Riforma della Polizia Locale italiana

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NUOVA LEGGE SULLO STATUS DELLE POLIZIE LOCALI IN ITALIA

Illustrissimo Presidente della Repubblica, la legge nazionale sul riordino della polizia locale in Italia risale al 1986 (legge 65/86). Da circa vent’anni tutti gli operatori e i sindacati del settore ritengono che vada modificata radicalmente. Nell’ultimo decennio sono stati effettuati alcuni tentativi per riformare la norma e renderla più razionale e attuale, senza però che si sia ottenuto alcun risultato concreto. I circa 65.000 operatori, nonostante si occupino in via prioritaria, rispetto anche alle forze dell’ordine, della sicurezza urbana e della polizia di prossimità, svolgendo funzioni di polizia giudiziaria, amministrativa, stradale, e molto altro ancora, non vedono riconosciuti gli stessi diritti e le stesse tutele dei propri colleghi carabinieri, poliziotti e finanzieri. Ad esempio, gli operatori di polizia locale non hanno il riconoscimento del lavoro disagiato e di quello usurante, non possono usufruire della pensione privilegiata dovuta a chi incorre in gravi menomazioni svolgendo il proprio servizio, non hanno un contratto specifico del settore rimanendo immotivatamente ancorati a quello degli Enti Locali, non sono inseriti nel comparto sicurezza pur contribuendo in maniera significativa a tale attività, non possono nemmeno accedere integralmente e autonomamente alle banche dati delle forze dell’ordine per esercitare al meglio le proprie mansioni. Gli impedimenti alla modifica della legge 65/86 spesso si sono presentati sotto forma di veti incrociati irrazionali, di pregiudizi che non sono più tollerabili, nell’interesse supremo dei cittadini italiani. Converrà che avere a disposizione nel campo della sicurezza un numero così elevato di operatori sull’intero territorio nazionale che non possono esercitare appieno le proprie funzioni, e che non siano tutelati nell’esercizio delle proprie funzioni, oltre ad essere una palese discriminazione nei confronti degli operatori stessi, sia un vero e proprio danno per l’intera collettività. Illustrissimo Presidente occorre un suo autorevole intervento sul Ministero degli Interni affinché gli organismi deputati convochino con urgenza i sindacati e le associazioni di categoria per portare a termine, con forza e determinazione, quanto non è stato compiuto fino ad ora. Si tratterebbe, di fatto, di realizzare la più grande “assunzione” di tutti i tempi di forze dell’ordine sull’intero territorio nazionale, un’operazione che comporterebbe costi minimi per le casse dello Stato e grandi benefici per le istituzioni e per i cittadini italiani.

Con osservanza e profonda stima

Antonio Barbato



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