Non sterminate i Pini di Fabrica !


Non sterminate i Pini di Fabrica !
Il problema
L'immagine è di un albero che non è stato curato dagli uomini che pure ha difeso per tanto tempo e si è sacrificato per proteggere i suoi vicini. Così ora l'Amministrazione ha dato ordine non solo di togliere i resti di questa pianta, ma anche di abbattere tutti gli altri che sono attorno e ombreggiano il giardino da decenni.
Si smetta la pratica di abbattere e distruggere brutalmente le belle e antiche piante di Pino anziché curarle e potarle!
Ricordo che con le loro aghifoglie sempreverdi contribuiscono anche in inverno a rinnovare l'ossigeno nell'area storica centrale del Comune di Fabrica di Roma.
L'ambiente, anche quello urbano, va protetto, non distrutto, e gli alberi ne fanno parte integrante e indispensabile, poiché sono quello che trasforma la CO2 che produciamo nell'ossigeno che respiriamo.
Il Pino Romano è una nobile essenza e va trattata con rispetto. Anticamente le coste dell'Italia erano coperte di estese foreste di questi alberi maestosi e sempreverdi dalla chioma a ombrello e contribuivano a ombreggiare, ma sopratutto a ossigenare ed imbalsamare col loro profumo le aree spesso insalubri delle maremme. Essi intrecciano i loro rami per proteggersi e sostenersi dalle terribili tempeste di vento tipiche nell'area Mediterranea specie nel periodo autunnale. Ricordate cosa capitò a Ulisse nel Mediterraneo e nel Tirreno mentre cercava di tornare a casa sua dopo la vittoria su Troia?
Ma i pini vanno lasciati liberi di espandersi e di intrecciare le loro chiome in orizzontale, di crescere vicini, di proteggersi tra loro per proteggere il territorio su cui vivono. Possono dover sacrificare qualche ramo alla tempesta, ma così possono evitare di essere sradicati e continuare a fare scudo a ciò che è sotto e dietro; le loro chiome offrono alloggio e cibo a passerotti, usignoli e pettirossi, che ci allietano col loro canto.
Se un uragano strappa un ramo di uno di questi alberi però, occorre una potatura non certo tagliarlo a zero assieme a tutti gli alberi accanto!
I cittadini che hanno a cuore il loro ambiente e il loro storico paesaggio urbano dicono basta con la distruzione radicale e violenta dei pini di Fabrica !
Il problema
L'immagine è di un albero che non è stato curato dagli uomini che pure ha difeso per tanto tempo e si è sacrificato per proteggere i suoi vicini. Così ora l'Amministrazione ha dato ordine non solo di togliere i resti di questa pianta, ma anche di abbattere tutti gli altri che sono attorno e ombreggiano il giardino da decenni.
Si smetta la pratica di abbattere e distruggere brutalmente le belle e antiche piante di Pino anziché curarle e potarle!
Ricordo che con le loro aghifoglie sempreverdi contribuiscono anche in inverno a rinnovare l'ossigeno nell'area storica centrale del Comune di Fabrica di Roma.
L'ambiente, anche quello urbano, va protetto, non distrutto, e gli alberi ne fanno parte integrante e indispensabile, poiché sono quello che trasforma la CO2 che produciamo nell'ossigeno che respiriamo.
Il Pino Romano è una nobile essenza e va trattata con rispetto. Anticamente le coste dell'Italia erano coperte di estese foreste di questi alberi maestosi e sempreverdi dalla chioma a ombrello e contribuivano a ombreggiare, ma sopratutto a ossigenare ed imbalsamare col loro profumo le aree spesso insalubri delle maremme. Essi intrecciano i loro rami per proteggersi e sostenersi dalle terribili tempeste di vento tipiche nell'area Mediterranea specie nel periodo autunnale. Ricordate cosa capitò a Ulisse nel Mediterraneo e nel Tirreno mentre cercava di tornare a casa sua dopo la vittoria su Troia?
Ma i pini vanno lasciati liberi di espandersi e di intrecciare le loro chiome in orizzontale, di crescere vicini, di proteggersi tra loro per proteggere il territorio su cui vivono. Possono dover sacrificare qualche ramo alla tempesta, ma così possono evitare di essere sradicati e continuare a fare scudo a ciò che è sotto e dietro; le loro chiome offrono alloggio e cibo a passerotti, usignoli e pettirossi, che ci allietano col loro canto.
Se un uragano strappa un ramo di uno di questi alberi però, occorre una potatura non certo tagliarlo a zero assieme a tutti gli alberi accanto!
I cittadini che hanno a cuore il loro ambiente e il loro storico paesaggio urbano dicono basta con la distruzione radicale e violenta dei pini di Fabrica !
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 18 novembre 2019