I centri di accoglienza di Roma per l'emergenza freddo stanno chiudendo: teniamoli aperti!

Il problema

Nell’inverno appena trascorso, come ogni anno, sono stati attivati dai municipi di Roma numerosi centri di accoglienza per ospitare le persone senza fissa dimora durante l'emergenza freddo. In un momento già abbastanza duro per tutti a causa dell’emergenza globale in corso, e ancora più duro per chi vive per strada, gli ospiti di queste strutture hanno trovato riparo, tutela, amicizia, calore umano, hanno recuperato una fiducia negli altri che avevano perso da tempo, hanno ricominciato a costruirsi una vita: c’è chi ha smesso di bere, chi ha trovato un lavoro.

Purtroppo però in questi giorni i municipi stanno chiudendo tutti i centri di accoglienza per l’emergenza freddo attivati durante l’inverno. Negli anni passati era considerato normale chiudere questi centri nel mese di Aprile: le temperature si alzano, deve essere ripristinato l’uso originario dei luoghi, o semplicemente non ci sono più fondi, e quindi appare accettabile chiudere tutto e rimandare gli ospiti per strada.

Eppure quest’anno le chiusure non sono motivate dalla necessità di riassegnare gli spazi al loro uso originario: si tratta infatti spesso di centri anziani o di strutture che, a causa della pandemia, resteranno vuoti ancora per molti mesi. In altre parole quest’anno le emergenze freddo, a Roma così come in tutta Italia, stanno chiudendo semplicemente per abitudine.

Questi però non sono tempi normali: al freddo si aggiunge l’emergenza COVID-19, portando con sé effetti devastanti, anche dal punto di vista psicologico, che noi tutti tristemente conosciamo e che sono ancora più accentuati per chi vive per strada. Chiudere le emergenze freddo ora significa interrompere i percorsi di recupero di migliaia di persone, mandandole nuovamente per strada e precipitandole nuovamente in una sensazione di insicurezza, di solitudine, di fragilità sanitaria e di sfiducia verso il prossimo. Il danno fisico e psicologico di queste chiusure è gravissimo, e ancora più inaccettabile quest’anno.

Con questa petizione chiediamo alla sindaca Virginia Raggi ed a tutti i presidenti e le presidentesse di Municipio che quest’anno le emergenze freddo non vengano chiuse, ma restino aperte per diventare luoghi di tutela permanenti per i più fragili. È ora di superare il concetto di "emergenza freddo" e di arrivare ad un sistema di tutela e di reinserimento sociale che non sia più emergenziale, bensì continuativo ed integrato.

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Maipiuperstrada.orgPromotore della petizioneRicercatore in biomedicina e sistemi complessi @PRBB, musicista, volontario di Sant'Egidio, fondatore di Patamu. Dopo 10 anni passati all'estero, sono tornato a vivere a Roma.
Questa petizione aveva 162 sostenitori

Il problema

Nell’inverno appena trascorso, come ogni anno, sono stati attivati dai municipi di Roma numerosi centri di accoglienza per ospitare le persone senza fissa dimora durante l'emergenza freddo. In un momento già abbastanza duro per tutti a causa dell’emergenza globale in corso, e ancora più duro per chi vive per strada, gli ospiti di queste strutture hanno trovato riparo, tutela, amicizia, calore umano, hanno recuperato una fiducia negli altri che avevano perso da tempo, hanno ricominciato a costruirsi una vita: c’è chi ha smesso di bere, chi ha trovato un lavoro.

Purtroppo però in questi giorni i municipi stanno chiudendo tutti i centri di accoglienza per l’emergenza freddo attivati durante l’inverno. Negli anni passati era considerato normale chiudere questi centri nel mese di Aprile: le temperature si alzano, deve essere ripristinato l’uso originario dei luoghi, o semplicemente non ci sono più fondi, e quindi appare accettabile chiudere tutto e rimandare gli ospiti per strada.

Eppure quest’anno le chiusure non sono motivate dalla necessità di riassegnare gli spazi al loro uso originario: si tratta infatti spesso di centri anziani o di strutture che, a causa della pandemia, resteranno vuoti ancora per molti mesi. In altre parole quest’anno le emergenze freddo, a Roma così come in tutta Italia, stanno chiudendo semplicemente per abitudine.

Questi però non sono tempi normali: al freddo si aggiunge l’emergenza COVID-19, portando con sé effetti devastanti, anche dal punto di vista psicologico, che noi tutti tristemente conosciamo e che sono ancora più accentuati per chi vive per strada. Chiudere le emergenze freddo ora significa interrompere i percorsi di recupero di migliaia di persone, mandandole nuovamente per strada e precipitandole nuovamente in una sensazione di insicurezza, di solitudine, di fragilità sanitaria e di sfiducia verso il prossimo. Il danno fisico e psicologico di queste chiusure è gravissimo, e ancora più inaccettabile quest’anno.

Con questa petizione chiediamo alla sindaca Virginia Raggi ed a tutti i presidenti e le presidentesse di Municipio che quest’anno le emergenze freddo non vengano chiuse, ma restino aperte per diventare luoghi di tutela permanenti per i più fragili. È ora di superare il concetto di "emergenza freddo" e di arrivare ad un sistema di tutela e di reinserimento sociale che non sia più emergenziale, bensì continuativo ed integrato.

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Maipiuperstrada.orgPromotore della petizioneRicercatore in biomedicina e sistemi complessi @PRBB, musicista, volontario di Sant'Egidio, fondatore di Patamu. Dopo 10 anni passati all'estero, sono tornato a vivere a Roma.

I decisori

Virginia Raggi
Sindaco di Roma
Presidenti e presidentesse dei Municipi di Roma
Presidenti e presidentesse dei Municipi di Roma

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