CONTROLLO DEI PICCIONI A CHIERI

Il problema

Il Comune di Chieri è da anni infestato da una miriade di piccioni che sporcano con le loro deiezioni le vie principali e laterali della cittadina, non consentendo ai residenti di utilizzare balconi e terrazzi a causa del guano che quotidianamente si deposita su di essi. Oltre all'evidente degrado ambientale e all'odore insopportabile di putrescenza durante i climi più caldi, quello che preoccupa è il rischio igienico-sanitario che le persone corrono, in quanto i piccioni sono veicoli di pericolose malattie sanitarie, anche mortali, tra cui: salmonellosi, criptococcosi, istoplasmosi, ornitosi, aspergillosi, candidosi, clamidosi, coccidiosi, encefalite, tubercolosi. Gli agenti patogeni macro e microbiologici di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni, che quotidianamente noi cittadini siamo costretti a pulire dalle nostre case. Non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei bar, negli ospedali, nelle scuole, ecc., contaminando gli alimenti, gli oggetti, la biancheria, ed innescando i processi infettivi.

Associata alle colonie di volatili, c’è sempre la presenza dei loro ectoparassiti, in particolare pulci, cimici, zecche ed acari, che spesso causano forti infestazioni all’interno di edifici ove sono posti i nidi, soprattutto all’interno dei sottotetti.

Giuridicamente, secondo la legge n. 968 del 27/12/1972, i piccioni sono ‘bene ambientale” e “patrimonio indisponibile dello Stato”, dunque senza permesso delle autorità competenti (A.S.L.) questi uccelli non possono essere né catturati, né sterilizzati e tanto meno avvelenati o sterminati.

Nel 1993 è stata tuttavia sancita la non appartenenza del colombo urbano (alias piccione) alla fauna selvatica, il che permette a Province, Comuni e Asl di abbatterli o sterilizzarli per ragioni sanitarie e di tutela del patrimonio storico-artistico.

In passato, il Comune di Chieri ha adottato misure ecologiche contenitive, come il miglioramento della pulizia e dell’igiene ambientale, attraverso interventi tempestivi dei servizi pubblici, interventi sulle strutture (limitazione dei luoghi di nidificazione e sosta), ottenuti tramite il restauro degli edifici utilizzati da colombi, storni e gabbiani, la chiusura selettiva delle cavità e l’installazione di speciali “dissuasori di appoggio” ad azione meccanica oppure elettrostatica. A tutt'oggi detti interventi sulle strutture sono fatiscenti e non più funzionanti e ormai insufficienti a contenere ecologicamente la proliferazione degli animali infestanti. 

Chiediamo pertanto al Sindaco di Chieri e alla Sua Giunta comunale, all'ASL di competenza e alla Regione Piemonte, di farsi carico di questa drammatica situazione prima che il rischio sanitario diventi una triste realtà conclamata e di mettere dunque in atto tutte le misure possibili per abbassare la soglia critica ormai raggiunta, soprattutto mediante abbattimenti e sterilizzazione.

 

 

 

 

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Corinna FranchinoPromotore della petizione

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Il problema

Il Comune di Chieri è da anni infestato da una miriade di piccioni che sporcano con le loro deiezioni le vie principali e laterali della cittadina, non consentendo ai residenti di utilizzare balconi e terrazzi a causa del guano che quotidianamente si deposita su di essi. Oltre all'evidente degrado ambientale e all'odore insopportabile di putrescenza durante i climi più caldi, quello che preoccupa è il rischio igienico-sanitario che le persone corrono, in quanto i piccioni sono veicoli di pericolose malattie sanitarie, anche mortali, tra cui: salmonellosi, criptococcosi, istoplasmosi, ornitosi, aspergillosi, candidosi, clamidosi, coccidiosi, encefalite, tubercolosi. Gli agenti patogeni macro e microbiologici di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni, che quotidianamente noi cittadini siamo costretti a pulire dalle nostre case. Non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei bar, negli ospedali, nelle scuole, ecc., contaminando gli alimenti, gli oggetti, la biancheria, ed innescando i processi infettivi.

Associata alle colonie di volatili, c’è sempre la presenza dei loro ectoparassiti, in particolare pulci, cimici, zecche ed acari, che spesso causano forti infestazioni all’interno di edifici ove sono posti i nidi, soprattutto all’interno dei sottotetti.

Giuridicamente, secondo la legge n. 968 del 27/12/1972, i piccioni sono ‘bene ambientale” e “patrimonio indisponibile dello Stato”, dunque senza permesso delle autorità competenti (A.S.L.) questi uccelli non possono essere né catturati, né sterilizzati e tanto meno avvelenati o sterminati.

Nel 1993 è stata tuttavia sancita la non appartenenza del colombo urbano (alias piccione) alla fauna selvatica, il che permette a Province, Comuni e Asl di abbatterli o sterilizzarli per ragioni sanitarie e di tutela del patrimonio storico-artistico.

In passato, il Comune di Chieri ha adottato misure ecologiche contenitive, come il miglioramento della pulizia e dell’igiene ambientale, attraverso interventi tempestivi dei servizi pubblici, interventi sulle strutture (limitazione dei luoghi di nidificazione e sosta), ottenuti tramite il restauro degli edifici utilizzati da colombi, storni e gabbiani, la chiusura selettiva delle cavità e l’installazione di speciali “dissuasori di appoggio” ad azione meccanica oppure elettrostatica. A tutt'oggi detti interventi sulle strutture sono fatiscenti e non più funzionanti e ormai insufficienti a contenere ecologicamente la proliferazione degli animali infestanti. 

Chiediamo pertanto al Sindaco di Chieri e alla Sua Giunta comunale, all'ASL di competenza e alla Regione Piemonte, di farsi carico di questa drammatica situazione prima che il rischio sanitario diventi una triste realtà conclamata e di mettere dunque in atto tutte le misure possibili per abbassare la soglia critica ormai raggiunta, soprattutto mediante abbattimenti e sterilizzazione.

 

 

 

 

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Corinna FranchinoPromotore della petizione

I decisori

Giunta Comunale di Chieri
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Sindaco di Chieri
Sindaco di Chieri
Massimo Ceppi
Massimo Ceppi
Assessore Ambiente e Igiene urbana di Chieri
Assessore Ambiente e Igiene urbana di Chieri

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Petizione creata in data 15 luglio 2019