Scrivere una lettera aperta al Presidente della Repubblica

Firmatari recenti
lorena de biasi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Da cittadino italiano indignato, sento la necessità di sollevare una questione di rispetto istituzionale che ho recentemente osservato. Il 5 marzo scorso, una registrazione audio e visiva ha catturato un momento particolarmente sconveniente accaduto al Senato della Repubblica. Durante la seduta, il Presidente del Senato si è rivolto ad un funzionario con la frase: "come si chiama quel coglione che urla?". Un linguaggio del genere, specialmente in un contesto istituzionale di così alto rilievo, non è solo inappropriato ma erode la dignità e il rispetto che dovrebbero essere fondamentali in ogni ambito governativo.

In un'Italia dove cerchiamo di costruire un futuro basato su valori di rispetto e integrità, è imperativo che i nostri leader e rappresentanti riflettano questi ideali anche attraverso il loro linguaggio. Le istituzioni devono essere esempio di comportamento etico e responsabile, un faro per tutta la società.

Proponiamo quindi di mandare una lettera aperta al Presidente della Repubblica affinché prenda una posizione netta su questo episodio, richiamando all'ordine il Presidente del Senato e sottolineando l'importanza del mantenimento di un linguaggio rispettoso nelle nostre istituzioni.

Invito il Presidente della Repubblica a considerare questo gesto come un modo per ribadire l'importanza del rispetto reciproco, della comunicazione civile e dell'onore che dovrebbero caratterizzare chiunque rappresenti la nostra nazione.

Vi chiedo di unirvi a me, firmando questa petizione, per inviare un messaggio chiaro a chi è al potere: le parole contano, i valori contano. Noi cittadini non possiamo tollerare né accettare che il linguaggio dell'odio e del disprezzo entri nelle nostre istituzioni. La vostra firma è importante per il cambiamento. Firmate per il rispetto e la dignità delle nostre istituzioni.
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Alessandro NapolitanoPromotore della petizione

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Il problema

Da cittadino italiano indignato, sento la necessità di sollevare una questione di rispetto istituzionale che ho recentemente osservato. Il 5 marzo scorso, una registrazione audio e visiva ha catturato un momento particolarmente sconveniente accaduto al Senato della Repubblica. Durante la seduta, il Presidente del Senato si è rivolto ad un funzionario con la frase: "come si chiama quel coglione che urla?". Un linguaggio del genere, specialmente in un contesto istituzionale di così alto rilievo, non è solo inappropriato ma erode la dignità e il rispetto che dovrebbero essere fondamentali in ogni ambito governativo.

In un'Italia dove cerchiamo di costruire un futuro basato su valori di rispetto e integrità, è imperativo che i nostri leader e rappresentanti riflettano questi ideali anche attraverso il loro linguaggio. Le istituzioni devono essere esempio di comportamento etico e responsabile, un faro per tutta la società.

Proponiamo quindi di mandare una lettera aperta al Presidente della Repubblica affinché prenda una posizione netta su questo episodio, richiamando all'ordine il Presidente del Senato e sottolineando l'importanza del mantenimento di un linguaggio rispettoso nelle nostre istituzioni.

Invito il Presidente della Repubblica a considerare questo gesto come un modo per ribadire l'importanza del rispetto reciproco, della comunicazione civile e dell'onore che dovrebbero caratterizzare chiunque rappresenti la nostra nazione.

Vi chiedo di unirvi a me, firmando questa petizione, per inviare un messaggio chiaro a chi è al potere: le parole contano, i valori contano. Noi cittadini non possiamo tollerare né accettare che il linguaggio dell'odio e del disprezzo entri nelle nostre istituzioni. La vostra firma è importante per il cambiamento. Firmate per il rispetto e la dignità delle nostre istituzioni.
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Petizione creata in data 11 marzo 2026