Salviamo Roma dall'emergenza rifiuti!

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Siamo stufi marci di tacere.
Marci come l’immondizia che si decompone sotto il sole capitolino. A Roma l’emergenza rifiuti è insostenibile. In certe zone e a certe ore del giorno non si respira dal tanfo. Lo scenario che si para davanti agli occhi dei cittadini è apocalittico: i cassonetti straripano come vulcani in eruzione. L’emergenza è qui e ora. Se non ci ribelliamo subito saremo tutti complici. Aiutaci a dare una spinta dal basso affinché arrivi un serio aiuto dall’alto. Firma questa petizione!

L'8 febbraio, dopo che la Giunta capitolina ha bocciato il bilancio 2017 della municipalizzata Ama, l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari ha rassegnato le proprie dimissioni alla sindaca Virginia Raggi. (fonte)

Il 27 marzo Luigi Palumbo, il commissario (nominato dal tribunale) che guida la Discarica di Malagrotta (principale sito di stoccaggio della città di Roma) e che gestisce i due impianti di trattamento che normalmente lavorano 1.250 tonnellate di rifiuti indifferenziati, informa l'Ama del fatto che dal 25 aprile i Tmb avrebbero funzionato a metà.
In quei giorni la sindaca Raggi solleva dall'incarico tutto il Cda dell'Ama, senza formarne uno nuovo. L’azienda viene affidata al direttore esecutivo, Massimo Bagatti. Luigi Palumbo accetta un compromesso e fa slittare al 27 maggio lo stop più consistente degli impianti (sono partiti più gradualmente con “meno 200 tonnellate”). (fonte)

Dall'incendio del Tmb Salario del dicembre 2018, altri due impianti di smaltimento sono andati a fuoco, nel Prenestino in aprile e su via Collatina vecchia a giugno (entrambi abusivi ed entrambi incendi di natura dolosa).

Da febbraio a giugno l’Ama non ha avuto né un presidente né un amministratore delegato, e il 50% dei mezzi è fermo e in avaria. (fonte)
Il 7 giugno la sindaca Virginia Raggi ha nominato il nuovo CdA dell'Ama (il sesto in tre anni), composto da Luisa Melara in qualità di presidente, Paolo Longoni come amministratore delegato e il consigliere Massimo Ranieri. (fonte)

Il 26 giugno il capo della Direzione generale per i Rifiuti e l’Inquinamento, Mariano Grillo, ha firmato una lettera indirizzata al Campidoglio, destinata al direttore del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma, Silvio Monti. Nel testo vengono messe in discussione le promesse dell’amministrazione di Roma, in particolare quelle fatte dall’Ama. (fonte)

Da metà giugno Roma è in evidente stato di emergenza rifiuti. Dobbiamo porre rimedio a questa problematica prima che diventi un'emergenza sanitaria.

Situazione cassonetti in zona Cipro
Situazione cassonetti in zona Garbatella
Situazione cassonetti in zona Prati
Situazione cassonetti in zona Appio Latino

C’è bisogno di un intervento repentino e deciso da parte le autorità competenti.

Pertanto, con questa petizione si richiede:

ALLA SINDACA DI ROMA VIRGINIA RAGGI, AL DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO AMBIENTE DEL COMUNE DI ROMA SILVIO MONTI E ALLA DIRETTRICE DELLA DIREZIONI RIFIUTI, RISANAMENTI E INQUINAMENTI LAURA D'APRILE, di vagliare un piano mirato alla gestione e risoluzione dell’emergenza ponendo tale problematica in cima agli ordini del giorno della Giunta Capitolina. Tale piano deve interessare ogni aspetto della vita cittadina, ripensando la gestione di tutti gli spazi pubblici in nome della sostenibilità.

AL DIRIGENTE AMA MASSIMO BAGATTI, ALLA PRESIDENTE LUISA MELARA, ALL'AMMINISTRATORE DELEGATO PAOLO LONGONI E AL CONSIGLIERE MASSIMO RANIERI, di riorganizzare l’intero piano d’azione dell’ente al fine di garantire un servizio efficace di raccolta, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti affinché la raccolta differenziata smetta di essere un mero strumento “educativo” ma un metodo concreto di gestione dei rifiuti urbani.

AL GOVERNATORE DELLA REGIONE LAZIO NICOLA ZINGARETTI, di porre questa emergenza al centro del proprio programma politico, garantendo un’adeguata distribuzione dei fondi regionali a sostegno delle politiche ambientali e creando, in sinergia con L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE MASSIMILIANO VALERIANI, un programma atto al recupero, la salvaguardia, e la rivalorizzazione del territorio attraverso le politiche green.

AL PRIMO MINISTRO GIUSEPPE CONTE, di smettere di guardare alle tematiche ambientali come a un fanalino di coda dell’agenda del Governo e iniziare a trattare la situazione per quella che è: un’emergenza. È fondamentale che il premier spinga per impiegare le risorse statali per contrastare tale emergenza, favorendo, grazie anche alla collaborazione con IL MINISTRO DELL’AMBIENTE SERGIO COSTA, l’introduzione di leggi ad hoc che vengano incontro alle esigenze delle Regioni e, di conseguenza, dei Comuni.

Queste persone hanno il potere di compiere dei cambiamenti sostanziali. Noi abbiamo il dovere civico e morale di lottare affinché ciò avvenga.
Il primo passo deve venire da noi. Oltre a protestare, dobbiamo far sì che il cambiamento avvenga nei comportamenti di tutti i giorni. È il cittadino a doversi prendere cura della propria città.


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