Siamo già osteopati: vogliamo l’equipollenza, non altri esami


Siamo già osteopati: vogliamo l’equipollenza, non altri esami
Il problema
Chi interessa questa petizione
Questa petizione riguarda tutti gli osteopati italiani. Abbiamo studiato per anni, a tempo pieno o part-time, seguito migliaia di ore di corsi, lezioni, tirocini clinici e pratica supervisionata. Abbiamo speso soldi, sacrificato tempo e costruito con fatica la nostra professionalità. In Italia ci sono osteopati che lavorano da uno, dieci, venti o trent’anni, ogni giorno al fianco dei pazienti, collaborando con medici e professionisti sanitari.
Qual è la posta in gioco
Se passa questa impostazione, ci costringeranno a rifare lezioni, esami, anni di università. Significa buttare via il tempo e i sacrifici che abbiamo già fatto. Significa fermare la nostra vita professionale per tornare sui banchi, come se non valesse nulla quello che abbiamo già dimostrato. Significa subire un’umiliazione dopo aver studiato e lavorato seriamente per anni. Questa non è una “verifica”: è una mancanza di rispetto verso tutta la categoria.
Perché agire ora
Se non ci facciamo sentire adesso, sarà troppo tardi: altri decideranno per noi. È il momento di dire basta. Noi chiediamo solo ciò che è giusto: l’equipollenza e basta. No esami. No lezioni. Nessuna presa in giro. Raggiungere 10.000 firme significa dare forza alla nostra voce e difendere la nostra dignità professionale. Firmare richiede un minuto: farlo oggi è l’unico modo per cambiare davvero le cose.
📢 #sonogiàosteopata – Basta con l’umiliazione.
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Il problema
Chi interessa questa petizione
Questa petizione riguarda tutti gli osteopati italiani. Abbiamo studiato per anni, a tempo pieno o part-time, seguito migliaia di ore di corsi, lezioni, tirocini clinici e pratica supervisionata. Abbiamo speso soldi, sacrificato tempo e costruito con fatica la nostra professionalità. In Italia ci sono osteopati che lavorano da uno, dieci, venti o trent’anni, ogni giorno al fianco dei pazienti, collaborando con medici e professionisti sanitari.
Qual è la posta in gioco
Se passa questa impostazione, ci costringeranno a rifare lezioni, esami, anni di università. Significa buttare via il tempo e i sacrifici che abbiamo già fatto. Significa fermare la nostra vita professionale per tornare sui banchi, come se non valesse nulla quello che abbiamo già dimostrato. Significa subire un’umiliazione dopo aver studiato e lavorato seriamente per anni. Questa non è una “verifica”: è una mancanza di rispetto verso tutta la categoria.
Perché agire ora
Se non ci facciamo sentire adesso, sarà troppo tardi: altri decideranno per noi. È il momento di dire basta. Noi chiediamo solo ciò che è giusto: l’equipollenza e basta. No esami. No lezioni. Nessuna presa in giro. Raggiungere 10.000 firme significa dare forza alla nostra voce e difendere la nostra dignità professionale. Firmare richiede un minuto: farlo oggi è l’unico modo per cambiare davvero le cose.
📢 #sonogiàosteopata – Basta con l’umiliazione.
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I decisori


Voci dei sostenitori
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Petizione creata in data 25 settembre 2025