Salviamo Le Rose

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Il problema

La cooperativa sociale Le Rose rappresenta un faro di inclusione e innovazione nel campo dell'integrazione delle disabilità. Nata 35 anni fa come iniziativa dal basso, la Cooperativa ha dato vita a un servizio di centro diurno per disabili che può essere considerato un modello unico di integrazione tra socialità, salute, educazione, natura, arte e bellezza per tutti, e nel tempo ha costruito una comunità di supporto ampia, molteplice e intergenerazionale. Le Rose non è solo un servizio socio-sanitario, ma un Bene Comune che si è sviluppato con la partecipazione attiva di tante persone, e che riflette la storia e l'identità culturale della nostra comunità.

Purtroppo, questa esperienza è oggi in grave pericolo: l’Azienda USL Toscana Centro (ASL), proprietaria degli spazi in cui opera la cooperativa, da anni sta facendo pressioni affinché Le Rose lasci la propria sede in via Quintole (Impruneta - Firenze).

Ormai 5 anni fa, la ASL ha dichiarato inagibile l’edificio principale, con la promessa di aprire un tavolo di co-progettazione per risolvere le criticità strutturali e normative, che di fatto non ha mai preso avvio. Tale azione ha determinato difficili condizioni per la prosecuzione materiale del servizio, a cui si è aggiunta la ripetuta minaccia di sospendere le rette e disperdere il gruppo degli utenti, se il servizio non fosse stato trasferito. Proprio la necessità di tutelare le famiglie e i ragazzi, che da oltre 30 anni frequentano Le Rose, ha portato la Cooperativa alla sofferta decisione di trasferire le attività del centro diurno presso una nuova sede a San Casciano in Val di Pesa, a partire da settembre 2026. La proprietà, per tutta risposta, ha dichiarato che appena il centro diurno sarà trasferito, metterà i sigilli agli spazi, anche se ad oggi ammette di non avere progetti su quei luoghi. 

Siamo fermamente convinti che Le Rose debba restare aperta e operativa, continuando a fornire i servizi essenziali che migliorano la qualità della vita di molte persone, che si sono sviluppati a partire dalla centralità del tema dell’inclusione e della disabilità: centri estivi, gite scolastiche, incontri per famiglie, laboratori artistici e creativi per tutti, momenti conviviali e culturali aperti alla comunità. Siamo fermamente convinti che gli spazi di via Quintole non debbano essere lasciati all’incuria, poiché sono ormai diventati un Bene Comune, che può offrire spazio a nuove idee e progetti che potrebbero ulteriormente arricchire il nostro territorio.

Alla ASL in qualità di proprietaria, al Comune di Impruneta dove si trovano gli spazi di via Quintole, ai sindaci e ai responsabili delle politiche sociali dei vari comuni che da anni usufruiscono dei nostri servizi e a tutte le istituzioni coinvolte chiediamo di avviare un dialogo costruttivo per trovare soluzioni che preservino questa importante esperienza, e in particolare:

  • poter fare una transizione graduale del servizio di centro diurno dalla sede storica a quella di Casalta, al fine di consentire ai nostri ragazzi di continuare a coltivare il legame con lo spazio che per loro è stato casa per 35 anni;
  • ottenere uso transitorio degli spazi di via Quintole per le Rose a condizioni da concordare con la proprietà, al fine di evitare che siano lasciati in abbandono;  
  • avviare il tavolo di co-progettazione con la proprietà e le istituzioni sul complesso delle Rose al fine di individuare nuove funzioni socio-sanitarie riconoscendo la peculiare  natura di Bene Comune degli spazi di via Quintole delle Rose, garantendo che rimangano accessibili alla cittadinanza tutta con progetti sociali ed educativi anche in futuro.

La tua partecipazione può fare la differenza: firma subito la petizione! 

Promotori:

Cooperativa sociale Le Rose

Associazione Le Rose

Comitato genitori dei ragazzi delle Rose

 

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Petizione creata in data 8 settembre 2026