiurarne la chiusura.

Ci auguriamo di ricevere un riscontro alla presente e di accogliere pubblicamente proposte attive e concrete orientate a quanto suggerito.

Il settimo principio della Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo (ONU, New York 1959) recita “(…) Il Fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.”

Vogliamo credere che le istituzioni si impegnino in tal senso per la tutela della salute e della crescita psicofisica dei bambini. Del nostro futuro.

Un cordiale saluto,

Albanese Salvatore
Alemani Monica
Aperti Maurizio
Beria Martina
Capurso Bruna
Cavalieri Francesco
Chiarelli Maria Brigida
Comino Alberto
Confalone Roberta
Cusano Monica
Cusano Yvonne
Di Stefano Nicola
Doniselli Alberto
Figini Susanna
Fumagalli Giovanna
Giorgetti Marta
Lietti Elena
Patti Stefano
Pisano Giulia
Proverbio Laura
Riva Alessandra
Rivara Corinna
Rossi Guido
Torrengo Massimiliano Ernesto
Urciuoli Luca
Vorobyeva Regina

0 hanno firmato. Arriviamo a 200.
Più firme aiuteranno questa petizione a destare l'interesse dei media locali. Aiuta a portare questa petizione a 200 firme!