Sig​.​a Presidente del Consiglio, non c'è 2 senza 3: È URGENTE AGIRE PER GAZA

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Il problema

Signora presidente, non avrei mai pensato di trovarmi per ben due volte d'accordo con Lei, anzitutto circa il fatto che l'invasione israeliana di Gaza City 'aggrava la crisi umanitaria' e prima ancora quando ha affermato che non sia il momento di riconoscere lo stato di Palestina (questo forse sarebbe stato opportuno farlo prima, magari subito dopo il suo insediamento  a Palazzo Chigi, considerato che fu proprio Ella che nel 2015 chiese che tale provvedimento venisse 'immediatamente adottato dall'allora presidente del Consiglio Renzi). Che ne dice, vogliamo fare tris???? Adesso, il genocidio del popolo palestinese è ormai in stato avanzato (perchè di genocidio si tratta anche secondo la Convenzione ONU firmata nel 1948 da 193 stati, tra cui Israele, USA ed Italia) Più che di misure simboliche, parole e contatti negoziali oramai resi inutili dall'ignavia diplomatica dei mesi scorsi, la stessa ignavia che si è registrata nel caso del conflitto tra Russia ed Ucraina, SERVONO IMMEDIATAMENTE SEGNALI CONCRETI E FORTI, come solo possono essere quelle pressioni economiche, che tanto spesso si ripercuotono anche su scambi di materiale militare e tecnologie che vengono impiegate in questo settore che impropriamente viene definito (in spregio dell'accezione che caratterizza il testo della nostra Costituzione) della 'difesa': se l'Italia ripudia la guerra, non dovrebbe favorire quelle altrui).

Ormai, anche due delle più importanti ONG israeliane per i diritti umani, B’Tselem e Physicians for Human Rights, usano senza giri di parole il termine fortissimo 'genocidio' e perfino lo scrittore israeliano David Grossman ammette di non poter più evitare di usarlo, e lo  fanno dopo mesi e mesi di raccolta dati, testimonianze, interviste, documenti s soprattutto lo fanno da dentro, da Israele, rompendo il muro di omertà su 36 ospedali distrutti, 1.500 operatori sanitari uccisi, 300 arrestati, bambini lasciati morire senza cibo né cure, la domanda è: che cosa aspettano le istituzioni italiane?
Che cosa aspetta il governo italiano, che con Israele non ha rotto nemmeno gli accordi militari?
Che cosa aspetta signora presidente Giorgia Meloni, che si è pubblicamente definita “madre” e “cristiana” ma che di fronte a un massacro senza fine non fa assolutamente niente? 
BASTA PAROLE. BASTA GESTI DI FACCIATA. BASTA PROCLAMARSI CRISTIANI PER POI GIRARSI DALL'ALTRA PARTE PER LASCIAR FARE ALL'ASSASSINO 'IL LAVORO SPORCO'.
Le chiediamo per l’ennesima volta: il Governo italiano sospenda gli accordi militari e di cooperazione con Israele, imponga sanzioni durissime e attivi tutti i canali per far arrivare strutture sanitarie e rifornimenti al popolo di Gaza SUBITO. Poi, riconosca lo Stato di Palestina. Continuare a non far nulla è pura e semplice complicità, che innalza un grido di dolore e chiede giustizia anche al cospetto di Dio.

 Roberto D'Angelo 
Cittadino italiano 

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Roberto D'AngeloPromotore della petizione

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