Riforma della Polizia Locale italiana

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POLIZIA LOCALE D’ITALIA PER LA RIFORMA

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PROF. SERGIO MATTARELLA

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
ON.LE PROF. GIUSEPPE CONTE

AL VICE PRES.TE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELL’INTERNO
SEN. MATTEO SALVINI

AL VICE PRES.TE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DEL LAVORO
ON. LUIGI DI MAIO

AI SOTTOSEGRETARI DEL MINISTERO DELL’INTERNO
ON.LE NICOLA MOLTENI E ON. CARLO SIBILIA

AL PRESIDENTE SEN. MASSIMILIANO ROMEO
DEL GRUPPO PARLAMENTARE DEL SENATO
“LEGA - SALVINI PREMIER-PARTITO SARDO D’AZIONE”

AL PRESIDENTE SEN. STEFANO PATUANELLI
DEL GRUPPO PARLAMENTARE DEL SENATO “M5S”

AL PRESIDENTEON.LE RICCARDO MOLINARI
DEL GRUPPO PARLAMENTARE DELLA CAMERA
“LEGA - SALVINI PREMIER”

AL PRESIDENTE ON.LE FRANCESCO D’UVA
DEL GRUPPO PARLAMENTARE DELLA CAMERA “M5S”
ROMA


OGGETTO: “PER DARE SICUREZZA AI CITTADINI SUBITO LA RIFORMA PER LA POLIZIA LOCALE, CON STRUMENTI DI SICUREZZA AL PERSONALE DELLA POLIZIA LOCALE D'ITALIA”.


PREMESSO CHE:

E’ INACCETTABILE CHE DEI SENATORI DELLA REPUBBLICA CHIEDANO L’ABROGAZIONE DEGLI ARTICOLI 18 E 19 DEL DECRETO LEGGE DEL OTTOBRE 2018, N. 113, CHE CONTENGONO GLI UNICI DUE PUNTI QUALIFICANTI DI DETTO DECRETO, CHE, IN MODO PARZIALE, GARANTISCONO LA NECESSARIA SICUREZZA AL PERSONALE DELLA POLIZIA LOCALE D’ITALIA, AL FINE DI LEGITTIMARE L’ESIGENZA DELLO STATO DI RICHIEDERE IL COINVOLGIMENTO, NEL SISTEMA DELLA SICUREZZA URBANA INTEGRATA, DELL’UNICA REALE “POLIZIA DI PROSSIMITA’”DEI 7.954 COMUNI D’ITALIA: “LA POLIZIA LOCALE”;

IN CIRCA 400 COMUNI (PER UN TOTALE DI CIRCA 32 MILIONI DI ABITANTI), DI CUI 107 SONO CAPOLUOGHI DI PROVINCIA, SU UN TOTALE DI 7.954 (PER CIRCA 60 MILIONI CITTADINI ITALIANI) LO STATO GARANTISCE LA PRESENZA DI PERSONALE DELLA P.S., DELL’ARMA DEI CARABINIERI (COMPRESI I C.C. FORESTALI) E DELLA GUARDIA DI FINANZA;

NEI RESTANTI COMUNI (CIRCA 7.554) SONO LE AMMINISTRAZIONI COMUNALI, CON A CAPO I SINDACI A DOVERE GARANTIRE NEL TERRITORIO E PER STRADA, LA PRESENZA DELLA POLIZIA LOCALE, MENTRE LO STATO ASSICURA LA PRESENZA DI N. 1/2/3 PATTUGLIE AUTOMONTATE PER TURNO, CON DUE O TRE CARABINIERI, A COPERTURA DI TERRITORI CON POPOLAZIONE, IN ALCUNI CASI, DI OLTRE 100.000 ABITANTI;

L’art. 23 del CONTRATTO PER IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO sottoscritto da M5S e Lega intitolato “SICUREZZA, LEGALITÀ E FORZE DELL’ORDINE”, al paragrafo “Polizia Locale e coordinamento con le forze dell’ordine statali” prevede testualmente: “Le problematiche afferenti il comparto della Polizia Locale sono dovute ad una normativa ormai datata e ad una presenza di agenti sul territorio distribuita in modo non omogeneo. Si ritiene pertanto necessario un riordino del comparto della Polizia locale. Affinché la riforma possa effettivamente produrre risultati positivi per una maggiore sicurezza sul territorio devono essere necessariamente introdotti i seguenti punti qualificanti: accesso alle banche dati SDI (sistema di indagine); migliore definizione dei compiti della polizia locale; obbligatorietà di dotazioni strumentali minime; tavoli di regionali per il coordinamento della sicurezza urbana e della Polizia Locale con sotto-ripartizione in aree vaste; contratto collettivo. Si dovrà puntare a scomputare le spese relative al settore dai vincoli di bilancio”.;

La suddetta “montagna”, che ha suscitato legittime aspettative nell’ambito degli appartenenti ai Corpi e Servizi di Polizia Locale, nell’ottica dell’incremento della capacità di garantire servizi più efficaci ed efficienti ai cittadini, aveva, con l’emanazione del D.L. 04/10/2018 n° 113, G.U. 04/10/2018, partorito il classico “topolino” di cui agli articoli 18 e 19 del medesimo provvedimento: “Disposizioni in materia di accesso al CED interforze da parte del personale della polizia municipale” che recita: “1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 16-quater del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 marzo 1993, n. 68, il personale dei Corpi e servizi di polizia municipale dei comuni con popolazione superiore ai centomila abitanti, addetto ai servizi di polizia stradale, in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza, quando procede al controllo ed all'identificazione delle persone, accede, in deroga a quanto previsto dall'articolo 9 della legge 1° aprile 1981, n. 121, al Centro elaborazione dati di cui all'articolo 8 della medesima legge al fine di verificare eventuali provvedimenti di ricerca o di rintraccio esistenti nei confronti delle persone controllate.”;

L’emanazione di tali norme ci è sembrata partorita da persone che conoscono poco il territorio italiano e, soprattutto, le funzioni ed i compiti (così come risultano stabiliti in una legge dello Stato, la n. 65 del 7 marzo 1986, art. 5) della Polizia Locale d’Italia. Ci si aspettava che un testo così poco calibrato rispetto alla situazione reale, in sede di conversione, tenesse invece conto che: <Limitare l'accesso allo SDI e la dotazione e l'uso del “Taser” a soli 45 corpi di polizia locale in tutto (di cui 44, riguardano i corpi dei Comuni capoluogo di provincia), su 7.954 comuni italiani, è come dire che solo a 14 milioni d'italiani rispetto a circa 60 milioni si daranno maggiori garanzie di miglioramento della sicurezza contro la criminalità. Inoltre, non si è considerato che su 45 Comuni, 31 di questi ultimi ricadono nel Centro-Nord e solo 14 Comuni ricadono al mezzogiorno d'Italia. Così facendo, con tale scelta, è come dire il Ministero dell'Interno ha inteso limitare la capacità di controllo e di garanzie di sicurezza a favore dei cittadini del centro-nord, rispetto a quelle del centro-sud, dove maggiore è la richiesta di sicurezza dei cittadini contro la malavita organizzata (mafiosa, della ndrangheta, camorra, etc.);

Come già innanzi sottolineato, ci si aspettava l’ampliamento della platea degli operatori della Polizia Locale abilitata a fruire dell’accesso alla banca dati e dell’utilizzo del c.d. Taser  al personale dei Corpi di P.L. dei capoluoghi di provincia e dei comuni loro associati, nelle attività dei servizi di sicurezza urbana integrata, invece, ecco il colpo di scena degno dei migliori thriller, non solo vengono presentati una miriade di emendamenti (come dire non ne passa “manco” uno), ma accade che un gruppo di senatori del M5S, forza di governo firmataria del contratto, tra i quali spicca, per la sua provenienza dalla forza armata, il Senatore De Falco, meglio conosciuto come colui che ordinò al Comandante Schettino di salire a bordo del relitto in occasione del tragico naufragio della Nave Concordia, proponga la soppressione pura e semplice dei medesimi artt. 18 e 19 del precitato decreto legge;

CONSIDERATO CHE, AD AVVISO DI CHI SOTTOSCRIVE LA PRESENTE:

Si tratta di una proposta sconcertante che sconfessa esplicitamente uno dei “punti qualificanti” dell’area Sicurezza del contratto di governo da parte, si sottolinea, di esponenti di una di quelle forze politiche che lo hanno sottoscritto;

Ancora una volta, traspare l’intendimento di discriminare la Polizia Locale rispetto alla capacità operativa di controllo del territorio, trattandosi di una Forza di Polizia a tutti gli effetti, in ragione delle funzioni ad essa attribuite dalla legge, ma ritenuta “INIDONEA” a consultare le banche dati a disposizione delle forze di polizia dello Stato, impedendole, con tale presa insostenibile di posizione,  di offrire un servizio migliore ai cittadini ed esponendo il personale della Polizia Locale a maggiori rischi, peraltro non tutelati in maniera efficace, rispetto alle altre forze di polizia dello Stato;

Le polizie locali, continuano ad essere non gradite e ad essere non considerate al pari delle altre forze di polizia dello Stato, per essere condannate a restare nella categoria inferiore della serie “D”, secondo la comodità di chi ne fa uso, a volte “poliziotti, ma mal tutelati” ed a volte “dipendenti comunali”;

Tutto ciò premesso e considerato, I SOTTOSCRITTI, nella convinzione di interpretare il sentimento di tutti gli appartenenti ai Corpi e Servizi di Polizia Locale d’Italia, chiamati, ogni giorno di più, allo svolgimento di rischiose attività di polizia e di sicurezza urbana integrata e nel controllo di persone pericolose per i cittadini, che richiedono sempre più maggiore sicurezza,
C H I E D O N O
ALLE SIGNORIE VOSTRE CHE VENGA RICONOSCIUTO URGENTEMENTE E, PRINCIPALMENTE, IN SEDE DI CONVERSIONE DEL DECRETO LEGGE 113/2018, IL DIRITTO AD ADEGUATI STRUMENTI DI SICUREZZA IN FAVORE DI TUTTO IL PERSONALE DELLA POLIZIA LOCALE D’ITALIA, TENENDO PRESENTE CHE DA OGGI IN POI, VERRANNO ATTIVATE TUTTE LE FORME DI TUTELA, IVI COMPRESA, SE DEL CASO, LA DENUNCIA ALL’AUTORITA’ GIUDIZIARIA, NEI CONFRONTI DI CHIUNQUE INTENDA DISPORRE DELL’UTILIZZO DEL PERSONALE DELLA POLIZIA LOCALE, IN TUTTE LE ATTIVITA’, A FRONTE DELLE QUALI NON SARANNO STATE ADOTTATE E RICONOSCIUTE LE CORRELATIVE,  ADEGUATE E IDONEE GARANZIE DI LEGGE.
29 OTTOBRE 2018
F.to Rudi BAGATTO, P.L.    ____________________
F.to: Antonio BARBATO, già Comandante di P.L. ____________________
F.to: Luciano BARTOLI, Comandante di P.L. ____________________
F.to: Romolo BONAROTA, Uff.le di P.L. ____________________
F.to: Domenico CAROLA, Comandante di P.L. ____________________
F.to Salvatore CORRENTI, già Comandante P.L. ____________________
F.to: William CREMASCO, Comandante P.L. ____________________
F.to: Romeo DELLE NOCI, Comandante P.L. ____________________
F.to: Monica DI SANTE, P.L. ____________________
F.to: Donatello GHEZZO, P.L. ____________________
F.to: Massimiliano GIANCATERINO, Vice Comandante P.L. ____________________
F.to: Franco NOTARRIGO, già Comandante di P.L. ____________________
F.to: Giuseppe PADRICELLI, Comandante P.L. ____________________
F.to: Antonio PIRICELLI, Comandante P.L. ____________________
F.to: Andrea PRASSINI, P.L. ____________________
F.to: Lello STILLITANO, P.L. ____________________



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