Scandalo rinnovabili, si pagherà l'energia inutile e che si butta


Scandalo rinnovabili, si pagherà l'energia inutile e che si butta
Il problema
✉️ DESTINATARIO
Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Scandalo rinnovabili, si pagherà l'energia inutile e che si butta
Energia rinnovabile "producibile" verrà pagata a caro prezzo con le bollette degli italiani e buttata perché inutile!
Con questa petizione si vuole nel contempo denunciare uno scandalo imminente, senza precedenti, nel sistema energetico italiano e chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri di non adottare una specifica disposizione contenuta nel decreto legislativo di recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III), perché sarebbe disastrosa per le bollette degli italiani, devastante per territori come la Sardegna, e non solo, costituirebbe un regalo alla speculazione energetica e un boomerang per i conti pubblici del Paese!
Il decreto legislativo che il Consiglio dei Ministri si accinge a varare nei prossimi giorni, dopo che è stato licenziato dal Parlamento, all’articolo 6, modifica l’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 199 del 2021 dispone che gli incentivi miliardari alle fonti rinnovabili possano essere riconosciuti:
“sulla base dell’energia elettrica immessa in rete o autoconsumata, ovvero sulla base dell’energia elettrica producibile”
La presente petizione si oppone con somma urgenza e forza alla disposizione contenuta, come detto, all'art.6 del Decreto legislativo richiamato, riguarda in modo specifico e puntuale la seconda parte della disposizione, cioè l’incentivazione “sulla base dell’energia elettrica producibile”.
È questa espressione – “energia elettrica producibile” – che rende la norma inaccettabile.
Cosa significa davvero “energia producibile”
“Energia producibile” non significa energia prodotta.
Significa energia teorica, calcolata sulla carta in base alla potenza degli impianti, anche se quell’energia non viene utilizzata, non entra in rete, non serve al sistema o viene fermata perché la rete è piena.
In altre parole:
- si verrebbero a pagare ingenti incentivi miliardari anche quando l’energia non serve
- anche quando non può essere trasportata
- anche quando viene ridotta o bloccata
- anche quando viene letteralmente buttata
È un cambio di principio gravissimo: lo Stato non pagherebbe più l’energia utile, ma la semplice esistenza degli impianti.
Perché questa norma farà esplodere le bollette
Gli incentivi alle rinnovabili li pagano i cittadini, attraverso gli oneri di sistema nelle bollette elettriche.
Se si iniziano a incentivare anche:
- energia non usata
- energia non necessaria
- energia non integrabile nel sistema
- gli oneri di sistema aumentano automaticamente.
E quando aumentano gli oneri:
- aumentano le bollette delle famiglie
- aumentano i costi per le imprese
- aumenta il costo della vita
Questa norma non ha alcun tetto certo di spesa: più impianti vengono autorizzati, più incentivi devono essere pagati, indipendentemente dall’utilità reale dell’energia prodotta.
Il caso Sardegna: la prova concreta del disastro
In Sardegna questo meccanismo è già evidente.
Richieste di nuovi impianti rinnovabili: circa 50.000 megawatt
Capacità reale di esportare energia verso il continente: circa 2.000 megawatt
Questo significa che oltre il 90% dell’energia potenziale non potrà essere utilizzata.
Eppure, con questa norma:
- quegli impianti potrebbero essere comunque incentivati
- l’energia verrebbe in gran parte buttata
- i costi finirebbero sulle bollette di tutti gli italiani
Parliamo di oltre 7 miliardi di euro all’anno di incentivi per energia inutile.
La Sardegna verrebbe trasformata in una fabbrica di incentivi, con:
- territori devastati
- nessun beneficio energetico reale
- rendite garantite agli speculatori
- costi scaricati sulla collettività nazionale
Un regalo alla speculazione energetica
Questa norma:
- elimina il rischio industriale per gli investitori
- garantisce ricavi anche senza energia utile
- incentiva la corsa agli impianti solo per incassare incentivi
- premia chi occupa territorio, non chi produce valore
È l’incentivo perfetto alla speculazione energetica, non alla transizione ecologica.
L’effetto boomerang sui conti pubblici
Un aumento strutturale e incontrollato del costo dell’energia:
- riduce i consumi delle famiglie
- impoverisce i redditi
- frena l’economia
- riduce il PIL
- riduce il gettito fiscale
Quando famiglie e imprese non ce la fanno più, lo Stato è costretto a intervenire con:
- bonus
- sussidi
- compensazioni
Il risultato è un doppio danno:
- prima si aumentano le bollette
- poi si usano risorse pubbliche per tamponare il disastro
Questo è l’esatto contrario di una gestione responsabile dei conti pubblici.
Questa norma danneggia anche le rinnovabili
Pagare energia inutile:
- aumenta i costi
- genera conflitti territoriali
- distrugge il consenso sociale
- mette cittadini e rinnovabili uno contro l’altro
La transizione energetica non può essere costruita contro le famiglie.
Si chiede al Presidente, con chiarezza e fermezza di:
- non adottare il decreto legislativo nella parte che introduce l’incentivazione basata sull’“energia elettrica producibile”
- stralciare dal testo la formula “ovvero sulla base dell’energia elettrica producibile”
- difendere le bollette degli italiani
- fermare un regalo alla speculazione energetica
- evitare un disastro economico e sociale annunciato
- cancellare gli incentivi miliardari ai grandi impianti di rinnovabili e concentrarli sull'autoconsumo e sulle comunità energetiche sostenibili e di natura pubblica
È indispensabile firmare questa petizione perché questa norma:
- colpisce tutti, partendo dalle bollette
- devasta territori fragili
- arricchisce pochi
- impoverisce milioni di famiglie
Tale petizione è stata già trasmessa alla Camera dei Deputati ai sensi dell'art.50 della Costituzione

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Il problema
✉️ DESTINATARIO
Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Scandalo rinnovabili, si pagherà l'energia inutile e che si butta
Energia rinnovabile "producibile" verrà pagata a caro prezzo con le bollette degli italiani e buttata perché inutile!
Con questa petizione si vuole nel contempo denunciare uno scandalo imminente, senza precedenti, nel sistema energetico italiano e chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri di non adottare una specifica disposizione contenuta nel decreto legislativo di recepimento della Direttiva (UE) 2023/2413 (RED III), perché sarebbe disastrosa per le bollette degli italiani, devastante per territori come la Sardegna, e non solo, costituirebbe un regalo alla speculazione energetica e un boomerang per i conti pubblici del Paese!
Il decreto legislativo che il Consiglio dei Ministri si accinge a varare nei prossimi giorni, dopo che è stato licenziato dal Parlamento, all’articolo 6, modifica l’articolo 5, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 199 del 2021 dispone che gli incentivi miliardari alle fonti rinnovabili possano essere riconosciuti:
“sulla base dell’energia elettrica immessa in rete o autoconsumata, ovvero sulla base dell’energia elettrica producibile”
La presente petizione si oppone con somma urgenza e forza alla disposizione contenuta, come detto, all'art.6 del Decreto legislativo richiamato, riguarda in modo specifico e puntuale la seconda parte della disposizione, cioè l’incentivazione “sulla base dell’energia elettrica producibile”.
È questa espressione – “energia elettrica producibile” – che rende la norma inaccettabile.
Cosa significa davvero “energia producibile”
“Energia producibile” non significa energia prodotta.
Significa energia teorica, calcolata sulla carta in base alla potenza degli impianti, anche se quell’energia non viene utilizzata, non entra in rete, non serve al sistema o viene fermata perché la rete è piena.
In altre parole:
- si verrebbero a pagare ingenti incentivi miliardari anche quando l’energia non serve
- anche quando non può essere trasportata
- anche quando viene ridotta o bloccata
- anche quando viene letteralmente buttata
È un cambio di principio gravissimo: lo Stato non pagherebbe più l’energia utile, ma la semplice esistenza degli impianti.
Perché questa norma farà esplodere le bollette
Gli incentivi alle rinnovabili li pagano i cittadini, attraverso gli oneri di sistema nelle bollette elettriche.
Se si iniziano a incentivare anche:
- energia non usata
- energia non necessaria
- energia non integrabile nel sistema
- gli oneri di sistema aumentano automaticamente.
E quando aumentano gli oneri:
- aumentano le bollette delle famiglie
- aumentano i costi per le imprese
- aumenta il costo della vita
Questa norma non ha alcun tetto certo di spesa: più impianti vengono autorizzati, più incentivi devono essere pagati, indipendentemente dall’utilità reale dell’energia prodotta.
Il caso Sardegna: la prova concreta del disastro
In Sardegna questo meccanismo è già evidente.
Richieste di nuovi impianti rinnovabili: circa 50.000 megawatt
Capacità reale di esportare energia verso il continente: circa 2.000 megawatt
Questo significa che oltre il 90% dell’energia potenziale non potrà essere utilizzata.
Eppure, con questa norma:
- quegli impianti potrebbero essere comunque incentivati
- l’energia verrebbe in gran parte buttata
- i costi finirebbero sulle bollette di tutti gli italiani
Parliamo di oltre 7 miliardi di euro all’anno di incentivi per energia inutile.
La Sardegna verrebbe trasformata in una fabbrica di incentivi, con:
- territori devastati
- nessun beneficio energetico reale
- rendite garantite agli speculatori
- costi scaricati sulla collettività nazionale
Un regalo alla speculazione energetica
Questa norma:
- elimina il rischio industriale per gli investitori
- garantisce ricavi anche senza energia utile
- incentiva la corsa agli impianti solo per incassare incentivi
- premia chi occupa territorio, non chi produce valore
È l’incentivo perfetto alla speculazione energetica, non alla transizione ecologica.
L’effetto boomerang sui conti pubblici
Un aumento strutturale e incontrollato del costo dell’energia:
- riduce i consumi delle famiglie
- impoverisce i redditi
- frena l’economia
- riduce il PIL
- riduce il gettito fiscale
Quando famiglie e imprese non ce la fanno più, lo Stato è costretto a intervenire con:
- bonus
- sussidi
- compensazioni
Il risultato è un doppio danno:
- prima si aumentano le bollette
- poi si usano risorse pubbliche per tamponare il disastro
Questo è l’esatto contrario di una gestione responsabile dei conti pubblici.
Questa norma danneggia anche le rinnovabili
Pagare energia inutile:
- aumenta i costi
- genera conflitti territoriali
- distrugge il consenso sociale
- mette cittadini e rinnovabili uno contro l’altro
La transizione energetica non può essere costruita contro le famiglie.
Si chiede al Presidente, con chiarezza e fermezza di:
- non adottare il decreto legislativo nella parte che introduce l’incentivazione basata sull’“energia elettrica producibile”
- stralciare dal testo la formula “ovvero sulla base dell’energia elettrica producibile”
- difendere le bollette degli italiani
- fermare un regalo alla speculazione energetica
- evitare un disastro economico e sociale annunciato
- cancellare gli incentivi miliardari ai grandi impianti di rinnovabili e concentrarli sull'autoconsumo e sulle comunità energetiche sostenibili e di natura pubblica
È indispensabile firmare questa petizione perché questa norma:
- colpisce tutti, partendo dalle bollette
- devasta territori fragili
- arricchisce pochi
- impoverisce milioni di famiglie
Tale petizione è stata già trasmessa alla Camera dei Deputati ai sensi dell'art.50 della Costituzione

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Voci dei sostenitori
Petizione creata in data 17 gennaio 2026