Appello per l'immediata riapertura delle scuole in Campania!

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.500.


Egr. Presidenti Sergio Mattarella e Giuseppe Conte

On. Ministri Lucia Azzolina, Roberto Speranza, Francesco Boccia

 Nonostante la normativa nazionale preveda la scuola in presenza anche nelle c.d. zone rosse,​ almeno fino al primo anno della secondaria di primo grado, le scuole della Regione Campania continuano a restare chiuse. Utilizziamo il termine "chiusura" in quanto scuola e Didattica a Distanza non sono sinonimi: scuola racchiude in sé il significato più profondo di inclusione, crescita e riscatto socio-culturale, più che mai in una Regione come la nostra ove, come noto, vi è il più alto tasso di dispersione scolastica rispetto al resto d’Italia. Scuola, sono le mura, gli insegnanti, i compagni ove rifugiarsi dalle violenze domestiche ed imparare a vivere una comunità fatta di sane regole e, spesso, per alcuni, anche l'unico posto dove poter godere di un pasto sicuro e salutare. Scuola è il futuro del Paese. Scuola è l'unico strumento che consente l'applicazione dell'art. 3 della Costituzione vincolando lo Stato al suo dovere di rimozione degli ostacoli di ordine sociale ed economico per lo sviluppo degli individui. La scuola deve essere per tutti accessibile, gratuita ed offrire a tutti le stesse opportunità, in tutta l’Italia, come costituzionalmente sancito dall’art. 34 della Costituzione.

Alla luce di quanto sta accadendo in Campania, ci chiediamo se la nostra Regione sia ancora parte dell'Italia e se i cittadini campani siano ancora garantiti dalla carta costituzionale. La chiusura delle scuole sta arrecando gravi danni ai minori campani.

Ai minori tutti, discriminati dal resto del paese e dell'Europa e per i quali la didattica a distanza, data la tenera età e la necessità di creare le "basi" per la loro formazione, non risulta praticabile. Ai disagi curriculari, si uniscono la lesione psicofisica derivante dall’uso indiscriminato dei devices, tra i quali disturbi visivi e comparsa e/o incremento di crisi epilettiche, il disagio psicologico e i conseguenti disturbi comportamentali  e sintomi di regressioni  nel 65% dei bambini di età minore di 6 anni e nel 71% di quelli di età maggiore di 6, come evidenziato dallo stesso CTS, dall’OMS, nonché dal Ministero della Salute che ha recepito l’indagine condotta dall’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova.

In particolare, non è sconosciuta la condizione di fragilità sociale, economica e familiare della maggioranza dei minori campani che vivono in contesti a rischio dove le famiglie non posseggono gli strumenti socio-culturali per supportare la loro prole, spesso numerosa, diventando così facile preda della criminalità organizzata.

Quanto ai minori disabili, questi sono stati deprivati dell’opportunità di una corretta formazione scolastica e costretti all’ emarginazione, per aver visto drasticamente ridotte le ore “di sostegno” ove abbiano la facoltà (soggetta alla disponibilità dell’istituto) di scegliere la presenza “esclusiva” in aula, in totale dispregio del principio di inclusione, o costretti ad un supporto didattico “a distanza” che, come é lapalissiano, spesso non è fruibile per tali minori con diverse abilità.

Esiste, allo stato, una spaccatura tra i minori cittadini del resto d'Italia e la minoranza dei bambini e ragazzi campani, discriminati rispetto al resto del Paese e utilizzati come "pedine", sottoposti ai capricci della politica locale, il tutto in spregio all'art. 3 della Costituzione italiana​.

Ritenendo che le nostre rimostranze siano tangibili​ e concrete e che non possano essere ignorate in uno Stato di diritto,

INVITIAMO

Ciascuno per le rispettive competenze istituzionali, ad adottare i provvedimenti che riterrà più opportuni atti alla riapertura della scuole nella Regione Campania, in ottemperanza ai principi costituzionali, in particolare all’art. 3 e 34 della Costituzione Italiana.

Confidiamo in un cortese riscontro ed in un fattivo intervento!