

ISTITUIRE IL PARCO LINEARE DI VILLA MOGLIA E BLOCCARE LA SPECULAZIONE EDILIZIA IN ATTO


ISTITUIRE IL PARCO LINEARE DI VILLA MOGLIA E BLOCCARE LA SPECULAZIONE EDILIZIA IN ATTO
Il problema
Mi chiamo Edoardo, sono un architetto del paesaggio e vivo nella valle di Villa Moglia da quando ho 6 anni. Sto assistendo ad una speculazione edilizia che interessa la sommità collinare di Villa Moglia a Chieri e ne sta compromettendo il paesaggio in maniera definitiva. Un singolo contadino sta sfruttando il suo status di agricoltore per cementificare la cima di una collina fortemente fruita dalla collettività. Si tratta di un uso improprio di una legge giusta, concepita per evitare lo spopolamento delle campagne, che prevede la conversione dei capannoni agricoli in area edificabile. Senza nessun interesse per il contesto, in un area di grande valore paesaggistico e che non corre certo il rischio di spopolarsi il comune ha permesso che si costruisse una decina di anni fa un condominio fortemente impattante (circa 20 unità abitative, una speculazione milionaria a fronte di pochi migliaia di euro in oneri di urbanizzazione) al posto di un capannone.
Ora lo stesso contadino, in età pensionabile e senza eredi agricoltori, ha richiesto ed ottenuto una seconda volta il permesso per “ampliare la sua azienda agricola”. A parte il paradosso di costruire un capannone avendone già abbattuto uno per costruirvi al suo posto un condominio, questa volta però la speculazione è ancora più evidente. Dal progetto deposto in comune si vede che invece di un capannone agricolo si costruisce direttamente una casa con annesso un garage (il cosiddetto capannone). A parte l’assurdità che questa ripetizione sia perfettamente legale, ciò che mi colpisce è che la zona prescelta sia quella di massima preminenza visiva, dove la gente di passeggio è solita sostare per contemplare il panorama mozzafiato, e che sia a ridosso di Villa Moglia. In più, in tutti questi interventi speculativi la porzione di villa storica in possesso del “contadino-imprenditore” (datata a fine ‘700, originariamente dimora estiva della famiglia nobile Bruno e di interesse documentale) è stata lasciata decadere in uno stato di fatiscenza vergognoso. Ora il cantiere è in atto e tra cinque anni, decaduti i vincoli, il “capannone” potrà tranquillamente esser venduto al miglior offerente come edificio residenziale. Ma non finisce qui, l’operazione potrebbe essere ripetuta una terza volta sempre nella stessa zona che, oltre ad aver già cancellato la memoria di un edificio storico come Villa Bruno (tecnicamente un landmark del paesaggio), ora insiste direttamente sul prezioso complesso monumentale di Villa Moglia. Si tratta di una pratica speculativa purtroppo diffusa e ben conosciuta dal comune che però non vuole esporsi riconoscendo gli errori commessi dalla commissione paesaggistica e bloccando con coraggio questo scempio.
Permettere che questo “contadino” concluda il suo piano porterebbe forti disagi alla comunità:
-privatizzazione di un panorama
-consumo di suolo
-cancellazione della memoria del luogo
-aumento del traffico veicolare (sovradimensionato rispetto alla strada di campagna, fonte di pericolo e disturbo per i passanti)
-compromissione del valore paesaggistico della valle di Villa Moglia
- incentivo ad altri contadini a ripetere il gesto in altre zone appetibili commercialmente
-ignorare l’art.9 della costituzione dove la repubblica, demandando tale compito a regioni e comuni, “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Al comune ho già espresso i miei dubbi quando gli scavi ancora non erano iniziati ma non intendono aiutarmi, per questo mi rivolgo a tutti voi per costringere il Comune di Chieri a prendere posizione in merito bloccando la speculazione una volta per tutte e istituendo il Parco Lineare di Villa Moglia. In questo modo si riconoscerebbe il forte carattere identitario di questa valle amena, se ne preserverebbe la biodiversità ed il valore ecologico, si tutelerebbe la fruizione da parte della collettività di questa porzione di territorio e si darebbe un segnale che il paesaggio non è solo un’entità astratta di cui fregiarsi ai comizi o alle numerose conferenze.
Grazie per il supporto

Il problema
Mi chiamo Edoardo, sono un architetto del paesaggio e vivo nella valle di Villa Moglia da quando ho 6 anni. Sto assistendo ad una speculazione edilizia che interessa la sommità collinare di Villa Moglia a Chieri e ne sta compromettendo il paesaggio in maniera definitiva. Un singolo contadino sta sfruttando il suo status di agricoltore per cementificare la cima di una collina fortemente fruita dalla collettività. Si tratta di un uso improprio di una legge giusta, concepita per evitare lo spopolamento delle campagne, che prevede la conversione dei capannoni agricoli in area edificabile. Senza nessun interesse per il contesto, in un area di grande valore paesaggistico e che non corre certo il rischio di spopolarsi il comune ha permesso che si costruisse una decina di anni fa un condominio fortemente impattante (circa 20 unità abitative, una speculazione milionaria a fronte di pochi migliaia di euro in oneri di urbanizzazione) al posto di un capannone.
Ora lo stesso contadino, in età pensionabile e senza eredi agricoltori, ha richiesto ed ottenuto una seconda volta il permesso per “ampliare la sua azienda agricola”. A parte il paradosso di costruire un capannone avendone già abbattuto uno per costruirvi al suo posto un condominio, questa volta però la speculazione è ancora più evidente. Dal progetto deposto in comune si vede che invece di un capannone agricolo si costruisce direttamente una casa con annesso un garage (il cosiddetto capannone). A parte l’assurdità che questa ripetizione sia perfettamente legale, ciò che mi colpisce è che la zona prescelta sia quella di massima preminenza visiva, dove la gente di passeggio è solita sostare per contemplare il panorama mozzafiato, e che sia a ridosso di Villa Moglia. In più, in tutti questi interventi speculativi la porzione di villa storica in possesso del “contadino-imprenditore” (datata a fine ‘700, originariamente dimora estiva della famiglia nobile Bruno e di interesse documentale) è stata lasciata decadere in uno stato di fatiscenza vergognoso. Ora il cantiere è in atto e tra cinque anni, decaduti i vincoli, il “capannone” potrà tranquillamente esser venduto al miglior offerente come edificio residenziale. Ma non finisce qui, l’operazione potrebbe essere ripetuta una terza volta sempre nella stessa zona che, oltre ad aver già cancellato la memoria di un edificio storico come Villa Bruno (tecnicamente un landmark del paesaggio), ora insiste direttamente sul prezioso complesso monumentale di Villa Moglia. Si tratta di una pratica speculativa purtroppo diffusa e ben conosciuta dal comune che però non vuole esporsi riconoscendo gli errori commessi dalla commissione paesaggistica e bloccando con coraggio questo scempio.
Permettere che questo “contadino” concluda il suo piano porterebbe forti disagi alla comunità:
-privatizzazione di un panorama
-consumo di suolo
-cancellazione della memoria del luogo
-aumento del traffico veicolare (sovradimensionato rispetto alla strada di campagna, fonte di pericolo e disturbo per i passanti)
-compromissione del valore paesaggistico della valle di Villa Moglia
- incentivo ad altri contadini a ripetere il gesto in altre zone appetibili commercialmente
-ignorare l’art.9 della costituzione dove la repubblica, demandando tale compito a regioni e comuni, “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Al comune ho già espresso i miei dubbi quando gli scavi ancora non erano iniziati ma non intendono aiutarmi, per questo mi rivolgo a tutti voi per costringere il Comune di Chieri a prendere posizione in merito bloccando la speculazione una volta per tutte e istituendo il Parco Lineare di Villa Moglia. In questo modo si riconoscerebbe il forte carattere identitario di questa valle amena, se ne preserverebbe la biodiversità ed il valore ecologico, si tutelerebbe la fruizione da parte della collettività di questa porzione di territorio e si darebbe un segnale che il paesaggio non è solo un’entità astratta di cui fregiarsi ai comizi o alle numerose conferenze.
Grazie per il supporto

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 16 novembre 2019