Sganciate il concetto di cohousing sociale da quello di mutuo!

Il problema

Buongiorno, mi chiamo Denise Iossa, ho 32 anni, sono residente nella provincia di Torino e sono una delle tante persone che "militano" fra le fila dell'esercito dei giovani e delle giovani disoccupate che non riescono a trovare un impiego, riscontrano difficoltà nell'effettuare il proprio ingresso nel mondo del lavoro a dispetto della lunga catena di corsi di formazione, linguistica e professionale, da loro frequentati, e del lungo investimento sulla propria istruzione, formazione e cultura personali, sono costretti, seppur loro malgrado, a vivere ancora con i loro genitori e risultano pertanto impossibilitati a fare progetti sul medio-lungo termine. Inoltre a Torino, nella città che mi ha vista nascere, esiste un'associazione chiamata Coabitare, la quale si occupa di mettere a disposizione immobili in condivisione e di concedere case anche a singoli individui secondo il principio del cohousing sociale, ma a mio avviso non se ne occupa nella maniera corretta in quanto opera sulla base del concetto di "concessione di un mutuo" che nulla ha a che vedere con un modo di vivere come può esserlo quello del cohousing sociale. Ciò, nondimeno, impedisce ai giovani di lasciare la casa della propria famiglia di origine e annulla ogni loro possibilità di riscatto sociale mediante una soluzione che, se ripensata e riformata in maniera alternativa, ovvero in qualità di "principio di cohousing sociale interamente sganciato dal concetto di mutuo", consentirebbe loro di muovere il primo passo e di conquistare finalmente l'indipendenza e l'autonomia abitative. 

Con questa petizione, chiedo pertanto che venga approvata una legge che preveda un accesso completamente gratuito ad un alloggio in cohousing sociale da parte dei giovani disoccupati e delle giovani disoccupate che, come me, aspirano a costruirsi un futuro, in aggiunta a politiche seriamente orientate a consentirci di entrare nel mondo del lavoro senza andare soggetti a fenomeni quali eterno precariato, lavori sottopagati, eterno volontariato e sfruttamento. 

LA CASA È UN DIRITTO, NON UN LUSSO E NON UN DEBITO da far pendere sulla testa dei giovani che decidono di acquistarne una come una spada di Damocle! Ogni giovane coppia ha il diritto di vivere in una casa in cui costruire la propria famiglia e mettere in cantiere la nascita di bambini che ivi nasceranno, cresceranno, vivranno e collezioneranno memorie dall'inestimabile patrimonio affettivo. 

SÌ AL LAVORO VERO E RETRIBUITO, NO ALLO SFRUTTAMENTO E AL PRECARIATO, il quale altro non è che una forma di CAPORALATO a danno dei giovani italiani costretti ad emigrare all'estero per realizzare sè stessi e coronare appieno il loro potenziale, sia umano che lavorativo, perchè qui in Italia l'ascensore sociale si trova fermo ormai da decenni, e non certo per colpa dei giovani! 

I giovani non sono sfaticati che non hanno voglia di lavorare e non sono dei bamboccioni sprovvisti di spirito di sacrificio e/o di etica del lavoro; al contrario, essi sono le vittime di un Sistema che li sfavorisce e penalizza sotto ogni punto di vista, impedendo loro di dimostrare il loro grande valore, per favorire e privilegiare gli appartenenti alle vecchie generazioni. 

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Denise IossaPromotore della petizione

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Il problema

Buongiorno, mi chiamo Denise Iossa, ho 32 anni, sono residente nella provincia di Torino e sono una delle tante persone che "militano" fra le fila dell'esercito dei giovani e delle giovani disoccupate che non riescono a trovare un impiego, riscontrano difficoltà nell'effettuare il proprio ingresso nel mondo del lavoro a dispetto della lunga catena di corsi di formazione, linguistica e professionale, da loro frequentati, e del lungo investimento sulla propria istruzione, formazione e cultura personali, sono costretti, seppur loro malgrado, a vivere ancora con i loro genitori e risultano pertanto impossibilitati a fare progetti sul medio-lungo termine. Inoltre a Torino, nella città che mi ha vista nascere, esiste un'associazione chiamata Coabitare, la quale si occupa di mettere a disposizione immobili in condivisione e di concedere case anche a singoli individui secondo il principio del cohousing sociale, ma a mio avviso non se ne occupa nella maniera corretta in quanto opera sulla base del concetto di "concessione di un mutuo" che nulla ha a che vedere con un modo di vivere come può esserlo quello del cohousing sociale. Ciò, nondimeno, impedisce ai giovani di lasciare la casa della propria famiglia di origine e annulla ogni loro possibilità di riscatto sociale mediante una soluzione che, se ripensata e riformata in maniera alternativa, ovvero in qualità di "principio di cohousing sociale interamente sganciato dal concetto di mutuo", consentirebbe loro di muovere il primo passo e di conquistare finalmente l'indipendenza e l'autonomia abitative. 

Con questa petizione, chiedo pertanto che venga approvata una legge che preveda un accesso completamente gratuito ad un alloggio in cohousing sociale da parte dei giovani disoccupati e delle giovani disoccupate che, come me, aspirano a costruirsi un futuro, in aggiunta a politiche seriamente orientate a consentirci di entrare nel mondo del lavoro senza andare soggetti a fenomeni quali eterno precariato, lavori sottopagati, eterno volontariato e sfruttamento. 

LA CASA È UN DIRITTO, NON UN LUSSO E NON UN DEBITO da far pendere sulla testa dei giovani che decidono di acquistarne una come una spada di Damocle! Ogni giovane coppia ha il diritto di vivere in una casa in cui costruire la propria famiglia e mettere in cantiere la nascita di bambini che ivi nasceranno, cresceranno, vivranno e collezioneranno memorie dall'inestimabile patrimonio affettivo. 

SÌ AL LAVORO VERO E RETRIBUITO, NO ALLO SFRUTTAMENTO E AL PRECARIATO, il quale altro non è che una forma di CAPORALATO a danno dei giovani italiani costretti ad emigrare all'estero per realizzare sè stessi e coronare appieno il loro potenziale, sia umano che lavorativo, perchè qui in Italia l'ascensore sociale si trova fermo ormai da decenni, e non certo per colpa dei giovani! 

I giovani non sono sfaticati che non hanno voglia di lavorare e non sono dei bamboccioni sprovvisti di spirito di sacrificio e/o di etica del lavoro; al contrario, essi sono le vittime di un Sistema che li sfavorisce e penalizza sotto ogni punto di vista, impedendo loro di dimostrare il loro grande valore, per favorire e privilegiare gli appartenenti alle vecchie generazioni. 

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Denise IossaPromotore della petizione

I decisori

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Matteo Piantedosi
Matteo Piantedosi
Ministro dell'Interno
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano

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Petizione creata in data 16 agosto 2024