Basta con i blocchi "ambientali" della circolazione !!

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Signor Presidente del Parlamento Europeo, Signor Presidente del Senato Italiano,

rivolgiamo anzitutto a Voi questa petizione perché:

a)- le conseguenze dei fatti e che essa segnala, incrementando senza motivo le emissioni globali di Anidride Carbonica e di sostanze inquinanti, sono in contrasto con gli impegni assunti dall’UE, e perciò dall’Italia, il 29 aprile 1998 aderendo al Protocollo di Kyoto ed il 5 dicembre 2015 aderendo  all’Accordo di Parigi;

b)- le conseguenze dei fatti che essa segnala – inutili rottamazioni di veicoli  in buono stato - sono in contrasto con i principi-base dell’Economia Circolare – “riutilizzare, aggiustare, rinnovare e riciclare l’esistente” – che il Parlamento Europeo ha adottato “come modello di sviluppo del futuro” il 10 luglio 2015 e che la Commissione Ambiente del Senato Italiano ha approvato all’unanimità il 14 giugno 2016.

 

BASTA CON I BLOCCHI “AMBIENTALI” ALLA CIRCOLAZIONE !!

Lo chiediamo in nome dell’Ambiente

Se l’Italia, come il resto dl mondo, è sempre più colpita da eventi meteorologici che anni fa erano eccezionali, o perfino mai visti, è perché, secondo la stragrande maggioranza dei climatologi,  nel 2012 il tasso atmosferico di Anidride Carbonica (CO2) ha raggiunto le 400 parti per milione e nel 2016 le ha superate, mentre nei precedenti 800.000 anni non aveva mai superato le 300 e raramente le 250 (1) : https://twitter.com/petergleick/status/717848508456263681     

Sono state l’entità e la velocità di tale aumento, iniziato con lo sviluppo industriale umano, a  causare il Cambiamento Climatico e la maggiore frequenza di quegli eventi. Perciò, poiché il 66% dell’elettricità mondiale è ancora prodotta da fonte fossile (2),  quindi emettendo molta CO2, la produzione di beni ad alto “costo energetico” - come quello medio di  una auto, che oggi è arrivato a ben 30.000 kWh (3) e comporta, per ciascuna, l’emissione di circa 15 tonnellate di CO2 (4) – dovrebbe essere limitata allo stretto necessario, non incrementata.  Ma invece …….

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In Italia ed in alcuni altri Paesi UE, da molti anni, si pretende di combattere l’inquinamento col forzato rinnovo del parco circolante privato, limitando o bloccando la circolazione dei veicoli ritenuti inquinanti e facendone così acquistare di nuovi ma, per motivi perfettamente individuati da ricerche "mirate" (5),  senza ottenere il risultato voluto; perciò danneggiando sia l’Ambiente sia l’immagine dell’Ambientalismo.

Il 2 settembre, a Cernobbio, il premier Gentiloni ha potuto parlare di “ritorno alla crescita” solo perché il giorno prima l’ISTAT aveva pubblicato la relazione sul PIL del secondo trimestre 2017 (6), che affermava: <<L’aumento degli investimenti è stato determinato da una crescita della spesa per macchine, attrezzature e altri prodotti (+0,6%) e dei mezzi di trasporto (+8,2%) mentre gli investimenti in costruzioni sono diminuiti dello 0,4%. ………... Gli investimenti fissi lordi hanno segnato ….una crescita tendenziale del 2,6%, con una crescita degli investimenti in mezzi di trasporto del 39,9% e degli investimenti in costruzioni del 1,2%, a fronte di una flessione dello 0,8% della spesa in macchinari e altri prodotti.>>.  Non vi erano nemmeno citati invece gli investimenti in Ricerca, che sarebbero, quelli sì, positivi per un Paese industriale !

Che “la crescita” sia stata dovuta soprattutto agli acquisti di veicoli  è confermato da un documento ACI (7) , che afferma: <<Fino a luglio 2017 si sono rilevate: crescite del 7,8% per le autovetture, del 7,5% per i motocicli e dell’8,1% per tutti i veicoli>> e dalle tabelle ACI, dalle quali le “nuove autovetture iscritte”  risultano 1.574.872  nel 2015, 1.824.968 nel 2016 ed 1.104,663 nel 1° semestre del 2017;   con emissioni conseguenti stimabili in circa  23.623.000, 27.374.000 e 16.570.000 tonnellate di CO2 e con esborsi totali stimabili in 31, 36 e 22 miliardi di Euro (importi che danno la misura dei colpi subiti dalla capacità di spesa delle famiglie e dei conseguenti cali di domanda subiti dai settori produttivi e commerciali diversi dall’automotive) .

Una tale richiesta di nuovi veicoli in un Paese depresso, e 2° in Europa per motorizzazione (8), non può che essere stata originata anche da un obbligo, come appunto quello in pratica imposto dai blocchi selettivi del traffico a scopo “ambientale” (già programmati per il prossimo inverno, ad esempio, nelle quattro Regioni Padane).

Lo confermano i dati della Centrale Rischi Finanziari (9), secondo  la quale <<Nel I° semestre 2017 è cresciuto del 4,1% il numero di italiani con almeno un contratto di credito attivo (cioè un debito, in media di <<34.114 euro>>) numero che rappresenta il 35,4% (oltre un terzo !!) dei maggiorenni, con punte del 39,5% a Milano e del 40% a Torino (10). E poiché  <<Meno di 1 contratto su 4 riguarda un mutuo>>, cioè un bene immobile, il grosso degli oltre 3 su 4 deve riguardare beni di consumo, ma costosi anche nel prezzo, come appunto sono i veicoli.

I Paesi UE che, come il nostro, hanno scelto di dare esecuzione alle direttive sulle emissioni dei veicoli promuovendo gli acquisti di veicoli nuovi, anche con incentivi pubblici alle rottamazioni dei meno recenti, sono solo 8 su 28, fra cui però i più industrializzati. Ciò autorizza a ritenere che siano state più lobby ad aver influito sui Pubblici Poteri, nazionali e locali, di quei Paesi.

A godere di quella scelta non sono stati infatti solo i produttori di auto e di energia, ma anche un fiorente commercio internazionale di veicoli usati, che lucra sui danni subiti dai cittadini di detti Paesi;  nei quali il valore di mercato dei veicoli vittime dei “blocchi” scende quasi a zero, anche se sono in ottime condizioni, ed essi possono perciò essere acquistati per pochi soldi e rivenduti con ampi guadagni in altri Paesi. Dalle statistiche ACI (11), ad esempio, le autovetture “radiate per esportazione” risultano  564.234 nel 2013, 424.957 nel 2014, 397.161 nel 2015 e 402.129 nel 2016. Le dimensioni del fenomeno sono inoltre attestate dal gran numero di operatori interessati, dei quali alcuni esempi sono elencati nell’allegato 1.

I motivi per cui i blocchi “ambientali” alla circolazione dei veicoli privati non fanno diminuire lo smog, e non si dovrebbero quindi più imporre, sono stati individuati dal prof. Hans Peter Lenz fin dal 1999 (12) e dall’ing. Dario Faccini nel 2015-16 (13). Il primo, rilevando che le auto non sono la principale fonte di inquinamento urbano e che, della quota minoritaria con cui vi concorrono, il grosso non è quello emesso dai motori, ma quello sollevato da terra dal rotolamento delle ruote. Il secondo, trovando il “colpevole” nei riscaldamenti a pellet e, in genere, nella combustione di biomasse. A riprova, cercando su Internet “nonostante il blocco lo smog non diminuisce” si può trovare una quantità di “esperimenti” con quel risultato ed almeno un caso in cui, dopo ben due giorni di blocco totale, lo smog è aumentato (14). Altri esempi sono elencati nell’allegato 2.

Leonardo Libero    

Enrico De Vita

NOTE

(1) https://twitter.com/petergleick/status/717848508456263681

(2) http://dataenergia.altervista.org/portale/?q=produzione_mondiale_lorda_energia_elettrica_per_fonte

(3) https://de.wikipedia.org/wiki/Graue_Energie

(4) http://shrinkthatfootprint.com/electricity-emissions-around-the-world

(5) http://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html  https://aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/

(6) http://www.istat.it/it/files/2017/09/CET_17q2.pdf?title=Conti+economici+trimestrali+-+01%2Fset%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf

(7) http://www.aci.it/fileadmin/documenti/studi_e_ricerche/auto-trend/2017/Auto-trend0817.pdf 

(8) https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_Paesi_per_veicoli_pro_capite 

(9) https://www.crif.it/ricerche-e-pubblicazioni/mappa-del-credito/2017/agosto/mappa-del-credito-i-semestre-2017/

(10) http://www.mistercredit.it/documents/mappa-credito/index.html

(11) http://www.aci.it/laci/studi-e-ricerche/dati-e-statistiche/autoritratto.html

(12) http://www.automoto.it/eco/polveri-sottili-tutto-quello-che-non-vi-dicono.html

(13) https://aspoitalia.wordpress.com/2015/12/30/inquinamento-il-colpevole-nascosto/

(14) http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/blocco-traffico-1.1608219

 

 

ALLEGATO 1 - Alcuni risultati ottenuti cercando su Internet “Compro auto usate per esportazione”, in tre lingue

ITALIA

http://autobiz-usato.it/Vendere_LP?gclid=CJ6lq6aDrtUCFUUW0wodPFgFvA  http://www.megavoce.it/annuncio/51251/Acquisto_auto_usate_per_esportazione_per_contanti.html   

https://www.noicompriamoauto.it/compro-auto-usate-per-esportazione/

 http://www.autousata.us/

http://www.automotori.info/www/acquistiamoautousate/

 https://www.vendo-auto.it/compro-auto-usate-per-esportazione/

 https://www.kijiji.it/motori/auto/solo+export/  (33 annunci)

 http://novara.bakeca.it/dettaglio/auto/compro-auto-usate-e-q9wj76139835

http://www.nanopress.it/motori/2017/05/16/compro-auto-usate-per-esportazione-come-funzionano-e-quali-sono-i-rischi/170957/  (?)

 http://www.vendilamiauto.it/news/pagina-dettaglio/compro-auto-pagamento-in-contanti-lesplosione-di-un-fenomeno-in-cui-muoversi-con-cautela.html

 http://www.e3supercar.com/servizi-1.html

http://www.annunci.net/cerca/compro-auto-per-esportazione

http://www.seven-motors.it/richiedi-la-valutazione-gratuita-della-tua-auto/

http://www.ritiroautosinistrate.it/?gclid=EAIaIQobChMIh___xKC71QIVTLvtCh192wBOEAAYAyAAEgJTyPD_BwE

http://www.autousata.us/

 https://auto.trovit.it/auto-usate/esportazione

http://www.autoeuropee.it/compro-auto-usate-milano-esportazione/

http://www.soluzioneauto.it/

http://www.acquistoauto.net/regioni/veneto.php

http://www.autoscarpa.com/compro-auto-usate-per-esportazione.html

http://lecco.bakeca.it/dettaglio/auto/compro-auto-per-export-4swa60095297

http://padova.bakeca.it/dettaglio/auto/acquisto-auto-veicoli-usati-d8c974517947

https://www.reteimprese.it/info_A15678B10000

http://motori.tuttomercato.it/dettaglio/tutto-motori/auto/garage-padova-acquista-auto-usate-in-contanti-anche-per-esporta-58879.html

GERMANIA

https://www.wirkaufendeinauto.de/autoankauf-export/

http://www.gebrauchtwagen-ankauf-muenchen.de/autoankauf-fuer-export/pkw-verkaufen.php

http://www.online-auto-ankauf.de/

http://www.autoankauf-total.de/

http://www.export-autoankauf.com/hersteller/bmw.php

http://www.auto-ankauf-export.org/

http://www.flohmarkt.at/suche/gebrauchtwagen/gesuche

https://www.ebay-kleinanzeigen.de/s-autos/bremen/auto-ankauf/k0c216l1

https://www.auto-exportberlin.de/

http://www.kfz-ankauf-zentrale.de/Auto-Ankauf/autoankauf-in-rheinland-pfalz.html

http://www.online-fahrzeug-verkaufen-export.de/

FRANCIA

http://www.rachatvoitureoccasion.fr/rachat-voiture-export

http://www.auto-evasion.com/forum-auto/defense-de-l-usager-litiges/vendre-sa-voiture-pour-l-export-arnaque/626.html

http://www.elias-export.ch/fr/nos-prestations

http://www.gslmotors.be/exportation

http://ww2.autoscout24.fr/glossaire/vehicules-destines-a-lexport/179730/

 

ALLEGATO 2 – alcuni risultati ottenuti cercando su Internet “nonostante blocco smog non diminuisce”

http://www.romatoday.it/cronaca/bilancio-targhe-alterne-nuovo-blocco-circoalzione.html

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/blocco-traffico-1.1608219

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2017/1/3/Blocco-traffico-auto-Roma-e-Torino-Ultime-notizie-lo-smog-non-si-arresta-divieto-di-circolazione-chi-e-esente-Oggi-3-gennaio-2017-/740614/

http://www.corriere.it/cronache/15_dicembre_29/blocco-traffico-targhe-alterne-non-servono-resta-l-allerta-smog-348291ee-ae65-11e5-a515-a4

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/02/23/news/smog_a_torino_tutti_contro_il_blocco_dei_diesel_non_da_risultati_-158982043/ 

http://www.lastampa.it/2016/12/16/cronaca/lo-stop-agli-euro-diesel-non-migliora-laria-la-procura-indaga-sui-bus-gratis-del-e2fJQ4twjfiwqQ8fSHqpUN/pagina.html

http://www.ilprimatonazionale.it/sinistra-2/smog-aumenta-blocchi-del-traffico-37227/

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/02/21/news/smog_confesercenti_attacca_il_blocco_degli_euro_diesel_4_un_eccesso_di_zelo_che_danneggia_-158815727/

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2010/03/19/news/c-e-il-blocco-ma-lo-smog-aumenta-1.42636/amp/

http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/smog-nonostante-blocco-auto-a-milano-pm10-sale-2349734/

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/blocco-traffico-1.1608219

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a2401a28-99cb-49e6-b32a-9b303d8333ad-tg1.html

https://codacons.it/tutti-a-piedi-ma-lo-smog-aumenta-moratti-domenica-sar-blocco-soft/

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_stop_alle_auto_multe_ma_smog_aumenta_citt_aggredita_dalle_polveri_sottili-1523841.html

http://www.ilvelino.it/it/article/2015/12/30/emergenza-smog-blocco-del-traffico-a-milano-e-targhe-alterne-a-roma-no/bf5382a2-666d-4419-b213-08140568d0b5/

http://altratoscana.info/aria-piu-inquinata-nonostante-i-divieti/ 

Da   http://www.provincia.fc.it/pianoaria/upload/Allegato3.pdf    (Redatto a cura della Provincia di Forlì-Cesena nel 2006) :

<< 7  Considerazioni finali e suggerimenti

Le misure di limitazione del traffico a fini di riduzione delle concentrazioni di PM10 si stanno rivelando inefficaci. Esse sono sostanzialmente incapaci di produrre benefici tangibili e misurabili per l’ambiente e per la salute pubblica, portando ad una sostanziale assuefazione comportamentale e ad un progressivo incremento degli illeciti, abbinato ad un altrettanto progressivo abbassamento del livello di efficacia delle attività di vigilanza e di “enforcement”. Va aggiunto che ogni iniziativa di compressione coercitiva della mobilità produce costi sociali ed economici notevoli: ciò risulterebbe accettabile se vi fosse un accertato effetto benefico per l’ambiente e per la salute pubblica. Risulta, al contrario, maggiormente percepibile per l’utenza la sensazione di iniquità che genera il fatto di non poter fare un utilizzo libero del proprio mezzo privato, nonostante quest’ultimo sia soggetto ad oneri ed imposte sempre più consistenti, sia per la sua proprietà che per il suo utilizzo. Le misure attuate (ex DM n.60 del 2 aprile 2002) sulle città di Roma, Milano, Torino e Bologna, nell’inverno 2004 e 2005, hanno generato effetti sull’andamento delle emissioni di PM10 generalmente contraddittori e sostanzialmente privi di una logica causa-effetto. Non a caso, lo stesso Ministero dei Trasporti ha di recente emanato una Circolare che indirizza le Ordinanze a dimostrare una correlazione tangibile e dimostrabile tra le misure di limitazione del traffico e gli effetti prodotti da tali misure per l’abbattimento effettivo delle emissioni degli inquinanti. Del resto, il contributo all’inquinamento da PM10 attribuibile alle automobili, ed in particolare alle automobili di recente generazione, si limita a quote relativamente contenute. >>

 

 

 

 



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