LETTERA APERTA PER IL DIRITTO ALL'EDUCAZIONE E ALL'ISTRUZIONE

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Signor Presidente della Repubblica

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri

Signora Ministra dell’Istruzione

Signor Ministro della Salute

Signora Garante per l’infanzia e l’adolescenza

Signore e signori membri della “Task force” per la “Fase 2”

Signore e signori Membri del Comitato Tecnico Scientifico

Signore e signori Presidenti delle Regioni


Vi scriviamo in questo momento drammatico per il nostro paese. Siamo consapevoli della estrema difficoltà nell’elaborazione e proposta delle misure necessarie a fronteggiare l'emergenza e per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive. La pandemia globale di Covid-19 ridefinisce le nostre esistenze e rischia di trascinare il nostro paese in una crisi dalle proporzioni inimmaginabili.

Nelle previsioni di ripresa delle attività si fanno sempre più insistenti le voci, avvalorate da dichiarazioni di tecnici e politici, di un riavvio delle attività scolastiche a settembre o, come sembra profilarsi, persino nei mesi successivi. Nessuna progettazione è stata ancora indicata e nessun modello realistico presentato, lasciando 6 milioni di famiglie, con 10 milioni di bambini ed adolescenti, nella totale incertezza sui prossimi mesi.

I governi di Francia, Spagna, Germania e Danimarca stanno predisponendo un piano in più fasi per la riapertura dei servizi educativi (o come nel caso della Danimarca, hanno già riaperto i nidi e le scuole dell’infanzia), a fronte della garanzia di condizioni di sicurezza, individuando nell’istruzione la chiave per la ripartenza dei loro paesi e dell’Europa intera. Lo studio delle pratiche attuate per aprire in condizioni di sicurezza per alunni e personale educativo sarà fondamentale anche per l’Italia. Il nostro paese non può rinunciare a un bene essenziale come la scuola, che sin dai primissimi anni d’età è il luogo fondamentale in cui bambine e bambini, ragazze e ragazzi, costruiscono le proprie relazioni extra-familiari, sviluppano liberamente la propria personalità, ricevono educazione ed istruzione. 

Se negli altri stati europei vediamo che un piano di ripartenza per le scuole è già allo studio, nel nostro paese invece cosa si sta prospettando? Quali garanzie di sicurezza sono date alle famiglie, al corpo docente e a tutti i lavoratori coinvolti nel complesso e fondamentale mondo scolastico? Quali interventi di miglioramento strutturale sono indicati concretamente? Quali modelli di riorganizzazione dei gruppi classe?

Come potrà ripartire un paese in cui le famiglie non sanno a chi affidare i propri figli? Come potranno rientrare al lavoro madri e padri? Non a settembre, ma domani, nei prossimi giorni e settimane. Dietro gli schermi delle lezioni a distanza, gli insegnanti osservano e ascoltano bambini e ragazzi impauriti, in molti casi con genitori disperati per la perdita del lavoro, e violenze crescenti all’interno delle famiglie. Gli interventi di sostegno alle famiglie sono per ora limitati a bonus assolutamente insufficienti a coprire le spese di cura dei bambini, a fronte della chiusura delle scuole dall’8 marzo e, nelle regioni del Nord Italia, dal 22 febbraio. La chiusura delle scuole si accompagna alla chiusura di centri educativi e socio-assistenziali, lasciando famiglie con minori con disabilità fisica o psichica in condizione di totale solitudine, mettendo a rischio la salute fisica e mentale di migliaia di famiglie

Non si tratta solo di problematiche economiche. In ballo c’è molto di più: il presente e il futuro delle giovani generazioni, che stanno pagando un prezzo altissimo, spesso additate addirittura come responsabili del contagio, non considerate nelle loro esigenze fondamentali. L’attuale incertezza sul futuro educativo dei bambini, specie dei più piccoli, assenti dal dibattito pubblico e politico, lede i diritti di bambine e bambini - sanciti dalla carta costituzionale e dalle carte dei diritti internazionali - all’istruzione, alla socializzazione, al gioco, allo sviluppo di sé nella relazione di cura e apprendimento.

L’individuazione di un chiaro piano per la riapertura dei servizi educativi è improrogabile. Le conseguenze dell’assenza delle funzioni educative svolte dalle istituzioni scolastiche, pur a fronte dell’impegno nella didattica a distanza profuso da tanti insegnanti ed educatori, saranno una seria ipoteca per la ripresa del paese.

Come già espresso dall’Alleanza per l’infanzia, domandiamo che il governo e i comitati creati per la definizione della “fase 2” definiscano il prima possibile:

1. Il sostegno economico alle famiglie con figli.
2. Il sostegno al sistema integrato di educazione e istruzione per i bambini dalla nascita ai sei anni.
3. Il sostegno al sistema scolastico, anche in un’ottica di maggiore inclusione e supporto degli studenti appartenenti ai gruppi più vulnerabili.
4. Il rafforzamento del sistema integrato di servizi socio-educativi e socio-assistenziali a livello locale, in particolare durante i mesi estivi
5. Il rafforzamento delle misure di conciliazione tra famiglia e lavoro

Ci permettiamo infine di sottolineare che prestigiose riviste scientifiche internazionali stanno pubblicando ricerche e reviews che mostrano come la chiusura delle scuole nel contesto dell’attuale pandemia produca effetti sociali distruttivi, che stanno già generando conflitti e violenze di cui il prossimo futuro ci mostrerà la drammatica portata.

Noi, donne e uomini, lavoratori e genitori, siamo in prima linea nella ripartenza del nostro paese. Potremo farlo veramente solo con una seria progettazione politica che metta al centro le famiglie, le istituzioni scolastiche, i servizi socio-educativi e socio-assistenziali.

FIRMATARI

Maria Chiara Rioli

Riccardo Castagnetti

Maria Scermino

Stefano Zona

Vando Borghi

Alessandro Triulzi

Lucia Femio

Carola Pagani

Lea Nocera

Mila Orlić

Andrea Zanni

Valeria Genovese

Matteo Caponi

Chiara Fantozzi

Martina Mazzetti

Carlotta Ferrara degli Uberti

Lucio Biasiori

Lina Cascella

Tristana Dini

Silvia Zetti

Enrica Asquer

Fonti:

https://www.thelancet.com/journals/lanchi/article/PIIS2352-4642(20)30109-7/fulltext

https://www.thelancet.com/journals/lanchi/article/PIIS2352-4642(20)30095-X/fulltext

https://www.thelancet.com/journals/lanpub/article/PIIS2468-2667(20)30084-0/fulltext