Fuori dal consiglio comunale di Cogoleto chi ha votato con il saluto fascista!


Fuori dal consiglio comunale di Cogoleto chi ha votato con il saluto fascista!
Il problema
Al Sindaco del Comune di Cogoleto (GE)
Al Ministro dell’Interno
Al Prefetto della Provincia di Genova
Apprendiamo che durante la seduta del Consiglio comunale di Cogoleto del 27 Gennaio u.s. (Giorno della Memoria), tre consiglieri hanno espresso con il braccio destro teso, secondo la gestualità tipica del saluto romano fascista, il loro voto contrario a una proposta di deliberazione.
Tale gesto si carica di un evidente significato apologetico del fascismo ed è stato espresso in un contesto pubblico per eccellenza, in forma non goliardica ma seria. Tanto è vero che il Sindaco ha chiesto le scuse immediate che tuttavia non sono arrivate.
Un siffatto oltraggio alle istituzioni democratiche e repubblicane è ancor più grave perché si è consumato proprio nel giorno dedicato al ricordo della immane tragedia della Shoah e di tutte le vittime della ferocia nazista e fascista.
In uno Stato la cui legge fondamentale è basata sui valori dell’antifascismo (si veda l’art. XII delle Disposizioni transitorie e finali) non si può accettare un comportamento che ne fa pubblicamente strame, diffonde la malapianta di idee inneggianti al regime mussoliniano e concorre così a creare le premesse per la ricostituzione di formazioni fasciste; è a maggior ragione inaccettabile che ciò avvenga senza conseguenze nell’aula consiliare, il cuore della democrazia cittadina, da parte di rappresentanti istituzionali che dovrebbero invece comportarsi, sempre, con disciplina e onore.
Oltre a essere ingiustificabile e inaccettabile, riteniamo che tale comportamento integri una palese trasgressione dei divieti posti dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (c.d. “Legge Scelba”).
Riteniamo, inoltre, che una simile condotta sia annoverabile tra gli atti contrari alla Costituzione e che, come tale, debba essere valutata dal Ministro dell’Interno ai sensi e per gli effetti dell’art. 142 del D.Lgs. n. 267 del 2000 (Testo unico sugli enti locali).
Siamo inorriditi da quest’oltraggio alla nostra democrazia e al Giorno della Memoria. Per tutte queste ragioni chiediamo che i tre consiglieri rassegnino senza indugio le loro dimissioni.
Qualora ciò non avvenisse, chiediamo alle competenti autorità di adottare i provvedimenti previsti dalla legge.
Siliana Biagini
Andrea Brachi
Giuliano Calvetti
Tommaso Del Guasta
Enzo Filosa
Claudio Giardi
Luciano Mazzieri
Simona Querci
Marco Saccardi
Luca Santucci
Giovanni Sarteschi
Valerio Sichi

Il problema
Al Sindaco del Comune di Cogoleto (GE)
Al Ministro dell’Interno
Al Prefetto della Provincia di Genova
Apprendiamo che durante la seduta del Consiglio comunale di Cogoleto del 27 Gennaio u.s. (Giorno della Memoria), tre consiglieri hanno espresso con il braccio destro teso, secondo la gestualità tipica del saluto romano fascista, il loro voto contrario a una proposta di deliberazione.
Tale gesto si carica di un evidente significato apologetico del fascismo ed è stato espresso in un contesto pubblico per eccellenza, in forma non goliardica ma seria. Tanto è vero che il Sindaco ha chiesto le scuse immediate che tuttavia non sono arrivate.
Un siffatto oltraggio alle istituzioni democratiche e repubblicane è ancor più grave perché si è consumato proprio nel giorno dedicato al ricordo della immane tragedia della Shoah e di tutte le vittime della ferocia nazista e fascista.
In uno Stato la cui legge fondamentale è basata sui valori dell’antifascismo (si veda l’art. XII delle Disposizioni transitorie e finali) non si può accettare un comportamento che ne fa pubblicamente strame, diffonde la malapianta di idee inneggianti al regime mussoliniano e concorre così a creare le premesse per la ricostituzione di formazioni fasciste; è a maggior ragione inaccettabile che ciò avvenga senza conseguenze nell’aula consiliare, il cuore della democrazia cittadina, da parte di rappresentanti istituzionali che dovrebbero invece comportarsi, sempre, con disciplina e onore.
Oltre a essere ingiustificabile e inaccettabile, riteniamo che tale comportamento integri una palese trasgressione dei divieti posti dalla legge n. 645 del 20 giugno 1952 (c.d. “Legge Scelba”).
Riteniamo, inoltre, che una simile condotta sia annoverabile tra gli atti contrari alla Costituzione e che, come tale, debba essere valutata dal Ministro dell’Interno ai sensi e per gli effetti dell’art. 142 del D.Lgs. n. 267 del 2000 (Testo unico sugli enti locali).
Siamo inorriditi da quest’oltraggio alla nostra democrazia e al Giorno della Memoria. Per tutte queste ragioni chiediamo che i tre consiglieri rassegnino senza indugio le loro dimissioni.
Qualora ciò non avvenisse, chiediamo alle competenti autorità di adottare i provvedimenti previsti dalla legge.
Siliana Biagini
Andrea Brachi
Giuliano Calvetti
Tommaso Del Guasta
Enzo Filosa
Claudio Giardi
Luciano Mazzieri
Simona Querci
Marco Saccardi
Luca Santucci
Giovanni Sarteschi
Valerio Sichi

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 29 gennaio 2021