

Utilizzare la LOMBRICOLTURA per smaltire i rifiuti in maniera ecologica e risparmiosa, facciamolo capire alle amministrazioni comunali.


Utilizzare la LOMBRICOLTURA per smaltire i rifiuti in maniera ecologica e risparmiosa, facciamolo capire alle amministrazioni comunali.
Il problema
Anche se il titolo sembra uno spot degli anni ’80 è tutto vero, con l’aiuto dei lombrichi è possibile smaltire la frazione verde e quella umida in maniera pressoché gratuita. E se non vi pare già abbastanza il risultato della digestione di tali rifiuti da parte dei simpatici vermicelli è una terra fine, molto utile in agricoltura e giardinaggio, il famoso humus di lombrico.
Cercherò di sintetizzare al massimo con un esempio. Nel 2011 un piccolo comune in provincia di Torino (circa 800 abitanti) ha avviato una lombricoltura per sostituire il metodo tradizionale di smaltimento del verde (potature, pulizia delle strade, etc.). Con un investimento iniziale di circa 5.000 EUR fin dal primo anno è stata azzerata la spesa annuale, che all’epoca era di 11.000 EUR. Da allora con circa 2.000 EUR all’anno, che vengono dati alla persona che si occupa della gestione dell’impianto, non solo riescono a trasformare un rifiuto in humus, utilizzabile ad esempio per le aiuole comunali (altro risparmio!), ma hanno anche evitato la circolazione dei camion che si occupavano di ritirare il verde da smaltire. Questi dati sono stati gentilmente forniti dall’assessore all’agricoltura del comune circa un anno fa quando leggendo la notizia in rete abbiamo pensato che un modello così intelligente potesse e dovesse essere replicato in ogni comune.
Con un rapido conto della serva abbiamo immaginato che il comune in cui risediamo conta 8.000 residenti per cui, se tanto mi dà tanto più di 100.000 EUR all’anno di risparmio facile facile, solo prendendo in considerazione il verde. Se poi vogliamo esagerare si potrebbe applicare lo stesso trattamento alla frazione umida, così come viene già fatto in scala ridotta da molte famiglie con le compostiere. Bella scoperta, fino a non molto tempo fa dalle nostre parti la “concimaia” era sempre presente nonché fondamentale per l’economia familiare
Purtroppo fino ad oggi, nonostante ripetuti tentativi, non siamo riusciti a convincere le amministrazioni comunali della bontà del progetto. Tre comuni su quattro non hanno neanche risposto alle mail con cui ci siamo offerti di illustrare, ovviamente gratis e senza alcun impegno, quello che si può fare con i lombrichi. Il quarto comune in un primo momento pareva molto interessato, poi tutto si è arrestato perché hanno scoperto che la quantità di verde che devono smaltire è decisamente troppo elevata. Difficile da capire, più rifiuti da trattare può solo significare un risparmio maggiore. Abbiamo anche provato (inutilmente) a spiegargli che è possibile partire con una quantità di lombrichi a piacere dato che si riproducono molto velocemente e, tanto per cambiare, in maniera assolutamente gratuita.
Non ci siamo ancora arresi e ogni tanto andiamo a curiosare in rete per vedere se qualcosa si muove… Fortunatamente pare di sì, stanno iniziando a spuntare i primi impianti, soprattutto grazie alla dedizione di lombricoltori che si impegnano in questo campo da decine di anni, noi siamo semplicemente due amici che hanno cominciato per hobby e che cercano di dare un minimo di contributo ad una causa che ci pare giusta. Purtroppo la brutta notizia è che per scovare queste informazioni bisogna andare a frugare in rete, i media tradizionali non danno il giusto risalto a questi esempi di buona gestione pubblica.
Veniamo al dunque, lo scopo di questa petizione è quello di far conoscere al maggior numero possibile di persone questo metodo di smaltimento dei rifiuti, in maniera da poter chiedere con forza che venga adottato sistematicamente.
Privati, organizzazioni del settore, amministrazioni comunali e chiunque desiderasse esprimere la propria opinione a favore o contro è pregato di scrivere, sperando di riuscire a creare un punto di incontro per chi avesse voglia di approfondire l’argomento e magari dare un aiuto.
Logicamente la speranza è quella di riuscire a cantare vittoria tante volte quante sono i comuni dello stivale, ma per raggiungere questo obbiettivo oltre a firmare bisognerà impegnarsi, ognuno come può, per far capire ai nostri amministratori che questa cosa si può fare, è semplice e porta solo vantaggi, a tutti!
Non abbiamo citato comuni, lombricolture e non ci siamo neanche presentati volutamente per evitare che qualcuno possa interpretare questa petizione per qualcosa di diverso da quello che è.
Cerchiamo di mettere a disposizione quel poco che abbiamo imparato, se qualcuno fosse interessato a ricevere maggiori informazioni potete scrivere a petizionelombricoltura@gmail.com cercheremo di rispondere appena possibile.
Grazie.
Il problema
Anche se il titolo sembra uno spot degli anni ’80 è tutto vero, con l’aiuto dei lombrichi è possibile smaltire la frazione verde e quella umida in maniera pressoché gratuita. E se non vi pare già abbastanza il risultato della digestione di tali rifiuti da parte dei simpatici vermicelli è una terra fine, molto utile in agricoltura e giardinaggio, il famoso humus di lombrico.
Cercherò di sintetizzare al massimo con un esempio. Nel 2011 un piccolo comune in provincia di Torino (circa 800 abitanti) ha avviato una lombricoltura per sostituire il metodo tradizionale di smaltimento del verde (potature, pulizia delle strade, etc.). Con un investimento iniziale di circa 5.000 EUR fin dal primo anno è stata azzerata la spesa annuale, che all’epoca era di 11.000 EUR. Da allora con circa 2.000 EUR all’anno, che vengono dati alla persona che si occupa della gestione dell’impianto, non solo riescono a trasformare un rifiuto in humus, utilizzabile ad esempio per le aiuole comunali (altro risparmio!), ma hanno anche evitato la circolazione dei camion che si occupavano di ritirare il verde da smaltire. Questi dati sono stati gentilmente forniti dall’assessore all’agricoltura del comune circa un anno fa quando leggendo la notizia in rete abbiamo pensato che un modello così intelligente potesse e dovesse essere replicato in ogni comune.
Con un rapido conto della serva abbiamo immaginato che il comune in cui risediamo conta 8.000 residenti per cui, se tanto mi dà tanto più di 100.000 EUR all’anno di risparmio facile facile, solo prendendo in considerazione il verde. Se poi vogliamo esagerare si potrebbe applicare lo stesso trattamento alla frazione umida, così come viene già fatto in scala ridotta da molte famiglie con le compostiere. Bella scoperta, fino a non molto tempo fa dalle nostre parti la “concimaia” era sempre presente nonché fondamentale per l’economia familiare
Purtroppo fino ad oggi, nonostante ripetuti tentativi, non siamo riusciti a convincere le amministrazioni comunali della bontà del progetto. Tre comuni su quattro non hanno neanche risposto alle mail con cui ci siamo offerti di illustrare, ovviamente gratis e senza alcun impegno, quello che si può fare con i lombrichi. Il quarto comune in un primo momento pareva molto interessato, poi tutto si è arrestato perché hanno scoperto che la quantità di verde che devono smaltire è decisamente troppo elevata. Difficile da capire, più rifiuti da trattare può solo significare un risparmio maggiore. Abbiamo anche provato (inutilmente) a spiegargli che è possibile partire con una quantità di lombrichi a piacere dato che si riproducono molto velocemente e, tanto per cambiare, in maniera assolutamente gratuita.
Non ci siamo ancora arresi e ogni tanto andiamo a curiosare in rete per vedere se qualcosa si muove… Fortunatamente pare di sì, stanno iniziando a spuntare i primi impianti, soprattutto grazie alla dedizione di lombricoltori che si impegnano in questo campo da decine di anni, noi siamo semplicemente due amici che hanno cominciato per hobby e che cercano di dare un minimo di contributo ad una causa che ci pare giusta. Purtroppo la brutta notizia è che per scovare queste informazioni bisogna andare a frugare in rete, i media tradizionali non danno il giusto risalto a questi esempi di buona gestione pubblica.
Veniamo al dunque, lo scopo di questa petizione è quello di far conoscere al maggior numero possibile di persone questo metodo di smaltimento dei rifiuti, in maniera da poter chiedere con forza che venga adottato sistematicamente.
Privati, organizzazioni del settore, amministrazioni comunali e chiunque desiderasse esprimere la propria opinione a favore o contro è pregato di scrivere, sperando di riuscire a creare un punto di incontro per chi avesse voglia di approfondire l’argomento e magari dare un aiuto.
Logicamente la speranza è quella di riuscire a cantare vittoria tante volte quante sono i comuni dello stivale, ma per raggiungere questo obbiettivo oltre a firmare bisognerà impegnarsi, ognuno come può, per far capire ai nostri amministratori che questa cosa si può fare, è semplice e porta solo vantaggi, a tutti!
Non abbiamo citato comuni, lombricolture e non ci siamo neanche presentati volutamente per evitare che qualcuno possa interpretare questa petizione per qualcosa di diverso da quello che è.
Cerchiamo di mettere a disposizione quel poco che abbiamo imparato, se qualcuno fosse interessato a ricevere maggiori informazioni potete scrivere a petizionelombricoltura@gmail.com cercheremo di rispondere appena possibile.
Grazie.
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
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Petizione creata in data 15 luglio 2015