Chiusura Museo Cesare Lombroso e restituzione spoglie


Chiusura Museo Cesare Lombroso e restituzione spoglie
Il problema
Nel Museo di Antropologia Criminale «Cesare Lombroso» dell’Università di Torino sono conservati i resti dei corpi o i soli crani dei Briganti, che medici carcerari e militari, per anni, hanno spedito a Cesare Lombroso che li studiava, li misurava, li sezionava, per cercare di dimostrare che esistesse il “delinquente per natura”, supponendo che vi fosse un nesso tra la conformazione di un essere umano e la sua propensione a delinquere. Tuttavia non bisogna dimenticare che quei criminali non erano altro che patrioti, fedeli ai Borbone, che difendevano la loro terra contro un invasore straniero che gli ha negato qualsiasi dignità o rispetto sia in vita che dopo la morte, tanto che quelle spoglie non sono mai state nemmeno catalogate e oggi sono conservate come in una sorta di fossa comune.
Nonostante le teorie di questo folle si siano rilevate chiaramente false ed anzi, per scienza, arte e cultura il SUD si è dimostrato e continua a dimostrarsi di un'altra categoria rispetto al settentrione, questo vero e proprio museo degli orrori è ancora aperto e mostra al suo interno centinaia di crani, diversi scheletri e ricostruzioni di volti in cera, ma con peli e capelli originali, dei nostri antenati meridionali, trafugati da Lombroso e dai suoi seguaci illegalmente e che sarebbe opportuno che l'Università di Torino restituisse ai comuni di appartenenza, ove possibile o, comunque alla loro terra, al SUD, perché ottengano una giusta e dignitosa sepoltura.
E’ come se a Berlino decidessero di aprire un museo dedicato all’opera di Josef Menghele perché tra lui e Cesare Lombroso i tratti in comune sono tanti tra cui spicca, oltre la follia, quello della superiorità della razza visto che quest’ultimo descrive i meridionali come "delinquenti nati" appartenenti ad una razza inferiore a quella del nord ma il primo viene considerato un criminale nazista, mentre il secondo uno scienziato sabaudo. In qualsiasi altra nazione del mondo questa vergogna sarebbe già stata condannata e chiusa, ma chiaramente in un'Italia a guida nordista, nonostante la sentenza in primo Grado dalla Magistratura, continua ad essere aperta, quindi abbiamo ritenuto opportuno promuovere una petizione per porre fine al perpetuarsi di un vero e proprio crimine non solo contro il meridione ma contro l’umanità tutta.

Il problema
Nel Museo di Antropologia Criminale «Cesare Lombroso» dell’Università di Torino sono conservati i resti dei corpi o i soli crani dei Briganti, che medici carcerari e militari, per anni, hanno spedito a Cesare Lombroso che li studiava, li misurava, li sezionava, per cercare di dimostrare che esistesse il “delinquente per natura”, supponendo che vi fosse un nesso tra la conformazione di un essere umano e la sua propensione a delinquere. Tuttavia non bisogna dimenticare che quei criminali non erano altro che patrioti, fedeli ai Borbone, che difendevano la loro terra contro un invasore straniero che gli ha negato qualsiasi dignità o rispetto sia in vita che dopo la morte, tanto che quelle spoglie non sono mai state nemmeno catalogate e oggi sono conservate come in una sorta di fossa comune.
Nonostante le teorie di questo folle si siano rilevate chiaramente false ed anzi, per scienza, arte e cultura il SUD si è dimostrato e continua a dimostrarsi di un'altra categoria rispetto al settentrione, questo vero e proprio museo degli orrori è ancora aperto e mostra al suo interno centinaia di crani, diversi scheletri e ricostruzioni di volti in cera, ma con peli e capelli originali, dei nostri antenati meridionali, trafugati da Lombroso e dai suoi seguaci illegalmente e che sarebbe opportuno che l'Università di Torino restituisse ai comuni di appartenenza, ove possibile o, comunque alla loro terra, al SUD, perché ottengano una giusta e dignitosa sepoltura.
E’ come se a Berlino decidessero di aprire un museo dedicato all’opera di Josef Menghele perché tra lui e Cesare Lombroso i tratti in comune sono tanti tra cui spicca, oltre la follia, quello della superiorità della razza visto che quest’ultimo descrive i meridionali come "delinquenti nati" appartenenti ad una razza inferiore a quella del nord ma il primo viene considerato un criminale nazista, mentre il secondo uno scienziato sabaudo. In qualsiasi altra nazione del mondo questa vergogna sarebbe già stata condannata e chiusa, ma chiaramente in un'Italia a guida nordista, nonostante la sentenza in primo Grado dalla Magistratura, continua ad essere aperta, quindi abbiamo ritenuto opportuno promuovere una petizione per porre fine al perpetuarsi di un vero e proprio crimine non solo contro il meridione ma contro l’umanità tutta.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori




Petizione creata in data 10 giugno 2020