PETIZIONE CHIUSA

Sette importanti motivi per togliere la religione dalla scuola pubblica statale

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1) L’Italia è un Paese laico e non è tollerabile che nella scuola pubblica statale si insegni una religione particolare (si parla appunto di I.R.C.), tanto più sulla base di accordi risalenti all'epoca fascista e considerando ormai la revisione del 1984 dei Patti Lateranensi, in base alla quale la religione cattolica non è più considerata religione di Stato. 

2) Gli insegnanti di religione non sono formati e selezionati attraverso i canali con cui lo Stato forma e seleziona gli altri insegnanti: la Curia, rappresentante dello Stato Città del Vaticano, li sceglie ma tuttavia sono pagati con soldi pubblici dello Stato italiano, e perfino più degli altri docenti.

3) La facoltatività della religione a scuola non attenua la sua impropria presenza: in una società ormai multiculturale dovrebbe essere altrimenti offerta la possibilità di scegliere anche altre religioni, tuttavia la scuola statale in Italia non è confessionale ed è quindi opportuno che al suo interno non sia insegnata alcuna specifica confessione religiosa. Perché mai infatti dev'esserci proprio quella cattolica se non ormai per semplice privilegio, dato che non è più religione di Stato? Si porrebbe oltretutto fine al disagio degli alunni che scelgono di non avvalersi dell'insegnamento della religione, che in tale ora devono lasciare la propria aula, vivendo una situazione di divisione dagli altri compagni, fisica e ideologica, che non deve aver luogo nella scuola statale.
Per chi vuole, ci sono quelle cattoliche paritarie. Non si può pretendere che sia cattolica pure la scuola statale!

4) La religione cattolica a scuola genera un conflitto educativo con altre discipline, laddove particolari aspetti dottrinali della prima possono trovarsi in contrasto con messaggi educativi di carattere scientifico (ad esempio il contrasto creazione/evoluzione scientifica della vita), civico-sociale (si pensi ai diritti delle persone omosessuali, alla piena parità di genere, ai valori repubblicani di democrazia e di libertà di pensiero e di espressione, che contrastano sia con la realtà di Stato assoluto e maschiocratico qual è lo Stato Città del Vaticano, sia con l’accettazione di una verità scritta e immutabile).

5) La religione cattolica ha già i propri canali educativi per chi sceglie di seguirla: esistono scuole paritarie cattoliche, elementari, medie e superiori praticamente in ogni città italiana, che ricevono soldi pubblici (nell'A.S. 2013/14 le scuole paritarie erano addirittura 13.625 contro le 8.519 statali!), ed esiste il catechismo nelle parrocchie. La sua presenza anche nella scuola statale pubblica e laica appare come una vera ingerenza, come la volontà di monopolizzare, indirizzare e controllare capillarmente la cultura e l’educazione dei giovani e quindi della società presente e futura. Credere non significa prevaricare. La Chiesa ha avuto secoli di monopolio dell'istruzione ma oggi un'educazione che si definisca corretta e oggettiva non può che essere libera e indipendente.

6) Rispetto alle altre discipline presenti nella scuola dell’obbligo, la dottrina cattolica è l’unica non utile ad uno scopo di cultura generale, poiché cultura particolare, a livello sia globale che nazionale. La conoscenza dell’utile portato storico-filosofico della religione cattolica nella cultura italiana e occidentale in genere, al di là degli aspetti puramente dottrinali, viene già affrontata all’interno di altre discipline, come storia, arte, musica, scienze ecc.

7) Nella scuola dell’obbligo sono vergognosamente assenti materie attuali e fondamentali come l’informatica (o meglio: Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), anziché relegarla ad occasionali e facoltative "briciole" durante le ore delle altre discipline, lasciandoci l'illusione di "nativi digitali" che in realtà sanno solo scattar foto, chattare e usare facebook. Questo accade nell'epoca delle nuove tecnologie (!). Potrebbero essere ad esempio predisposti percorsi curriculari già dalla secondaria di primo grado per il conseguimento della Patente Europea Del Computer. Ed hanno poco spazio ambiti socioculturali anch’essi attuali e di rilievo come cittadinanza-diritti-costituzione, per cui è assolutamente auspicabile che, al posto della religione cattolica, come anche al posto di materie come “approfondimento”, vengano inserite simili discipline. Ricordiamo inoltre come certi ministri dell'Istruzione non si siano fatti scrupoli a falcidiare o eliminare materie come musica e storia dell'arte alle superiori (Ebbene sì, nel Paese dell'arte per eccellenza!) mentre sulla religione nessuno è voluto intervenire.

CHIEDIAMO PERTANTO AL PARLAMENTO ITALIANO

Di far decadere gli anacronistici accordi/norme che vogliono la presenza della religione cattolica nella scuola pubblica attraverso quanto la normativa consente, ossia una revisione dei Patti Lateranensi assieme alla Chiesa Cattolica, oppure, laddove la seconda non accetti, che si provveda alla revisione dell'art. 7 della Costituzione Italiana, che assimila e perpetua tali Patti. E quantomeno, nel frattempo, di esigere che la scelta degli insegnanti di religione sia fatta attraverso procedure concorsuali statali e trasparenti, analoghe a quelle valide per ogni altro docente e aperte a laureati in storia delle religioni o teologia, togliendo il reclutamento all'arbitrio dei vescovi.

Firmiamo questa petizione in difesa della scuola pubblica statale, dei valori della nostra Repubblica, della libertà di pensiero, di crescita e di espressione dei nostri ragazzi, contro l’ingerenza di una cultura e di una dottrina di pensiero particolari, che hanno oltretutto generato guerre, odio, morte, discriminazioni e persecuzioni nel corso della storia e tutt'oggi si pongono come ostacolo, soprattutto nel nostro Paese, al raggiungimento di importanti diritti umani e civili, senza neppur lontanamente rappresentare - nel loro potere e nella loro opulenza - quegli ideali evangelici di cui intenderebbero essere le ufficiali rappresentanti nel mondo.

Firmiamo anche per il generale progresso del nostro Paese e delle future generazioni, per l’uguaglianza di tutti nei diritti e nei doveri e persino per il progresso della religione. Per vivere in un Paese davvero laico. Che non significa "ateo", bensì un Paese dove la fede stessa sia davvero libera e sia fatto privato. Non statale.

Basta privilegi alla Chiesa Cattolica! Giù le mani dalla scuola statale!



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