NO ALLA DAD PER GLI STUDENTI SENZA GREEN PASS

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SCUOLA UGUALE X TUTTI ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica Italiana) e a

 


DICHIARAZIONE DI OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLA MESSA IN DAD 

DEGLI STUDENTI PRIVI DI CERTIFICATO VERDE RAFFORZATO 

 

Al presidente della Repubblica

Al Consiglio dei ministri

Alla Corte costituzionale

Al Parlamento

 

Noi sottoscritti insegnanti, operatori scolastici  e genitori di studenti delle scuole medie inferiori e superiori, in scienza e coscienza, giudichiamo incostituzionale la norma dell'art. 4 del decreto-legge 1/22. Tale norma, infatti, prescrive che, nelle classi delle scuole medie in cui si accertino due casi di positività, siano ammessi all’insegnamento in presenza solo gli studenti negativi al covid che esibiscano certificato verde rafforzato mentre tutti gli altri siano costretti a seguire in DAD.

 


Del tutto in sintonia con la dichiarazione del presidente del Consiglio Mario Draghi - “La DAD crea disuguaglianza” -, riteniamo che la norma suddetta discrimini gli studenti, favorendone alcuni e penalizzandone altri, dal momento che l’apprendimento in presenza è assai più proficuo di quello in DAD.

 


Inoltre, in scienza e coscienza, siamo convinti che, dal punto di vista sanitario, la norma sia inficiata da carenza di motivazioni e da controfinalismi, poiché: 

 


1) con le norme già prima in vigore gli studenti che risultino positivi al tampone e quelli a contatto stretto accertato con positivi sono posti in quarantena e in DAD: in questo modo si tutela già a sufficienza la sicurezza collettiva e soprattutto lo si fa in base a dati oggettivi certificati;

 

2) la nuova norma, dunque, risulta da un lato sovrabbondante e dall’altro basata su una mera supposizione di contagiosità di quanti non esibiscano il green pass, in mancanza completa di prove e perfino di indizi, tutto ciò in violazione dei principi costituzionali dell’onere della prova e della presunzione di innocenza;

 

3) è più probabile che gli studenti si contagino e contagino stando a casa, e potendo così uscire liberamente o invitare amici e parenti in casa propria, piuttosto che venendo a scuola, dove sono sorvegliati, tesi confermata da diversi studi internazionali e nazionali che hanno escluso che le scuole siano focolai di coronavirus; 

 

4) nemmeno il trasferimento da casa a scuola, e ritorno, degli studenti senza certificato verde rafforzato può essere causa di contagio, dal momento che essi non possono usare mezzi pubblici;

 

5) a parte casi particolari di fragilità, il covid, più che mai nella variante omicron (ormai diffusa all’80%), non costituisce un grave pericolo per la salute dei nostri studenti, per i quali dunque il bilancio costi/benefici del vaccino non depone a favore dei secondi; 

 

6) il personale scolastico è adeguatamente vaccinato ed è in grado di utilizzare i DPI, quindi non corre rischi di contagio; 

 

7) i parenti degli studenti e chiunque altro possa venire in contatto ravvicinato con gli studenti possono e devono proteggersi con la vaccinazione e i DPI, quindi evitare ugualmente il contagio; 

 

8) possono essere contagiati e contagiare anche gli studenti che esibiscono il certificato verde rafforzato e la discriminazione nella fruizione del diritto allo studio di chi non ne dispone non è proporzionata alla maggiore probabilità di contagio attivo da parte loro, dunque non la giustifica;

 

9) infine, l’attuazione della norma risulta fortemente divisiva e tale da innescare dinamiche conflittuali tra studenti e studenti e tra famiglie e famiglie.

 

Tutto ciò considerato, appellandoci ai valori costituzionali del diritto allo studio e dell'uguaglianza, riteniamo, in scienza e coscienza, che la norma in oggetto comporti dei costi superiori ai suoi benefici, e inoltre che non rispetti il criterio costituzionale di proporzionalità nel restringere il diritto allo studio per salvaguardare quello alla salute.

 


Pertanto, chiediamo che la norma menzionata sia ritirata, e fino a quel momento noi insegnanti dichiariamo che eserciteremo il nostro diritto all'obiezione di coscienza contro la sua esecuzione, sospendendo lo svolgimento della programmazione didattica nelle nostre materie e sostituendolo con una libera discussione sulla costituzionalità della norma stessa; e noi operatori scolastici e genitori dichiariamo che sosterremo questa obiezione di coscienza e le offriremo la nostra collaborazione.

 

 

 

 

 

 

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