Salviamo i Lecci del Porcinai ad Arezzo

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Il Wwf Arezzo Onlus e tutti i cittadini firmatari della presente sono a chiedere alla Giunta comunale di Arezzo e in particolare al Sindaco Alessandro Ghinelli, all’Assessore all’Ambiente Marco Sacchetti e all’Assessore ai Lavori Pubblici Gianfrancesco Gamurrini di fermare il progetto di riqualificazione dei giardini pubblici di Viale Michelangelo detti anche “Del Porcinai” al fine di rivedere la parte relativa alla sostituzione delle 72 piante di leccio. Ci troviamo nell’area con maggiore presenza di traffico è più inquinata di tutta la città, dove la presenza di piante è indispensabile per innalzare la qualità dell’aria, attenuare la rumorosità del traffico, ridurre l’escursione termica e limitare l’effetto della pioggia battente per favorire l’infiltrazione graduale delle piogge. Tutti benefici confermati anche dal mondo scientifico, come testimonia in uno dei suoi lavori relativi alla forestazione urbana anche il Prof. Francesco Ferrini, ordinario in arboricoltura all’Università di Firenze e considerato uno dei maggiori esperti del paese. La rimozione degli storici lecci dei giardini di Viale Michelangelo comporterebbe la perdita, per anni (anche se la sostituzione con i tigli avesse successo), di tutti i benefici che queste piante apportano quotidianamente a quella parte della città. 

Non si può pensare’ infatti, di limitare la presenza “verde” solo ed esclusivamente ai parchi cittadini, direzione che questa amministrazione pare in qualche modo avere intrapreso.

Anche sul fatto che si vogliano reimpiantare i tigli come piante originarie dei giardini, ci sono osservaizoni da fare. In effetti se nel primo progetto del Porcinai si parlava di tigli, già nel progetto definitivo questi furono sostituiti dai lecci, che lo stesso Porcinai utilizzerà poi in tanti altri suoi progetti. Quindi gli attuali lecci, al di la dei pareri tecnici, sono oramai un “patrimonio” non solo ambientale ma anche storico della città di Arezzo, che la identificano agli occhi di chi sopraggiunge dalla stazione ferroviaria o percorre il viale Michelangelo e prosegue per viale Piero della Francesca. Chiediamo quindi anche alla Soprintendenza, una rivalutazione del parere contrario precedentemente concesso e poi revocato.

Infine anche riguardo all’aspetto “sicurezza” non è certo con l’eradicazione dei lecci che si risolverà, questo problema. Considerato la ragguardevole somma di denaro necessaria ai lavori (circa 1 milione di euro), riteniamo che il risultato lo si possa raggiungere comunque progettando un'adeguata illuminazione e con delle potature mirate e fatte nei periodo giusti. Le moderne tecnologie di illuminazione permettono di ottenere risultati efficaci, ma ovviamente serve una progettualità mirata a tal scopo. La scelta di abbattere i lecci, risulta chiaramente la soluzione più veloce e più semplice, ma si tratta anche dell'opzione estrema che a nostro parere creerebbe un danno, non solo paesaggistico alterando pesantemente il panorama di viale Michelangelo, ma soprattutto ambientale.

Siamo quindi a chiedere che il progetto di riqualificazione dei giardini di Viale Michelangelo detti anche “del Porcinai” sia rivisto nella parte che riguarda la vegetazione arborea attualmente in essere e l’intenzione di sostituirla con altra ridotta in numero di specie diversa, prevedendo al posto di questa scelta, il mantenimento delle attuali piante e una riprogettazione della loro manutenzione ai fini conservativi.

 

 



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