La montagna lecchese non si chiude

La montagna lecchese non si chiude

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Claudio Gilio ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sindaci della Provincia di Lecco e a

Sabato 7 novembre 2020 i Sindaci della Provincia di Lecco hanno pubblicato una lettera contenente una interpretazione restrittiva quanto fantasiosa, illogica e contraddittoria del D.P.C.M. del 3 Novembre 2020, che introduce divieti e restrizioni per fronteggiare la seconda ondata di epidemia da Covid-19.

In questa lettera, quindi nemmeno una Ordinanza, si "vieta" ai cittadini dei comuni lecchesi di frequentare la montagna, anche all'interno dei propri Comuni di residenza o domicilio, anche nelle vicinanze della propria casa. 

In un altro passaggio della confusa lettera, si impongono limiti territoriali allo svolgimento dell'attività sportiva, non previsti né dal D.P.C.M. né dalle FAQ del Governo.

Poche ore dopo la diffusione della lettera, per aggiungere confusione alla confusione, arriva una apertura al "trekking" che si contrappone al presunto divieto di "passeggiare" in montagna.

Al di là delle palesi incongruenze nel testo, dei forti dubbi sulla sua cogenza e legalità, con amarezza, stupore e disapprovazione si rileva come questi amministratori di un territorio indissolubilmente legato alla montagna, non ne conoscano le peculiarità ed il profondo legame dei suoi abitanti con la montagna stessa. Montagne, sentieri e pareti su cui per altro sono state scritte pagine indimenticabili di storia da parte di alpinisti ed atleti di fama internazionale e che hanno fatto viaggiare la fama della montagna lecchese ben oltre la dimensione locale.

Ora, in questo momento di grave crisi sanitaria, sociale ed economica, si vuole vietare a cittadini, responsabili e che hanno a cuore la salute di tutti, l'accesso alla montagna. Quella montagna da sempre legata alla città e ai paesi, presenza costante sui tetti delle nostre case e delle nostre officine, a formare un unicum senza eguali al mondo.

Con questa petizione si chiede ai Sindaci della Provincia di Lecco:

di prendere in considerazione la specificità del territorio da loro amministrato

di riconoscere che una frequentazione della montagna responsabile e rispettosa del prossimo non costituisce alcun rischio sanitario in relazione all'epidemia da Sars-cov2

di riconoscere il valore dello sport e del contatto con la natura come elementi fondamentali per il benessere fisico e psicologico dei cittadini

di prendere atto che ridurre il territorio praticabile ai cittadini vuol dire inevitabilmente costringerli in spazi confinati con conseguente geometrico aumento del rischio di contagio

Infine, per tanto, di ritirare la lettera del 7 novembre 2020, foriera di sola confusione tra i cittadini, non necessaria in un quadro di restrizioni già ben definite dal combinato disposto di DPCM, Ordinanza del Ministero della Salute e FAQ del Governo.

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