Sicilia: stanno uccidendo tutti i randagi. L'Italia dorme. Intervenga l'Unione Europea.

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La Sicilia non ha mai saputo, o voluto, risolvere il problema del randagismo. Amministrazioni latitanti e inattive. Ormai è strage, quasi quotidiana. Cani avvelenati, impiccati, bruciati vivi, bastonati a morte. Intere colonie di gatti avvelenate o risucchiate dal nulla. Ignoranza e intolleranza la fanno da padrone, e, nell'era dei social, basti soffermarsi a leggere commenti di cittadini "perbene", che non hanno timore nel dichiarare che la soluzione al randagismo è lo sterminio di massa. Perseguibili penalmente, oltre, soprattutto, a quelli che si macchiano di tali reati, che sono all'ordine del giorno, forti del fatto che "sanno" che non verranno puniti. A rischio anche i volontari che accudiscono i randagi con amore. Le esche disseminate per tutto il territorio siciliano rappresentano anche un attentato alla salute pubblica, e a farne le spese potrebbe essere un bambino, innocente quanto i randagi che stanno ammazzando. Consapevoli dell'assenza delle istituzioni in terra di Sicilia e di un Paese, l'Italia, che non sa punire chi si rende colpevole di tali atroci delitti (da anni si chiede a gran voce una Legge che possa inasprire le pene) richiediamo l'intervento di questo Parlamento, che rappresenta le Nazioni d'Europa.