Al Sindaco del Comune di Pomezia: per il ripristino dell'Ufficio Tutela Animali

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I sottoscritti firmatari richiedono che l'Ufficio Tutela Animali, soppresso di fatto da alcuni mesi, torni nuovamente a svolgere il prezioso compito di controllo, filtro ed informazione che ha svolto per anni, come specificato sul sito istituzionale del Comune di Pomezia http://www.comune.pomezia.rm.it/tutela_animali e previsto dalla normativa vigente.

La funzione che l'ufficio esercitava, facendo le veci del Sindaco, primo cittadino proprietario di ogni animale vagante, assicurando una corretta ed etica gestione dei suoi animali, ad oggi non esiste più, tanto che il termine che si può dare ora è solo “Ufficio” ma non più “Tutela Animali”.

La situazione nella gestione degli animali sul territorio comunale è completamente fuori controllo, l'ufficio non svolge più alcuna funzione di controllo sull'iter di recupero degli animali vaganti, nonché il controllo sulle condizioni di benessere degli animali nei canili convenzionati, ricoverati spesso a lungo a spese della collettività.

Così succede che: cani di proprietà a carico del Comune, addirittura prelevati in casa ,a seguito di false dichiarazione dei proprietari che fingono di averli trovati, cani portati in canile per finto sfratto dei proprietari, cani con microchip tenuti ricoverati e restituiti dopo molto tempo ai proprietari, gatti morti perchè non trasferiti in cliniche specialistiche, così come prescritto dalla legge e altro.

L'Ufficio Tutela Animali ispirandosi alla linee guida della Regione Lazio “ competenze e responsabilità del Comune in merito al randagismo in un'ottica di rispetto della normativa vigente, tutela e benessere degli animali e spending review” ha rappresentato per anni un concreto strumento di protezione e salvaguardia degli animali nel territorio comunale, un'avanguardia e un esempio positivo per i comuni limitrofi, vista la sua capacità di lavorare in sinergia con i volontari, le Associazioni ed i cittadini attivi, realizzando campagne di informazione e sensibilizzazione verso i cittadini come mezzi preziosi per contrastare il maltrattamento e l'abbandono; rispondendo alle numerose segnalazioni di animali vaganti, feriti e maltrattati, assicurandone l'immediato soccorso e la possibilità di affidamento secondo i termini di legge; ha attuato ampie campagne di sterilizzazione dei gatti liberi, permettendo un efficace controllo della popolazione felina in passato cresciuta a dismisura.

L'Ufficio Tutela Animali è riuscito a rispondere e  trovare soluzioni a una problematica forte come quello del randagismo, riflettendo le aspettative di una cittadinanza finalmente compartecipe alla corretta convivenza con gli animali e alla salvaguardia della loro incolumità e dignità.

L' Ufficio Tutela Animali, attivando una serie di convenzioni con ambulatori veterinari privati (come previsto dalla normativa vigente e come attivato in molti altri Comuni, non facenti parte del territorio della Asl Roma 6) assicurava un soccorso migliore ed immediato e incentivava le sterilizzazioni come prevenzione al randagismo.

 

I risultati di questo lavoro sono stati esemplari, rispetto ad una realtà territoriale in cui si parla ancora di abbandoni quotidiani, di animali di proprietà lasciati vagare senza custodia e spesso vittime o causa di incidenti stradali; di smarrimenti che in passato finivano per incrementare i guadagni di strutture private che non risolvevano mai nel ricongiungimento degli animali con i loro proprietari, grazie al lavoro dell’Ufficio si traducevano in numero impressionante di animali riconsegnati nell'immediato e finalmente identificati in anagrafe canina, senza alcuna spesa pubblica.

L'attuale amministrazione sostenendo di spendere troppo per tutelare gli animali, ha distrutto un meccanismo che funzionava alla perfezione, ripristinando il vecchio convenzionale iter - del tutto spersonalizzato e senza alcun controllo da parte del Comune - di gestione degli animali vaganti e tornando ad alimentare i soliti vecchi meccanismi di speculazione sui randagi, spendendo così gli stessi soldi che non sono più utilizzati per la cura degli animali ma per i costi di mantenimento nei canili.

 

Firma anche Tu per la Tutela di chi non può parlare.