Senza consenso è violenza: fermiamola ora

Il problema

Nei giorni scorsi, in Senato, il disegno di legge sulla violenza di genere approvato all’unanimità a novembre è stato modificato in modo sostanziale.
Con un cambiamento solo apparentemente minimo, il riferimento al consenso è stato sostituito con quello al dissenso.

Non è una questione tecnica.
È una scelta che incide direttamente sulla tutela delle vittime di violenza sessuale.

Spostare l’attenzione dal consenso al dissenso significa far ricadere sulla persona che subisce violenza l’onere di dimostrare di essersi opposta, ribaltando un principio fondamentale: ogni atto sessuale deve essere libero e volontario.

Il consenso non è interpretabile, non è presunto, non è “perdurante”: o c’è, o non c’è.
Introdurre il concetto di dissenso rischia di riportarci indietro di decenni, creando ambiguità e offrendo possibili alibi a chi commette violenza, invece di rafforzare la protezione delle vittime.

Le leggi sulla violenza sessuale devono proteggere, non colpevolizzare.
Devono ridurre il silenzio e la paura, non aumentare il peso su chi ha già subito una violazione.

Cosa chiediamo


Chiediamo che il testo del disegno di legge venga ripristinato nella sua formulazione originaria, riaffermando che:

•ogni atto sessuale senza consenso libero, espresso e attuale è violenza;
•non può essere la vittima a dover dimostrare di aver detto “no”;
•la legge deve stare dalla parte di chi subisce, non di chi aggredisce.

Difendere il consenso significa difendere la dignità, la libertà e la sicurezza delle persone.
Firmare questa petizione è un atto di responsabilità civile.

Una parola può cambiare una legge.
Questa firma può cambiarla di nuovo.

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Claudia MaronePromotore della petizione

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Il problema

Nei giorni scorsi, in Senato, il disegno di legge sulla violenza di genere approvato all’unanimità a novembre è stato modificato in modo sostanziale.
Con un cambiamento solo apparentemente minimo, il riferimento al consenso è stato sostituito con quello al dissenso.

Non è una questione tecnica.
È una scelta che incide direttamente sulla tutela delle vittime di violenza sessuale.

Spostare l’attenzione dal consenso al dissenso significa far ricadere sulla persona che subisce violenza l’onere di dimostrare di essersi opposta, ribaltando un principio fondamentale: ogni atto sessuale deve essere libero e volontario.

Il consenso non è interpretabile, non è presunto, non è “perdurante”: o c’è, o non c’è.
Introdurre il concetto di dissenso rischia di riportarci indietro di decenni, creando ambiguità e offrendo possibili alibi a chi commette violenza, invece di rafforzare la protezione delle vittime.

Le leggi sulla violenza sessuale devono proteggere, non colpevolizzare.
Devono ridurre il silenzio e la paura, non aumentare il peso su chi ha già subito una violazione.

Cosa chiediamo


Chiediamo che il testo del disegno di legge venga ripristinato nella sua formulazione originaria, riaffermando che:

•ogni atto sessuale senza consenso libero, espresso e attuale è violenza;
•non può essere la vittima a dover dimostrare di aver detto “no”;
•la legge deve stare dalla parte di chi subisce, non di chi aggredisce.

Difendere il consenso significa difendere la dignità, la libertà e la sicurezza delle persone.
Firmare questa petizione è un atto di responsabilità civile.

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Petizione creata in data 22 gennaio 2026