Diciamo NO alle nuove linee guida sul randagismo in Sicilia. Presidente, le ritiri subito

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Egregio Presidente/Egregio Assessore/Egregi Ministri

noi cittadini, che in questi mesi abbiamo seguito con interesse e grandi aspettative il dialogo che la Regione aveva inteso instaurare con le Associazioni animaliste per la stesura di un programma che finalmente affrontasse l’emergenza randagismo in Sicilia, sia per quanto attiene alla pubblica sicurezza sia in relazione al benessere animale, siamo enormemente delusi ed esprimiamo il nostro dissenso sulle recentissime Linee Guida emanate sul tema dal Suo governo, che, come apprendiamo da pubbliche considerazioni da parte di Enti di tutela con lunga esperienza sul campo, “si risolvono in una mera relazione riepilogativa delle attuali condizioni del randagismo siciliano ed in parte come un’elencazione di principi astrattamente giusti, anche se di difficile applicazione in un contesto di emergenza come quello in atto in Sicilia, ma che vengono poi incredibilmente contraddetti nello stesso documento.”
Da sempre nelle regioni italiane che hanno risolto il problema del randagismo, alcuni principi sono alla base di un efficace programma di contenimento del fenomeno e gli stessi sono disattesi o fortemente limitati nell’attuale testo delle Linee guida:

La sterilizzazione è uno dei principali mezzi per arginare il fenomeno e non è pensabile lasciare la sua applicazione alla discrezionalità di non meglio definiti tecnici veterinari o educatori cinofili;

L'iscrizione in anagrafe canina va assolutamente incoraggiata e non ostacolata, non solo garantendone la gratuità presso i presìdi ASP, e prevedere una sanatoria per chi ( e sono migliaia) non si fosse ancora messo in regola;

Le adozioni presso i canili devono essere incentivate e promosse attraverso adeguate campagne, anche attraverso l’opera fondamentale delle Associazioni animaliste, il cui ingresso all’interno delle strutture deve essere sempre garantito, come previsto dalla legge nazionale, senza particolari autorizzazioni o la presenza di medici veterinari;

La collaborazione dei volontari e delle Associazioni animaliste è necessaria e fondamentale e va agevolata, non contrastata, essendo questa un utilissimo supporto per gli Enti preposti anche grazie all’attività di controllo da esse svolta sul territorio;

I Comuni e le ASP sono, da sempre e in maniera evidente, inadempienti dinanzi alla legge (complice anche il sovrapporsi di responsabilità e competenze), e vanno pertanto assolutamente ricondotti ai loro rispettivi obblighi, redistribuendo alcuni dei loro compiti, quali la cattura degli animali che deve essere posta a carico delle ASP;

La gestione dei canili deve essere meno possibile affidata a privati, mediante la costruzione di rifugi sanitari e per il ricovero pubblici, allo scopo di porre fine all’evidente business che il randagismo ha generato, con conseguente sovraffollamento delle strutture.

I principi di cui sopra vengono palesemente ignorati dalle Linee Guida emanate dalla Regione Sicilia, se non addirittura sconfessati da affermazioni alquanto gravi, e fanno piombare la nostra Terra indietro di decenni.
Pertanto, con la presente, chiediamo alle Autorità in indirizzo di voler provvedere, ognuno per la parte di competenza, ad una riconsiderazione delle Linee Guida in oggetto, alla luce dei principi sopra esposti e di un autentico interesse riguardo alla lotta al randagismo, restituendo dignità al ruolo delle Associazioni, il cui parere e le cui indicazioni solo possono rappresentare la base su cui edificare un serio e realizzabile programma per affrontare l’emergenza randagismo. Saremo al loro fianco nelle conseguenti azioni di protesta se le nostre richieste dovessero rimanere senza risposta.



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