No allo sfratto per Nonno Mariano e per la sua famiglia.

0 hanno firmato. Arriviamo a 7.500.


Siamo ancora in attesa di conoscere il pronunciamento del Giudice dell'esecuzione sull'udienza di giorno 06 aprile c.a. “sospensione decreto di trasferimento” e all'occasione vogliamo aggiornarvi su dei particolari che abbiamo estratto da un frammento di lettera mandata a varie istituzioni, che descrive la situazione di nonno Mariano e della sua famiglia.

 


Intanto volevamo mettervi a conoscenza che abbiamo constatato che a nonno Mariano e a sua moglie non manca nulla, ricevono tutte le attenzioni, amore ed assistenza da parte delle sue figlie.

Purtroppo tutta questa situazione li ha realmente distrutti sia fisicamente che economicamente, però nonostante tutto non accettano aiuti economici, né per orgoglio né per disprezzo, ma vogliono soltanto GIUSTIZIA…!!!

 


Difatti la “giustizia” che ha ottenuto la loro cugina e suo marito , come abbiamo potuto appurare dal ricorso di opposizione presentato presso il Tribunale di Palermo, è frutto di (truffa, frode, false dichiarazioni e speculazioni).

 


… "queste affermazioni non sono frutto delle nostre fantasie, tanto è vero che abbiamo prodotto in copia numerosi documenti e come se non bastasse per anni abbiamo subito violenze fisiche, morali, psicologiche di ogni natura.

Già nel 2008 nostro padre è stato aggredito fisicamente dai due soggetti, con la sua stampella, che gli è stata spezzata sulla schiena, con quaranta giorni di prognosi. Nonostante la stampella sia stata sequestrata dai Carabinieri e sporto querela, la stessa è stata archiviata.

Ed ancora le nostre numerose denunce per altre aggressioni con le prove allegate e testimoni, anche queste archiviate.

Ci siamo rivolte più volte al Questore di Palermo, per chiedere aiuto,  ma non siamo mai state ricevute.

Invece nostra cugina con suo marito hanno presentato denunce contro di noi, costruite su false dichiarazioni e senza essere state ascoltate da nessuno, immediatamente si sono trasformate in processi.

 


Per di più nell'anno 1985 nostro padre presentò domanda di sanatoria per l'ampliamento del secondo piano (precisazione: non si tratta di un intero secondo piano, come è stato erroneamente raccontato nel servizio delle Iene, ma di una porzione  “ampliamento” perché una parte già esisteva) pagandola per intero e presentando tutta la documentazione necessaria. Tuttavia non la ottiene a causa di un “intervento” presso l'Edilizia Privata, da parte di nostra cugina e sua madre.

 


Dopo di che nell'anno 2011 viene istruito un processo civile da parte di nostra cugina, che richiede la demolizione dell'ampliamento del 2° piano, perché crea pericolo di crollo all'intera palazzina a causa del sovrappeso. 

Il CTU nell'anno 2012 si esprime contrariamente alle sue aspettative e nell'anno 2013 nostra cugina sulla scorta delle sue dichiarazioni ottiene l'emissione di una Ordinanza Sindacale di Sgombero per imminente pericolo di crollo, senza che l'Ente preposto “ed.pericolante” effettui il sopralluogo e i relativi rilievi tecnici (questa Ordinanza Sindacale di Sgombero è stata  revocata di recente nel mese di dicembre del 2017 perché hanno accertato che non esiste da sempre alcun pericolo di crollo, che quella del 2013 era stata emessa con troppa leggerezza). 

 


Grazie a questa Ordinanza Sindacale di Sgombero del 2013, nostra cugina vince il processo civile nell'anno 2014 e i nostri genitori vengono condannati al pagamento di 6.000,00 euro più altre spese, per un totale complessivo di 11.000,00 euro.

Proponiamo una rateizzazione pari a 2.000,00 euro al mese, che viene immediatamente rifiutata e istruisce il pignoramento. 

(il Giudice dell'esecuzione “pignoramento” sapeva che questa era la nostra unica abitazione, ma anche del grave stato di salute dei nostri genitori così come la loro figlia Leonarda, avrebbe potuto trasformare la vendita all'asta in pagamento rateizzato, pignorando un quinto della pensione di nostro padre. Come se non bastasse ha permesso al CTU incaricato della stima del primo piano di svalutarlo del cinquanta per cento sulla scorta delle spese per la demolizione del secondo piano, che non era oggetto della stima del primo piano).

 


In conclusione dopo tutti questi eventi in parte qui menzionati e ribadiamo le numerose aggressioni e le tante ingiustizie subite, dimostrati con amplia documentazione, e i servizi andati in onda, che descrivono la grave situazione di salute di nostro padre, che si è aggravata maggiormente e continua ad aggravarsi a causa di tutte queste ingiustizie. Nostro padre ha la consapevolezza che sua nipote giustifica i suoi comportamenti e azioni sulla scorta della giustizia ottenuta tramite le vie legali, senza mostrare come l'ha ottenuta"…

 


Nonostante l'interesse della stampa, i servizi delle Iene e la nostra Manifestazione di sensibilizzazione, c'è uno aspetto sconcertante e sconfortevole, che nessuno finora delle Istituzioni abbia fatto un passo avanti, anzi proprio le Istituzioni hanno deciso di dare un'altra stangata a questa famiglia, nominando un amministratore esterno di sostegno con lo scopo di buttarli fuori dall'abitazione, che si impossesserà di una parte della pensione di nonno Mariano, quale compenso per il suo servizio, e ciò renderà la situazione economica dell'intera famiglia ancora più difficile di adesso.

Questa nomina è stata voluta su espressa volontà del custode-delegato che ha sostenuto che la figlia Lucido Daniela non offre la disponibilità del suo alloggio, che paradossalmente si trova al 2° piano della stessa palazzina, che come risulta a tutti noto è oggetto di demolizione, è stato la causa del pignoramento e della vendita all'asta. Infatti la versione dichiarata dal custode-delegato sull'alloggio della figlia (2°piano) per ottenere la nomina dell'amministratore di sostegno, trova la sua contraddizione e irregolarità nel giudizio del Giudice dell'esecuzione che già nel mese di dicembre 2017 aveva rigettato la richiesta di trasferire gli anziani al 2° piano, all'assegnataria Sgroi, perché la stessa ne vuole la demolizione.  

 


A questo punto ci poniamo una domanda:

Come è possibile chiedere alla figlia di spostare i propri genitori al 2° piano se questo va demolito?

(suo unico alloggio)

 


Come mai dopo più di una settimana dall'udienza di giorno 6 aprile ancora il Giudice non decide sulla sospensione del decreto di trasferimento?

 


Lasciamo a voi trarre le dovute conclusioni...



Oggi: Tutti uniti per Nonno Mariano conta su di te

Tutti uniti per Nonno Mariano ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Sergio Mattarella: No allo sfratto per Nonno Mariano". Unisciti con Tutti uniti per Nonno Mariano ed 5.464 sostenitori più oggi.