Una raccolta firme nel comune di Ladispoli per tutelare ambiente e verde.

Una raccolta firme nel comune di Ladispoli per tutelare ambiente e verde.

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Paola Camilletti ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Al Sindaco, all’Assessore ai lavori pubblici e alla giunta tutta del Comune di Ladispoli, Roma

Tutela del verde pubblico, contro il degrado e la malgestione che sono di fronte agli occhi di tutti.

I cittadini di Ladispoli dicono “NO!”alla gestione del verde così come si presenta sotto i nostri occhi: abbattimenti arbitrari, potature che si traducono solo in drammatiche capitozzature, piantumazioni inutili, come alberature irrimediabilmente seccate subito dopo la messa a dimora, in quanto mancante la manutenzione ordinaria e che pertanto si traducono in un inutile sperpero dei denari pubblici.
Vogliamo una gestione del verde fatta in maniera professionale e seguita coscienziosamente sia sul piano pratico che su quello economico.

Il ruolo degli alberi e del verde in generale è stato grandemente rivalutato nel mondo intero per la sua essenzialità nella sopravvivenza degli umani, degli animali e del verde stesso nel futuro della Terra. Ormai tutto il mondo civile si sta preparando a una politica di reinverdimento generale per cercare di arginare i danni causati dal riscaldamento globale. Tra i migliori esempi di gestione virtuosa del verde vogliamo citare i 30 corridoi Verdi di Medellin in Colombia dove la creazione di viali alberati, parchi, giardini e corsi d’acqua hanno consentito la riduzione delle temperature di 2 gradi centigradi con conseguente riduzione dell’uso dei condizionatori che consumano molta energia e che aumentano le emissioni di gas serra. Citiamo anche Milano che ha progettato la copertura di verde sui tetti della città per un’area pari a 13 milioni di ettari e la piantumazione di 3 milioni di alberi entro il 2030, uno per ogni abitante della città. In Australia è stato finanziato un progetto che consentirà di piantare  oltre 1 miliardo di alberi per onorare l’accordo sul clima di Parigi. Ci sono molti altri progetti globali di questo tipo che stanno proliferando, fortunatamente per noi.
Però anche nel nostro piccolo mondo, rappresentato dalla città di Ladispoli, abbiamo il dovere, anzi l’obbligo, di contribuire a contrastare il riscaldamento globale che è l’aspetto più importante.
Ci sono altri aspetti, non poi così secondari, quali la vita quotidiana dei nostri bambini, degli anziani, degli animali, che in un ambiente arido e assolato fanno fatica a vivere specialmente in estate, quando il cemento, riscaldandosi, fa da calorifero e non viene contrastato dalla presenza degli alberi e della loro ombra.
In relazione a questo ci saranno sempre meno famiglie desiderose di acquistare un appartamento o una villetta per vivere a Ladispoli il loro futuro. E’ normale che, venendo da Roma, nella scelta di un luogo dove far crescere la propria famiglia, si propenda sempre di più verso la città verde, dove la qualità della vita è immensamente superiore. Venendo a mancare questo fondamentale ingrediente i prezzi degli immobili scendono, essendo meno appetibili, e il danno economico e commerciale che ne deriva si andrà ad aggiungere al calo del turismo estivo costituendo un abbassamento del reddito medio locale.
Che questo sia un grave danno per tutte le categorie, dipendenti o autonomi, ricchi o poveri, giovani o vecchi, può essere considerato un dato di fatto ineccepibile.
Considerato che dal 1998 ad oggi la politica dell’abbattimento del verde si è susseguita senza distinzione fra le varie amministrazioni - chiunque voglia confrontare le fotografie del centro (in particolare di viale Italia e di via Ancona) di venti o più anni fa con quelle di oggi, non potrà fare a meno di constatare che la macchia di verde è stata sostituita con tonnellate di cemento e, considerato che l’impressione della cittadinanza è che si continui a perseguire questa perniciosa strada della distruzione selvaggia degli alberi storici di Ladispoli,
Proponiamo all’amministrazione attuale di provvedere più efficacemente al controllo della vita del verde: per la manutenzione o la decretazione dell’eventuale abbattimento (se è proprio necessario) degli alberi e per la nuova piantumazione dovrebbero essere incaricati professionisti competenti in materia e non, con tutto il rispetto, i vivaisti della zona da cui poi si acquistano piante suggerite da loro ma che nel futuro non si dimostreranno idonee. La competenza dei consulenti collaboratori dell’amministrazione comunale deve essere certificata da titoli accademici e da curriculum di lavoro che ne attestino l’esperienza e la totale estraneità all’aspetto commerciale. La botanica non è soltanto un hobby ma è una scienza. Tutti noi, o quasi tutti, siamo in grado di scegliere belle piante ornamentali per decorare il nostro giardino ma, per fare un progetto cittadino che sia lungimirante, bisogna avere la competenza necessaria a stabilire da oggi quello che succederà alle nuove piantagioni fra dieci, venti anni. Una piantumazione fatta a livello hobbistico e amatoriale sarà destinata a soccombere. Molte piante non diventeranno mai adulte perché non ne è stato accuratamente valutato l’habitat mentre altre si riveleranno troppo invasive e dovranno essere eliminate. Inoltre molte di esse non le vedremo mai perché cresceranno con una lentezza esasperante e il beneficio, se pure arriverà, sarà molto lontano nel tempo.
Inoltre dobbiamo una nota importante in merito al Pinus Pinea, detto comunemente pino domestico che è una specie che deve essere valorizzata e tutelata per via della sua unicità e importanza ma che viene percepito come una alberatura non idonea al contesto urbano perché lesiva del fondo stradale a causa delle radici. Tale annotazione risulta errata, illogica e in contrasto con quello che è il panorama naturale autoctono della zona litoranea di cui facciamo parte. Errata e illogica perché esistono oggi tecniche di arboricoltura e ingegneria che permettono la serena permanenza dei pini sulle strade evitando danni a cose e persone circostanti. Questo procedimento richiede una manutenzione esperta e costante.
Necessita una valutazione altamente scientifica del programma di riqualificazione del verde per poter beneficiare dei risultati in tempi non biblici. Per fare un esempio pratico, come si può pensare di sostituire un pino centenario con un leccio di 10 cm. di diametro di tronco visto  che è a crescita lentissima?
Concludiamo quindi con la richiesta di sospensione dei lavori di abbattimento degli alberi che è già in itinere e, contemporaneamente, la creazione di un piano generale per la riqualificazione del verde eseguito da professionisti qualificati e certificati.
 

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