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Petitioning Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta

Signor presidente del Consiglio, si impegni a reintegrare il Fondo unico per lo spettacolo a un livello accettabile

A causa dei continui tagli, lo spettacolo dal vivo, e in particolare la prosa, è ormai in ginocchio

Signor Presidente del Consiglio,

all’interno del vituperato e negletto settore della Cultura, lo spettacolo dal vivo e in particolare la Prosa vive la sua stagione più buia. Anche quest’anno dobbiamo assistere impotenti all’ennesimo taglio del Fus: ben 20 milioni in meno all’intero comparto,  e quasi 3,5 milioni in meno alla sola Prosa, oltre il 5 per cento. Vero è che questo taglio viene dalla più generale spending review voluta dal suo predecessore Monti, ma altrettanto vero è che il trend è più che negativo ormai da troppi anni.  Basti ricordare che nel neppure troppo lontano 2001 il Fus consisteva di 527 milioni di euro e che via via, a furia di sforbiciate, si è giunti agli insufficienti 411 del 2012 e ora addirittura  a meno di 390.

Milioni di ascoltatori e tutto il  mondo della Cultura l’hanno applaudita quando, lo scorso 5 maggio, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, Lei ha preso l’impegno di non essere complice degli eterni tagli alla Cultura. Anzi ha promesso di dimettersi piuttosto che tagliare. 

Noi, signor Presidente, Le chiediamo un impegno in più: quello di trovare le risorse per reintegrare dal prossimo anno il Fus almeno ai livelli del 2010 ( 414 milioni di euro). In assenza di ciò centinaia di teatri e di compagnie saranno costretti a cessare l’attività. Creando ulteriori disoccupati non solo tra gli artisti, ma fra tutte quelle professionalità, le più svariate, che costituiscono l’indotto del settore spettacolo. Perché, ci ostiniamo a crederlo, quello in Cultura è un ottimo investimento che un Paese civile non può trascurare.

Letter to
Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta
Signor Presidente del Consiglio,
all’interno del vituperato e negletto settore della Cultura, lo spettacolo dal vivo e in particolare la Prosa vive la sua stagione più buia. Anche quest’anno dobbiamo assistere impotenti all’ennesimo taglio del Fus: ben 20 milioni in meno all’intero comparto, e quasi 3,5 milioni in meno alla sola Prosa, oltre il 5 per cento. Vero è che questo taglio viene dalla più generale spending review voluta dal suo predecessore Monti, ma altrettanto vero è che il trend è più che negativo ormai da troppi anni. Basti ricordare che nel neppure troppo lontano 2001 il Fus consisteva di 527 milioni di euro e che via via, a furia di sforbiciate, si è giunti agli insufficienti 411 del 2012 e ora addirittura a meno di 390.
Milioni di ascoltatori e tutto il mondo della Cultura l’hanno applaudita quando, lo scorso 5 maggio, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, Lei ha preso l’impegno di non essere complice degli eterni tagli alla Cultura. Anzi ha promesso di dimettersi piuttosto che tagliare.
Noi, signor Presidente, Le chiediamo un impegno in più: quello di trovare le risorse per reintegrare dal prossimo anno il Fus almeno ai livelli del 2010 ( 414 milioni di euro). In assenza di ciò centinaia di teatri e di compagnie saranno costretti a cessare l’attività. Creando ulteriori disoccupati non solo tra gli artisti, ma fra tutte quelle professionalità, le più svariate, che costituiscono l’indotto del settore spettacolo. Perché, ci ostiniamo a crederlo, quello in Cultura è un ottimo investimento che un Paese civile non può trascurare.