Tuteliamo i nostri figli. Prima la salute torniamo alla DAD.

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Prima la SALUTE, torniamo alla DAD

al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio dei Ministri.

La pandemia - alimentata da nuove varianti virali, a più elevata trasmissibilità, e già identificate nel nostro paese - è in rapido peggioramento in diversi paesi europei (Report 37, aggiornato al 27.01.21, della Cabina di Regia presso l’Istituto Superiore di Sanità ai sensi del D.M. Salute del 30 Aprile 2020). In particolare, sono stati rilevati focolai negli ambienti scolastici dei paesi in cui le scuole sono state aperte più a lungo (documento denominato “Prevenzione risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”, formalizzato nel mese di Ottobre 2020, tra gli altri, anche dal Ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Consiglio Superiore di Sanità), cosa che si sta prontamente verificando anche in Italia in concomitanza con la ripartenza della didattica in presenza nelle scuole.

Restiamo, quindi, in una fase delicata – aggravata dall’incidenza dei virus influenzali e dalle diverse problematiche vaccinali (carenza di forniture; efficacia; etc.) – ed un nuovo rapido aumento dei contagi è possibile in mancanza di rigorose misure di mitigazione (Report su citato).


Vanno evitate le occasioni di contatto al di fuori del proprio nucleo abitativo e bisogna restare a casa il più possibile (Report su citato). 

Le attività di screening - peraltro non obbligatorie - anche laddove svolte in maniera frequente e capillare, riscontrano i contagi soltanto in un preciso momento. Basti pensare che, dei nuovi casi accertati, solo 1 su 4 viene intercettato dall’attività di screening (Report 35 aggiornato al 13.01.21). Ragion per cui non è pensabile che tale rimedio, pur utile, possa svolgere una funzione preventiva tale da permettere la ripresa in sicurezza della didattica in presenza negli istituti scolastici.

L’obiettivo da perseguire è duplice: da una parte il contenimento del contagio dall’altra evitare, il più possibile, di sovraccaricare il Sistema Sanitario Nazionale, in modo da consentire la parità di accesso ai servizi sanitari a qualunque tipologia di paziente (affetto da Covid-19 come da altre patologie, croniche, gravi etc).


Se il diritto alla salute è volto tanto ad evitare le malattie quanto a perseguire uno stato di completo benessere, caratterizzato da assenza di stress, agitazione e tensione (Carta Sociale Europea e Costituzione dell’O.M.S.), è evidente che la didattica in presenza – viste le condizioni in cui deve svolgersi – va categoricamente evitata.

Il diritto alla salute non può essere mai derogato, anche in tempi di pandemia (contributo del 15 Settembre 2020 del Consiglio d’Europa per sostenere gli Stati membri nell’affrontare le questioni sanitarie nel contesto dell’attuale crisi sanitaria), a maggior ragione quando, dovendo scegliere tra la didattica in presenza e quella a distanza, la seconda rappresenta una soluzione che – seppur, di certo, non equivalente alla prima - riesce a coniugare l’importantissimo diritto all’istruzione con quello alla salute, ancor più importante ma soprattutto imprescindibile per l’esercizio di qual si voglia diritto.


Per quale ragione è stato previsto lo svolgimento a distanza di diverse attività – per alcune delle quali, peraltro, sarebbe stato quasi inevitabile farlo in presenza: è il caso dei corsi per medici e altre professioni sanitarie – quali le riunioni (anche degli organi collegiali scolastici, i cui componenti sono nell’ordine di decine e non di centinaia o migliaia, come accade, invece, per le comunità scolastiche); i corsi di formazione nonché per la didattica universitaria e non per la didattica delle scuole di ogni ordine e grado ? 

Paradossale – atteso ciò che è noto sulle modalità di trasmissione del virus - la presenza per 5 ore consecutive (se non di più) di alunni e personale scolastico, evidentemente non conviventi, per una media di almeno 20 persone per ogni classe !!!


Quale peso, così insopportabile, siamo chiamati a sostenere - continuando con la didattica a distanza per il tempo che si renderà necessario - tale da indurci a sacrificare la salute dei nostri figli, dell’intero personale scolastico e di quanti verranno con loro in contatto ? 

Ma, davvero, dopo tutto quello che abbiamo vissuto, patito e pagato, e che ancora succede quotidianamente - in termini di vite umane, contagi e conseguenti tragedie di vario tipo – possiamo permetterci il lusso di continuare a mettere a rischio, in un modo così spregiudicato, il diritto alla salute della popolazione scolastica, quindi, in definitiva - vista la sua mole, e la notevolissima mobilità che ne consegue - di noi tutti e di prolungare ulteriormente questo logorante stato emergenziale sanitario ?


Si confida che gli Autorevoli Interlocutori Istituzionali, a cui ci si sta rivolgendo, si adoperino velocemente, ciascuno per le rispettive prerogative, al fine di far riattivare quanto prima la didattica a distanza per tutte le scuole, di ogni ordine e grado, nessuna esclusa.

Si ringrazia, sin d’ora, per l’attenzione e l’impegno che, si è certi, verranno tempestivamente.