Petition Closed
Petitioning Sindaco del Comune di Prato and 1 other

Vietare la vendita di animali nei mercati e nei negozi pratesi

Vietare la vendita di animali nei mercati presenti all'interno del territorio del Comune di Prato

Gli animali messi in esposizione e vendita all'interno dei mercati vengono costretti, molto spesso, a debilitanti viaggi di trasferimento in condizioni di trasporto particolarmente disagiate e sono esposti a repentini cambiamenti climatici che nuocciono alla loro salute, in particolare nel caso dei cuccioli. Il fatto di esporre e vendere i cuccioli subito dopo lo svezzamento, prima di aver completato il ciclo di vaccinazioni, li espone inoltre al rischio di contrarre malattie anche letali, date le deboli difese immunitarie. In generale, gli animali vengono sottoposti a particolari stress dovuti alla promiscuità e agli spostamenti, all'esposizione al caldo e al freddo, alla confusione ed ai rumori, anche per 12 ore al giorno. Molti etologi ed educatori concordano sul fatto che per i cuccioli essere continuamente sottoposti a fattori stressanti in un periodo della loro vita così particolarmente delicato e ricettivo agli stimoli esterni, può incidere negativamente e in modo permanente sul loro carattere minando il futuro rapporto dell’animale con gli esseri umani. L’esposizione e la vendita in fiere e mercati di cuccioli di animali d’affezione contribuisce poi a diffondere una conoscenza sbagliata del rapporto uomo-animale, in quanto non promuove minimamente il rispetto verso gli animali, che anzi vengono trattati come oggetti, cose che si possono comprare, vendere, regalare e quindi gettare via quando ci si stanca di loro. Per quanto riguarda volatili, roditori e pesci, spesso non vengono valutate le loro esigenze etologiche vitali, ammucchiati in piccole gabbie e vasche sovraffollate. Altri Comuni hanno già dimostrato la loro attenzione al problema vietando, come ha fatto per esempio il Comune di Roma già nel 2005, le attività commerciali ambulanti ed occasionali inerenti la vendita diretta o indiretta di animali o imponendo prescrizioni molto rigide sugli spazi e sui tempi espositivi per il benessere degli animali, che risultano evidentemente incompatibili con le fiere ed i mercati.

 

Vietare la vendita di animali nei negozi presenti sul territorio del Comune di Prato

Sull'esempio di altre amministrazioni comunali, soprattutto estere, chiediamo il divieto di vendita degli animali all'interno degli esercizi commerciali presenti sul territorio del Comune di Prato.

Gli animali non sono merce, sono esseri viventi senzienti con sentimenti ed emozioni. Il divieto di vendita degli animali nei negozi avrebbe un duplice scopo: educativo, in quanto afferma il principio che gli animali sono esseri senzienti portatori di diritti e, dunque, in quanto tali non mercificabili; di lotta al randagismo, in quanto il bando sulla compravendita di animali avrebbe come conseguenza diretta un aumento delle adozioni di cani, gatti e conigli che al momento trovano accoglienza in canili, gattili ed altre strutture gestite dalle associazioni di volontari.

Inoltre, chiediamo che le attività commerciali mettano a disposizione degli spazi per favorire e promuovere l'adozione degli animali presenti nei rifugi della città.

 

 

Letter to
Sindaco del Comune di Prato
Presidente del Consiglio Comunale di Prato
Vietare la vendita di animali nei mercati del Comune di Prato.

Gentile Sindaco del Comune di Prato, con la presente sono a chiedere che venga vietata l’esposizione e la vendita di animali vivi nei mercati ambulanti ed occasionali per i seguenti motivi :

- Spesso sono apparsi sui media servizi e inchieste sui cuccioli importati dai paesi dell’Est dove costano molto meno, che vengono costretti a debilitanti viaggi di trasferimento, in condizioni di trasporto particolarmente disagiate e con repentini cambiamenti climatici che nuocciono alla loro delicata salute. Tali cuccioli - per i prezzi allettanti - sono smerciati anche tramite i mercati ambulanti, che sono evidentemente più difficilmente controllabili.

- Troppo spesso i cuccioli esposti vengono acquistati solo perché - essendo i visitatori presi alla sprovvista - fanno tanta tenerezza e quindi senza aver adeguatamente ponderato il relativo impegno economico e di tempo che un animale richiede; così diventano presto “un problema” che si risolve abbandonando gli animali, una crudeltà che diventa anche un costo per tutta la collettività.

- A volte i cuccioli vengono messi in esposizione e venduti subito dopo lo svezzamento e prima ancora di aver completato il ciclo di vaccinazioni per cui sono privi di difese immunitarie, quindi facilmente esposti al rischio di contrarre malattie anche letali che si manifestano di solito, nel giro di poche settimane dall’acquisto, ma comunque troppo tardi per perseguire il venditore.

- Gli animali, oltre allo stress dovuto alla promiscuità, agli spostamenti, sono esposti al caldo, al freddo, a volte sotto il sole, in mezzo alla confusione, ai rumori; i bambini li percepiscono come giocattoli e quindi nel vederli gridano e battono incessantemente sulle gabbie per farli muovere o per cercare di toccarli e tutto questo anche per 12 ore al giorno.

- Molti etologi ed educatori concordano sul fatto che per i cuccioli essere continuamente sottoposti a fattori stressanti in un periodo della loro vita così particolarmente delicato e ricettivo agli stimoli esterni, può incidere negativamente e in modo permanente sul loro carattere minando il futuro rapporto dell’animale con gli esseri umani.

- L’esposizione e la vendita in fiere e mercati di cuccioli di animali d’affezione contribuisce a diffondere una conoscenza sbagliata del rapporto uomo-animale, in quanto non promuove minimamente il rispetto verso gli animali, che anzi vengono trattati come oggetti, cose che si possono comprare, vendere, regalare e quindi gettare via quando ci si stanca di loro.

- Spesso si vedono volatili, roditori e pesci esposti senza valutare le loro esigenze etologiche vitali, ammucchiati in piccole gabbie o vasche sovraffollate.

- Altri Comuni hanno già dimostrato la loro attenzione al problema vietando, come ha fatto per esempio il Comune di Roma già nel 2005, le attività commerciali ambulanti ed occasionali inerenti la vendita diretta o indiretta di animali o imponendo prescrizioni molto rigide sugli spazi e sui tempi espositivi per il benessere degli animali, che risultano evidentemente incompatibili con le fiere ed i mercati.

Inoltre le chiedo che venga vietata la compravendita di animali in tutti gli esercizi commerciali presenti all'interno del territorio del Comune di Prato, in quanto gli animali sono esseri senzienti portatori di diritti e quindi non mercificabili; tra l'altro l'adozione del divieto porterebbe inevitabilmente ad un aumento delle adozioni di cani, gatti e conigli che al momento trovano accoglienza in canili, gattili ed altre strutture gestite dalle associazioni di volontari.
Le chiedo infine che il Comune di Prato imponga alle attività commerciali di mettere a disposizione degli spazi per favorire e promuovere l'adozione degli animali presenti nei rifugi della città.