Sanzioni italiane ad Israele

47

Raggiungiamo 50 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

Petizione per sanzionare lo stato terrorista di Israele.

Dall'ottobre 2023 le forze israeliane hanno ucciso a Gaza oltre 73.000 palestinesi (tra loro più di 21.000 bambini), secondo i registri del Ministero della Salute della Striscia, ritenuti attendibili dalle agenzie delle Nazioni Unite. Nell'agosto 2025 nella Striscia è stata ufficialmente dichiarata la carestia. La tregua dell'ottobre 2025 non ha fermato la strage: da allora oltre mille palestinesi sono stati uccisi, gli aiuti umanitari restano razionati e le ordinanze della Corte Internazionale di Giustizia continuano a essere violate.

Questa non è una guerra: è un genocidio. Lo ha concluso Amnesty International nel dicembre 2024; lo ha certificato il 16 settembre 2025 la Commissione d'inchiesta ONU presieduta da Navi Pillay, con l'intento di distruggere i palestinesi di Gaza, e la responsabilità risale ai massimi vertici dello Stato.

La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati d'arresto contro il primo ministro Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, incluso l'uso della fame come arma di guerra; la Commissione ONU ha chiesto di aggiungere l'accusa di genocidio. La Corte Internazionale di Giustizia ha riconosciuto fin dal gennaio 2024 il rischio plausibile di genocidio e ha ordinato misure cautelari che Israele ha sistematicamente ignorato.

Dietro i numeri ci sono atrocità documentate una per una. A Gaza: Hind Rajab, cinque anni, intrappolata per ore tra i corpi dei suoi familiari a implorare aiuto al telefono, uccisa da un carro armato che ha sparato 335 colpi contro l'auto; quindici paramedici e soccorritori massacrati a Rafah nel marzo 2025 e sepolti con le loro ambulanze in una fossa comune, Israele negò, finché il video trovato nel telefono di una delle vittime non lo smentì; oltre 2.600 persone uccise mentre cercavano cibo ai punti di distribuzione, che un soldato israeliano ha definito «un campo di sterminio»; bambini uccisi da cecchini e droni con un colpo solo alla testa o al torace, come documentato dalla Commissione d'inchiesta ONU; migliaia di bambini amputati. In Cisgiordania, dove Hamas non governa: oltre mille palestinesi uccisi da militari e coloni;  attacchi dei coloni al ritmo di cinque al giorno, il massimo mai registrato dall'ONU. Nelle carceri torture sistematiche documentate dalle Nazioni Unite, scariche elettriche, waterboarding, bruciature di sigaretta, detenuti bendati e ammanettati per settimane, lo stupro di un prigioniero da parte delle guardie nel campo di Sde Teiman, ripreso in video...

Israele è uno Stato terrorista: lo ha documentato il sociologo Alessandro Orsini. Il suo governo è l'erede del nazismo: lo ha denunciato Vincenzo De Luca, chiedendo contro Israele le stesse misure adottate contro la Russia. Quello in corso è un genocidio di cui l'Occidente è complice: lo scrive la giornalista Rula Jebreal. Hanno ragione. E come ha ammonito la stessa presidente della Commissione ONU, davanti alle prove di un genocidio l'assenza di azione equivale a complicità: ogni giorno di inerzia rende complici anche l'Italia e l'Europa.

Condanniamo senza riserve la carneficina del 7 ottobre 2023: 1.200 morti e 251 ostaggi. Ma non riteniamo Hamas il solo responsabile di quella strage: per anni Netanyahu ha autorizzato i finanziamenti qatarioti a Hamas, mandando il capo del Mossad a Doha a garantirli, per dividere i palestinesi e indebilire l'Autorità Nazionale Palestinese, come ammesso da ex funzionari del Mossad. Inoltre, Israele conosceva da un anno l'esatto piano d'attacco e lo ignorò; gli avvertimenti, anche egiziani, furono ignorati; due giorni prima, reparti furono spostati dal confine di Gaza alla Cisgiordania e metà dei soldati era in licenza. Affermiamo la responsabilità, se non la complicità, dei vertici israeliani, che infatti ha potuto così usare il 7 ottobre per giustificare la successiva invasione militare della striscia di Gaza.

Contro la Russia, sanzioni durissime e 210 miliardi di euro di beni sovrani congelati. Contro Israele, riconosciuto responsabile di genocidio da una Commissione d'inchiesta ONU, nulla. Questo doppio standard è una delle vergogne dell'Occidente e seppellisce ogni sua lezione di diritto internazionale.


In nome di quello che ci resta di esseri umani, CHIEDIAMO e PRETENDIAMO:
(1) Sanzioni contro Israele in ogni ambito — economico, finanziario, tecnologico e militare — con embargo totale sulle armi (importazione, esportazione, transito);
(2) Interruzione dei rapporti commerciali con Israele e  sospensione dell'Accordo di associazione UE-Israele (restano escluse le manifestazioni culturali e sportive).
(3) Chiusura dell'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e l'espulsione dell'ambasciatore israeliano da Roma, come già deciso da Stati quali Colombia e Bolivia, che hanno interrotto le relazioni diplomatiche con Israele.
(4) Il congelamento immediato di tutti i beni dello Stato israeliano presenti in Italia, e la promozione della stessa misura a livello europeo, secondo il modello applicato alla Federazione Russa.
(5) Il riconoscimento immediato dello Stato di Palestina — già riconosciuto da oltre 157 dei 193 membri delle Nazioni Unite, tra cui Francia, Regno Unito, Spagna e Canada — e l'apertura di un'ambasciata d'Italia presso lo Stato di Palestina.
(6) La sollecitazione a tutta la comunità internazionale e alle Nazioni Unite affinché pretendano la totale smilitarizzazione dello Stato di Israele (a partire dallo smantellamento del suo arsenale nucleare) ed il processo dei vertici politici e militari israeliani davanti a un tribunale penale internazionale (un nuovo processo di Norimberga) per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

avatar of the starter
Francesco GrimaldiPromotore della petizioneRingrazio Marco Travaglio e tutto il Fatto Quotidiano per la loro attività di vera informazione, non asservita agli USA e portata avanti senza fondi pubblici.

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 13 luglio 2026