
Questa nuova Ferrovia CT-T-T-C dei Parchi Naturalistici Siciliani, come continuazione della CircumEtnea da Randazzo fino a Troina per il primo tratto di soli 50 km, e per il secondo fino a Pollina-Cefalù, copre un requisito creatosi con i tagli della Motta-Regalbuto e Fiumefreddo-Randazzo; ferrovie che sarebbero dovute continuare nel passato rispettivamente fino a raggiungere i comuni Erei, come l'altra porta ai Nebrodi di Nicosia, e continuare fino al Tirreno attraversando le Madonie. Essa s'inquadra quindi nel Piano Regionale dei Trasporti Ferroviari (PRTF), che oggi investono solo sulle direttive delle città metropolitane di Palermo, Catania e Messina, condannando così all'isolamento tutti i comuni d'entroterra Nord Orientale della Sicilia e soprattutto i tesori del turismo naturalistico, che oggi rappresentano anche l'unica ricchezza economica e di lavoro per molti giovani siciliani ed imprenditori agropastorali, che tornano ad investire in Sicilia.
Gli interventi individuati dal PRTF riguardano solo: 1) Quelli sulla rete di interesse nazionale, come la Messina-Catania-Siracusa e Messina-Palermo; 2) Quelli sui nodi, sui sistemi metropolitani ed urbani e sulla rete d'interesse regionale.
Una particolare attenzione meritano le due linee ferroviarie dismesse per disuso e per mutate condizioni socio-economiche ed agricolo-produttive dell’area Etnea. L’ultima tratta delle Ferrovie dello Stato dismessa fu la Riposto-Fiumefreddo-Randazzo, per l’alto costo di manutenzione nei confronti del basso numero di utenti, nell’era della motorizzazione di massa, che preferì i trasporti su gomma al treno. La prima tratta dismessa fu la Motta Sant’Anastasia-Regalbuto, quando dagli anni ’20 in poi il “mal secco” rese improduttivi gli alberi di limoni e di altri agrumi, rendendo inutile lo storico treno merci degli agrumi isolani e dismettendo i "Treni delle Arance Siciliane" verso l’Europa Settentrionale e le Stazioni come Carcaci e Regalbuto.
Per il motivo che né l’esistente Piano Regionale dei Traporti, né quello della Provincia di Enna annoverano alcun programma di progetti di sviluppo dell’esistente rete ferroviaria siciliana nell’area Erea dei Parchi, né hanno palesato alcun indirizzo di riattivazione delle tratte dismesse Motta Sant’Anastasia-Regalbuto e Randazzo-Fiumefreddo-Riposto, l’unico sviluppo della stessa rete ferroviaria è quella di questo Treno dei Normanni in Sicilia, CT-T-T-C, Catania-Troina-Taormina-Cefalù.
Il sistema di trasporti ferroviario Taormina-Troina-Cefalù, pianificato nel 1996 con il progetto Urbano e Ruggero (U&R) dei Comuni di Troina, Nicosia e Gagliano, con il Beneplacito della Provincia di Enna e della Regione Sicilia che allora l'inserì nel PRTF, collega la perla turistica dello Ionio, Taormina, a quella del Tirreno, Cefalù, attraverso il parco naturale dei Nebrodi ed i seguenti comuni: Maniace, Cesarò e San Teodoro, Troina, Gagliano Castelferrato, Nicosia, Sperlinga, Petralia Soprana e Sottana, Gangi, Castelbuono, Geraci Siculo, fino alla stazione tirrenica tra Cefalù, Pollina e Fiumara d'Arte in Castel di Tusa Marina.