SCUOLE CHIUSE SENZA PREAVVISO: IL DIRITTO ALLO STUDIO CALPESTATO PER 400 BAMBINI


SCUOLE CHIUSE SENZA PREAVVISO: IL DIRITTO ALLO STUDIO CALPESTATO PER 400 BAMBINI
Il problema
Torino, 18 dicembre 2025
Questa mattina, circa 400 famiglie e circa 80 docenti dell'IC Gino Strada e del nido d'infanzia "Giardino delle fiabe" si sono svegliate dentro un incubo burocratico e logistico. Cancelli sbarrati. Cordoni di polizia. Accesso negato.
I plessi Fontana e Rodari e il nido sono stati chiusi. Non per un guasto, non per un pericolo strutturale, ma per le operazioni di perquisizione del vicino centro sociale Askatasuna. E qui occorre essere chiari, cristallini, per evitare strumentalizzazioni: a famiglie e docenti, in questa sede, non interessa entrare nel merito politico dell'azione delle forze dell'ordine. Non è il nostro ruolo, non è la nostra battaglia.
La nostra battaglia è un'altra, ed è di civiltà: come è possibile, nel 2025, in una città che si definisce civile, chiudere tre scuole pubbliche senza un minimo di preavviso?
Il metodo del "fatto compiuto"
Ci troviamo di fronte a un atto di arroganza istituzionale inaccettabile. Chi ha pianificato l'operazione sapeva. La Questura sapeva. Le istituzioni sapevano. Nessuno ha tenuto in considerazione le esigenze della comunità?
La scuola è stata trattata come un dettaglio trascurabile, un danno collaterale accettabile in nome dell'ordine pubblico. Ma la scuola è ordine pubblico. La scuola è la prima istituzione del quartiere. Impedire a centinaia di bambini l'accesso all'istruzione, lasciando 400 famiglie nel panico alle 8:00 del mattino, è un atto di disordine sociale.
Genitori che devono andare al lavoro e si trovano costretti a tornare indietro, non sapendo a chi affidare i figli. Bambini, anche molto piccoli, che vedono la loro scuola circondata da agenti in assetto antisommossa. Docenti pronti a fare lezione, bloccati fuori.
Tutto questo accade oggi e domani. Gli ultimi due giorni prima della chiusura natalizia. I giorni delle feste di classe, degli scambi di auguri, dei momenti che costruiscono la comunità scolastica. Ci hanno rubato un momento significativo dell’anno scolastico e lo hanno fatto con il silenzio.
Domande che pretendono risposta
Poniamo alle autorità competenti delle domande semplici, che non ammettono il "silenzio stampa":
Qual è la gerarchia dei diritti in questa città?
La sicurezza è fondamentale, ma il diritto allo studio e alla continuità didattica vale così poco?
Chi pagherà per il disagio?
Non parliamo solo di soldi, ma soprattutto di fiducia. La fiducia che le famiglie ripongono nello Stato viene sgretolata quando lo Stato stesso ti chiude la porta in faccia senza spiegazioni.
Oggi i banchi sono vuoti, ma la nostra indignazione è piena. Siamo educatori e genitori, insegniamo il rispetto delle regole e la convivenza civile. Questa mattina, le istituzioni ci hanno dato una pessima lezione di entrambe.

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Il problema
Torino, 18 dicembre 2025
Questa mattina, circa 400 famiglie e circa 80 docenti dell'IC Gino Strada e del nido d'infanzia "Giardino delle fiabe" si sono svegliate dentro un incubo burocratico e logistico. Cancelli sbarrati. Cordoni di polizia. Accesso negato.
I plessi Fontana e Rodari e il nido sono stati chiusi. Non per un guasto, non per un pericolo strutturale, ma per le operazioni di perquisizione del vicino centro sociale Askatasuna. E qui occorre essere chiari, cristallini, per evitare strumentalizzazioni: a famiglie e docenti, in questa sede, non interessa entrare nel merito politico dell'azione delle forze dell'ordine. Non è il nostro ruolo, non è la nostra battaglia.
La nostra battaglia è un'altra, ed è di civiltà: come è possibile, nel 2025, in una città che si definisce civile, chiudere tre scuole pubbliche senza un minimo di preavviso?
Il metodo del "fatto compiuto"
Ci troviamo di fronte a un atto di arroganza istituzionale inaccettabile. Chi ha pianificato l'operazione sapeva. La Questura sapeva. Le istituzioni sapevano. Nessuno ha tenuto in considerazione le esigenze della comunità?
La scuola è stata trattata come un dettaglio trascurabile, un danno collaterale accettabile in nome dell'ordine pubblico. Ma la scuola è ordine pubblico. La scuola è la prima istituzione del quartiere. Impedire a centinaia di bambini l'accesso all'istruzione, lasciando 400 famiglie nel panico alle 8:00 del mattino, è un atto di disordine sociale.
Genitori che devono andare al lavoro e si trovano costretti a tornare indietro, non sapendo a chi affidare i figli. Bambini, anche molto piccoli, che vedono la loro scuola circondata da agenti in assetto antisommossa. Docenti pronti a fare lezione, bloccati fuori.
Tutto questo accade oggi e domani. Gli ultimi due giorni prima della chiusura natalizia. I giorni delle feste di classe, degli scambi di auguri, dei momenti che costruiscono la comunità scolastica. Ci hanno rubato un momento significativo dell’anno scolastico e lo hanno fatto con il silenzio.
Domande che pretendono risposta
Poniamo alle autorità competenti delle domande semplici, che non ammettono il "silenzio stampa":
Qual è la gerarchia dei diritti in questa città?
La sicurezza è fondamentale, ma il diritto allo studio e alla continuità didattica vale così poco?
Chi pagherà per il disagio?
Non parliamo solo di soldi, ma soprattutto di fiducia. La fiducia che le famiglie ripongono nello Stato viene sgretolata quando lo Stato stesso ti chiude la porta in faccia senza spiegazioni.
Oggi i banchi sono vuoti, ma la nostra indignazione è piena. Siamo educatori e genitori, insegniamo il rispetto delle regole e la convivenza civile. Questa mattina, le istituzioni ci hanno dato una pessima lezione di entrambe.

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Petizione creata in data 18 dicembre 2025