Lettera dai bambini e dalle bambine in tempi di Corona Virus

Lettera dai bambini e dalle bambine in tempi di Corona Virus

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Gentile Virgina Raggi

Secondo la Convenzione Internazionale dei Diritti del Bambino di Unicef, ogni decisione governativa ha un impatto sui bambini molto più che sul resto della società civile. Ai tempi del Corona Virus, laddove i diritti personali vengono messi in secondo piano in funzione del bene comune, questo vale ancora di più.

Il punto di vista dei bambini dovrebbe essere preso in considerazione nonostante non abbiano sindacati, a rappresentarli. A titolo puramente esemplificativo, rispetto ai "bisogni di categoria", secondo l'OMS i bambini - in un contesto come quello attuale - avrebbero diritto a un'ora di esercizio al giorno.
Non parliamo delle relazioni sociali, che hanno dovuto completamente sacrificare.

Il Governo non ha ancora specificato cosa i bambini possano esattamente fare, anche a seconda delle condizioni in cui versa la famiglia di appartenenza, e se  vivano in città, o in provincia.

Abbiamo capito, nonostante la mancanza di informazione in merito, che le scuole non riapriranno presto. Occorre offrire ai bambini una prospettiva di vita, qualsiasi essa sia, e dar loro un messaggio che non sia di settimana in settimana.

Se non vogliamo sacrificare - in funzione dell'emergenza sulle generazioni passate - le generazioni future, occorre che vengano regolate meglio le vite dei piccoli grandi abitanti della Terra. 

Le chiediamo quindi, visto che Roma vive un momento diverso da tante altre realtà, e potrebbe "aprire" la strada a tante altre città attraverso la concessione di un'ora d'aria aperta per i bambini della città, e, in prospettiva, la riapertura parziale dei parchi.

La ringraziamo per l'ascolto
Cristina Sivieri Tagliabue, Luca De Biase e le Contemporanee

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