STOP subito alle norme capestro introdotte dal nuovo CCNL funzioni locali

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Chiediamo subito la sospensione di questo contratto capestro e l’immediata consultazione referendaria di tutti i lavoratori del Comparto Funzioni Locali. Diciamo no alla dittatura sindacale.

Dopo nove anni di mancato rinnovo contrattuale in piena campagna elettorale per le imminenti elezioni politiche e in campagna elettorale per le RSU ai lavoratori del comparto funzioni locali, con la firma del nuovo CCNL, verrà elargita quella che si può definire una “mancetta elettorale”, in piena sintonia e continuità con l’accordo sottoscritto nell’imminenza delle votazioni per il referendum costituzionale del 30.11.16.

 Le Organizzazioni Sindacali firmatarie della preintesa – Cgil, Cisl; Uil e CSA – rappresentano insieme n.166.887 deleghe all’interno del comparto Funzioni Locali composto da 445170 lavoratori, quindi il 37,4% circa del totale. Rappresentano dunque quello che in democrazia si chiama la MINORANZA, ma hanno siglato e preso decisioni sulla testa della maggioranza. Questo non è tollerabile soprattutto alla luce del fatto che, per due spiccioli è stata firmata un’ipotesi di contratto peggiorativo (ed elencheremo dettagliatamente le motivazioni) rispetto alla situazione preesistente per tutti i lavoratori del comparto, e per la Polizia Locale ancor di più, nonostante i proclami enfatici del raggiungimento dell'obbiettivo della nascita una sezione contrattuale apposita per essa, che ha il sapore dell’ennesima scatola vuota.

Chiediamo dunque, sulla scorta di ciò che avviene già in altri settori (p.es. Protocollo di Intesa stipulato il 31 maggio 2013 tra Confindustria, Cgil; Cisl e Uil), la consultazione di tutti i lavoratori del Comparto Funzioni Locali attraverso il referendum sindacale previsto dalla legge 300/1970 Statuto dei Lavoratori, che rappresenta l’unico strumento di democrazia diretto, previsto a tutela di tutti i lavoratori, anche quelli iscritti ai sindacati non rappresentativi e quelli non sindacalizzati, la maggioranza.

 Crediamo che una Repubblica democratica fondata sul lavoro, debba aver riguardo e garantire pari dignità e trattamento a tutti i lavoratori di tutti i settori pubblici e privati in quanto, TUTTI I LAVORATORI, e non solo quelli con la tessera sindacale in tasca, contribuiscono a mantenere grande questa Nazione – (in questo la nostra Carta Costituzionale è molto chiara -vedi l’articolo 39 della Costituzione).

 Questa petizione vuole quindi offrire una voce ai lavoratori del comparto Funzioni Locali che non sono né d’accordo ne soddisfatti da quanto siglato dai Sindacati “tradizionali” con la parte pubblica.

Quindi cari colleghi, se condividete quanto affermato in questo documento, non lasciatevi intimorire e firmate la petizione senza il timore di andare contro i vostri delegati sindacali (alcuni dei quali sicuramente tacitamente insoddisfatti dell’accordo stesso di cui non hanno responsabilità dirette).Se qualcuno di loro dovesse chiedervi invece conto della vostra sottoscrizione, beh quel qualcuno non sta facendo i vostri interessi ma quelli suoi personali e del Sindacato che rappresenta.

 Entrando nel dettaglio della pre-intesa siglata abbiamo riscontrato che:

 1.      DITTATURA SINDACALE: Siamo di fronte ad una vera e propria forma di dittatura sindacale, dove è chiaro e banale il tentativo di eliminare le voci fuori coro e mettere a tacere quella delle minoranze e dei Sindacati Autonomi non allineati. L’organismo collaborativo previsto all’art. 6 (sede in cui si attivano stabilmente relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi - anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro - al fine di formulare proposte all'ente o alle parti negoziali della contrattazione integrativa - proposte su assunzioni, trasformazioni organizzative, lavoro straordinario, assenze del personale, incentivi etc.), esclude le RSU non derivanti da chi ha sottoscritto il ccnl dal parteciparvi e ne riserva la partecipazione ai soli firmatari del contratto nazionale e loro designati. (le rsu - vogliamo evidenziare- rappresentano gli unici delegati sindacali veramente titolati a partecipare nella vita dell’Ente in quanto rappresentati di tutti i lavoratori all'interno dell'Ente Stesso). 

 2.      RELAZIONI SINDACALI: nelle relazioni sindacali è stato introdotto il “confronto” invece di reintrodurre la concertazione, unico mezzo che poteva dare forza all’azione sindacale nei confronti della parte datoriale.

 3.      AUMENTI SALARIALI: a fronte di un calo del potere d'acquisto vertiginoso dal 2009 ad oggi e a fronte di ben tre rinnovi contrattuali per i lavoratori del settore privato (equivalenti ad un aumento medio di 250€), l’attuale tornata di rinnovo contrattuale porterà aumenti pari ad un valore del 3,6% (ottanta € medi) ma se analizziamo le tabelle allegate al contratto possiamo affermare che a regime ad un D6 (massimo livello retributivo esistente sino ad oggi) verranno elargiti € 90,30 e a un C5 € 69,80 e a un B7 63,40 naturalmente al lordo delle trattenute di legge e senza la certezza del mantenimento del cosi detto bonus fiscale a conguaglio.Dal punto di vista economico va registrata un misero aumento economico medio lordo di 41,00.

Misure dunque del tutto insufficienti per aiutare le famiglie a far fronte al carovita in considerazione anche del fatto che all’esiguo aumento salariale e dunque del reddito percepito corrisponderà una diminuzione di quei benefit come gli assegni famigliari.

 4.      PERSONALE TURNISTA: il personale turnista degli enti locali (quindi quasi esclusivamente la polizia locale) non ha diritto alla pausa dei 30 minuti oltre le sei ore lavorate. Il personale poi che svolge servizio nelle giornate di riposo settimanale (ancora una volta la polizia locale) non percepisce più la maggiorazione oraria del 50%, ma solo quella del 30%. Totalmente sparito l'art. 24 sul lavoro nel festivo settimanale; ed anche in questo caso si sono dimenticati dei Lavoratori della Polizia Locale ( inserendo che tra un turno e l’altro devono trascorrere 11 ore) quando, invece, per legge – decreto 66 – il tutto è regolato in maniera diversa proprio perché abbiamo a che fare con una forza di polizia locale.

5.      MALATTIE DOVUTE A GRAVI PATOLOGIE: chi è affetto da gravi patologie per le cure salvavita (chemio, dialisi ecc. ecc.) ha diritto solo a 4 mesi di malattia nell'anno solare e non 6 come prima. Per curarsi bisognerà fare ricorso alle ferie alle aspettative non retribuite.

 6.      INDENNITÀ POLIZIA LOCALE: la parte dedicata alla polizia locale è "fumo negli occhi"! Infatti l’indennità per lavoro esterno che va da 1 euro a 10 euro lorde per ogni giornata effettivamente lavorata all'esterno, a meno che non si decida per 10 euro a giornata (cosa poco plausibile considerate le risorse disponibili) per il personale della polizia locale rappresenterà perlopiù una perdita, tanto più che chi beneficerà di questa indennità non potrà beneficiare più delle indennità di rischio, disagio e maneggio valori. Ma perché invece non si è scelto, un percorso più dignitoso aumentando l’attuale indennità di vigilanza ferma dal 1/1/2003 agli importi di 1110,84€ annui lordi (780,30€ lordi per quella ridotta)? e lasciando invariato tutto il resto?.

Cascava il palco costruito per nascondere il fatto del denaro che lo Stato non ha voluto realmente versare per un rinnovo contrattuale serio e non”mancetta” elettorale.

La seconda indennità fino a 3000€ non è altro che la vecchia indennità di responsabilità di procedimento chiamata in modo diverso. Infatti, ha la stessa soglia massima (3000 Euro) e assorbe tutte le competenze accessorie e le indennità previste dal ccnl, compreso il lavoro straordinario ossia l'IPR. Quindi nulla di nuovo.

MA SOPRATTUTTO DOVE TROVERANNO LE RISORSE LE NOSTRE AMMINISTRAZIONI SE NON C'E' LA BENCHÉ' MINIMA POSSIBILITÀ' DI AUMENTARE IL FONDO (DAL 2019 … FORSE)? TOGLIENDOLI AGLI ALTRI DIPENDENTI E INNESCANDO LA SOLITA GUERRA TRA POVERI? E le progressioni orizzontali diverranno un sogno!

 7.      FONDI PREVIDENZIALI A FAVORE POLIZIA LOCALE: Alla polizia locale, in qualità di polizia stradale, per legge compete una previdenza integrativa in compensazione del particolare disagio e pericolo tipico del servizio, così come per carabinieri e polizia di stato. È INOTELLARABILE la decisione di inglobare questi fondi nel fondo Perseo-Sirio (gestito dai sindacati confederali). Avevano già provato fallendo a fare aderire il personale del comparto al fondo Perseo, ora lo obbligano, non essendo più prevista altra forma di previdenza integrativa alternativa ai Perseo e Sirio medesimi. Questo significa che è stata annullata la possibilità, data al lavoratore, di scegliere, in base alla Legge, dove investire la sua assistenza e previdenza Inoltre, aderendo al Perseo si sarà l’obbligati di mutare il TFS in TFR senza possibilità di ripensamento....;

 8.      POSIZIONI ORGANIZZATIVE: Vengono scippati dal fondo risorse decentrate destinato a tutto il personale, i soldi per le posizioni organizzative (che non saranno più contrattati)

 9.      CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE: in questa tornata contrattuale non sono stati affrontati temi importanti come la nuova classificazione professionale, di cui è stata fornita solo una tabella economica sulle possibili nuove categorie, e le specificità del settore educativo e scolastico, tutte tematiche che sono state rimandate ad una apposita commissione paritetica da istituire. Un contratto fatto in fretta, che ha bypassato completamente tematiche di particolare interesse per lavoratrici e lavoratori del comparto.

10.  FASCE DI MERITO: lo sbandierato affossamento delle fasce di merito previste dal decreto Brunetta corrisponde invece all’introduzione di una forma di merito peggiorativa, laddove prevede un premio individuale di almeno il 30% in più di valore a un numero limitato di dipendenti (art. 69), il tutto con la discrezionalità dei dirigenti.

 11.  BUONI PASTO: nessun adeguamento degli attuali esigui importi stabiliti dopo i tagli effettuati dalla spending review;

 12.  ELIMINAZIONE DELLA CATEGORIA D3 GIURIDICO: dopo anni di ipocrita silenzio dove le amministrazioni locali hanno agito basandosi anche sulla cospicua giurisprudenza in materia, è stato eliminato la categoria D3 Giuridico che nella polizia municipale (organizzata in maniera verticistica di stile militare cioè con distintivi di grado), è legato ad una figura professionale ben circoscritta; senza prevedere una surroga di queste figure professionali, la cosa genererà conflitti lavorativi e confusione.

 ALTRI PUNTI DI CRITICI, OSSERVAZIONI E CONSIDERAZIONI FINALI: nessun accenno alla diminuzione dell'orario di lavoro che rimane a 36 ore, mentre sul piano normativo si registra un inasprimento del codice disciplinare. Sul versante dei permessi che riguardano la legge 104, e le visite specialistiche, la fruizione dovrà essere programmata almeno 30 giorni prima o nelle 24 ore antecedenti nei casi di urgenza, mentre per le visite specialiste sono previste solo 18 ore annuali.

Recentemente, in sede di definizione delle categorie di lavoratori/lavoratrici "disagiate", sono stati inclusi, a buon diritto certamente, infermieri e insegnanti di asili nido, ma non è stata ricompresa la Polizia Locale, sebbene sottoposta a logoramento psicofisico e situazioni di alto rischio, come confermano i dati degli infortuni sul lavoro gravi/gravissimi. (e questa si che sarebbe stata una vittoria vera da sbandierare!).

Tutto ciò rende evidente che i lavoratori del Comparto Funzioni Locali non sono le risorse umane sul quale investire per rendere i servizi della pubblica amministrazione funzionali ed efficaci ma solo i “fannulloni “ da penalizzare per cui ben venga un contratto con ampio spazio alle procedure disciplinari con poche tutele sulle assenze per malattie



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