Salviamo Wired Italia

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Valentina Dini e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Wired Italia rappresenta un faro nel panorama della narrazione tecnologica nel nostro paese. È una fonte insostituibile di informazione, innovazione e ispirazione. Un presidio che è un collegamento vitale tra i professionisti della tecnologia, i creativi e i pensatori visionari che stanno plasmando il nostro futuro. Senza di essa, rischiamo di perdere una piattaforma cruciale che favorisce le idee e il dialogo attorno alle tecnologie emergenti e il loro impatto sulla società italiana.

Attualmente, Wired Italia è minacciata di chiusura dal suo editore americano, Condé Nast, una decisione inaccettabile motivata dal CEO con una sola motivazione: "unprofitable". Una decisione  dal momento che manca di rispetto all'enorme valore intangibile che la testata ha per il nostro panorama culturale e tecnologico e per l'ecosistema dell'innovazione italiana. In un contesto globale dove l'evoluzione tecnologica procede a ritmi vertiginosi, è più importante che mai avere una testata italiana che racconti, interpreti e comprenda le specificità locali e le applicazioni della tecnologia.

Vi sono dati convincenti che dimostrano che Wired Italia è stata un motore di cambiamento e progresso. Ha ospitato pensatori influenti e ha messo in luce innovatori italiani che hanno fatto la differenza a livello globale. Senza il suo contributo, le voci più vitali e rivoluzionarie del nostro paese potrebbero essere silenziate.

Proponiamo pertanto di esplorare tutte le vie possibili per mantenere in vita Wired Italia, magari attraverso l'ingresso di nuovi partner editoriali o investitori che credano nella sua missione e nel suo potenziale. Chiediamo a Condé Nast di riconsiderare la decisione di chiudere Wired Italia e di collaborare con noi nella ricerca di soluzioni concrete e sostenibili affinché questa testata continui ad arricchirci intellettualmente, e sia possibile non disperdere il valore della comunità che si è federata intorno a essa.

Unisciti a noi nel salvare un pilastro della nostra cultura tecnologica. Firma la petizione per chiedere a Condé Nast di mantenere in vita Wired Italia!

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Filippo LubranoPromotore della petizione

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Wired Italia rappresenta un faro nel panorama della narrazione tecnologica nel nostro paese. È una fonte insostituibile di informazione, innovazione e ispirazione. Un presidio che è un collegamento vitale tra i professionisti della tecnologia, i creativi e i pensatori visionari che stanno plasmando il nostro futuro. Senza di essa, rischiamo di perdere una piattaforma cruciale che favorisce le idee e il dialogo attorno alle tecnologie emergenti e il loro impatto sulla società italiana.

Attualmente, Wired Italia è minacciata di chiusura dal suo editore americano, Condé Nast, una decisione inaccettabile motivata dal CEO con una sola motivazione: "unprofitable". Una decisione  dal momento che manca di rispetto all'enorme valore intangibile che la testata ha per il nostro panorama culturale e tecnologico e per l'ecosistema dell'innovazione italiana. In un contesto globale dove l'evoluzione tecnologica procede a ritmi vertiginosi, è più importante che mai avere una testata italiana che racconti, interpreti e comprenda le specificità locali e le applicazioni della tecnologia.

Vi sono dati convincenti che dimostrano che Wired Italia è stata un motore di cambiamento e progresso. Ha ospitato pensatori influenti e ha messo in luce innovatori italiani che hanno fatto la differenza a livello globale. Senza il suo contributo, le voci più vitali e rivoluzionarie del nostro paese potrebbero essere silenziate.

Proponiamo pertanto di esplorare tutte le vie possibili per mantenere in vita Wired Italia, magari attraverso l'ingresso di nuovi partner editoriali o investitori che credano nella sua missione e nel suo potenziale. Chiediamo a Condé Nast di riconsiderare la decisione di chiudere Wired Italia e di collaborare con noi nella ricerca di soluzioni concrete e sostenibili affinché questa testata continui ad arricchirci intellettualmente, e sia possibile non disperdere il valore della comunità che si è federata intorno a essa.

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Petizione creata in data 17 aprile 2026