

Salviamo le coste delle Egadi dalle speculazioni
Il problema
Salviamo lo Stornello e le Egadi: per il futuro e la salvaguardia dell’ecosistema e delle bellezze naturali di Favignana e delle Egadi.
Difendiamo l'anima delle Egadi: proteggiamo le coste dalle speculazioni.
Perché ciò che viene perso oggi potrebbe non tornare mai più.
Favignana e l’arcipelago delle Egadi stanno per perdere la propria anima. Quel fascino ancestrale, fatto di coste incontaminate, silenzi, calette selvagge e una biodiversità unica al mondo, rischia di sparire per sempre a causa di un modello di gestione del territorio che rischia di anteporre interessi economici alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Questo modello di sviluppo che corre verso progetti il cui scopo è esclusivamente di profitto e sfruttamento del territorio sta portando l'arcipelago verso un imminente collasso ecosistemico.
Le nuove concessioni minacciano la bellezza paesaggistica.
Il Comitato Salviamo lo Stornello e le Egadi nasce per difendere un territorio fragile, prezioso e minacciato.
Crediamo nella tutela della fauna e della flora locale, preservando l'identità di un territorio che deve fondare il proprio turismo sulla sostenibilità e sul rispetto della natura, non sul consumo irreversibile del suolo.
Le Isole Egadi non sono una merce.
Le nostre coste non sono spazi da occupare, privatizzare o trasformare senza limiti.
Chiediamo che venga ascoltata la voce di chi vive questi luoghi, li ama e vuole consegnarli integri ai propri figli e alle generazioni future.
Basta considerare le coste come una risorsa da sfruttare.
Ogni tratto di costa sottratto alla libera fruizione, ogni intervento non compatibile con l’equilibrio naturale, ogni scelta calata dall’alto senza un confronto trasparente rappresenta una perdita per tutti.
Le spiagge, le calette, le scogliere e il mare delle Egadi sono un patrimonio ambientale unico. Non possono diventare terreno di conquista per interessi privati o per una visione miope e fallimentare del turismo.
Vogliamo un futuro in cui il turismo conviva con la tutela del territorio, che rispetti la natura e l’identità di queste isole non un futuro in cui il territorio venga sacrificato al turismo.
Tra le Egadi Favignana è l’isola più esposta a questi attacchi ecocidi.
Non permettiamo che l'avidità distrugga ciò che la natura ha impiegato millenni a creare. Favignana deve rimanere l'isola selvaggia, libera e incontaminata che tutto il mondo ama.
L’isola di Favignana è oggi sotto un vero e proprio "assalto alla costa". Approfittando dell'assenza di strumenti di pianificazione urbanistica definitivi – come il Piano Urbanistico Generale (PUG) e il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUDM) – si sta assistendo a una proliferazione incontrollata di autorizzazioni, spesso rilasciate attraverso il pericoloso meccanismo del silenzio-assenso.
Le leggi per difendere questo paradiso esistono, ma vanno applicate.
Il territorio terrestre delle Egadi è tutelato dalla normativa europea attraverso la presenza di ben tre Zone Speciali di Conservazione (ZSC) regolate dalla Direttiva Comunitaria "Habitat" n. 43 del 1992. Le coste delle Egadi sono ecosistemi fragili protetti dalla rete Natura 2000, vincoli che impongono rigide Valutazioni di Incidenza Ambientale (VInCa) per qualsiasi intervento. Inoltre, lo specchio acqueo circostante è tutelato dall' Area Marina Protetta Isole Egadi, la riserva marina più grande d'Europa, il cui Regolamento di Esecuzione e Organizzazione vieta espressamente qualsiasi attività incompatibile con la conservazione degli habitat.
Un bene così importante non può essere affidato a procedure che permettono che il mancato intervento della pubblica amministrazione si trasformi in un’autorizzazione. Quando si parla di coste, paesaggio e ambiente, il silenzio non può diventare consenso.
No al silenzio assenso quando è in gioco il nostro ambiente. La tutela del territorio non può dipendere dall’assenza di una risposta: deve nascere da scelte responsabili e consapevoli.
Difendiamo oggi ciò che domani potrebbe non esserci più.
Le Isole Egadi sono un patrimonio naturale e culturale irripetibile. Ogni generazione ha il dovere di proteggerlo, non di consumarlo.
Con questa petizione chiediamo alle istituzioni locali, regionali e nazionali di:
• Fermare ogni forma di sfruttamento indiscriminato della fascia costiera;
• Garantire la salvaguardia degli ambienti naturali;
• Impedire che il silenzio assenso diventi uno strumento di aggiramento delle tutele;
• Mettere al centro il diritto collettivo al mare e alla bellezza dei nostri territori
Servono:
• controlli reali e rigorosi;
• norme chiare che salvaguardino la natura;
• valutazioni ambientali approfondite;
• protezione prioritaria del bene pubblico.

1324
Il problema
Salviamo lo Stornello e le Egadi: per il futuro e la salvaguardia dell’ecosistema e delle bellezze naturali di Favignana e delle Egadi.
Difendiamo l'anima delle Egadi: proteggiamo le coste dalle speculazioni.
Perché ciò che viene perso oggi potrebbe non tornare mai più.
Favignana e l’arcipelago delle Egadi stanno per perdere la propria anima. Quel fascino ancestrale, fatto di coste incontaminate, silenzi, calette selvagge e una biodiversità unica al mondo, rischia di sparire per sempre a causa di un modello di gestione del territorio che rischia di anteporre interessi economici alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.
Questo modello di sviluppo che corre verso progetti il cui scopo è esclusivamente di profitto e sfruttamento del territorio sta portando l'arcipelago verso un imminente collasso ecosistemico.
Le nuove concessioni minacciano la bellezza paesaggistica.
Il Comitato Salviamo lo Stornello e le Egadi nasce per difendere un territorio fragile, prezioso e minacciato.
Crediamo nella tutela della fauna e della flora locale, preservando l'identità di un territorio che deve fondare il proprio turismo sulla sostenibilità e sul rispetto della natura, non sul consumo irreversibile del suolo.
Le Isole Egadi non sono una merce.
Le nostre coste non sono spazi da occupare, privatizzare o trasformare senza limiti.
Chiediamo che venga ascoltata la voce di chi vive questi luoghi, li ama e vuole consegnarli integri ai propri figli e alle generazioni future.
Basta considerare le coste come una risorsa da sfruttare.
Ogni tratto di costa sottratto alla libera fruizione, ogni intervento non compatibile con l’equilibrio naturale, ogni scelta calata dall’alto senza un confronto trasparente rappresenta una perdita per tutti.
Le spiagge, le calette, le scogliere e il mare delle Egadi sono un patrimonio ambientale unico. Non possono diventare terreno di conquista per interessi privati o per una visione miope e fallimentare del turismo.
Vogliamo un futuro in cui il turismo conviva con la tutela del territorio, che rispetti la natura e l’identità di queste isole non un futuro in cui il territorio venga sacrificato al turismo.
Tra le Egadi Favignana è l’isola più esposta a questi attacchi ecocidi.
Non permettiamo che l'avidità distrugga ciò che la natura ha impiegato millenni a creare. Favignana deve rimanere l'isola selvaggia, libera e incontaminata che tutto il mondo ama.
L’isola di Favignana è oggi sotto un vero e proprio "assalto alla costa". Approfittando dell'assenza di strumenti di pianificazione urbanistica definitivi – come il Piano Urbanistico Generale (PUG) e il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime (PUDM) – si sta assistendo a una proliferazione incontrollata di autorizzazioni, spesso rilasciate attraverso il pericoloso meccanismo del silenzio-assenso.
Le leggi per difendere questo paradiso esistono, ma vanno applicate.
Il territorio terrestre delle Egadi è tutelato dalla normativa europea attraverso la presenza di ben tre Zone Speciali di Conservazione (ZSC) regolate dalla Direttiva Comunitaria "Habitat" n. 43 del 1992. Le coste delle Egadi sono ecosistemi fragili protetti dalla rete Natura 2000, vincoli che impongono rigide Valutazioni di Incidenza Ambientale (VInCa) per qualsiasi intervento. Inoltre, lo specchio acqueo circostante è tutelato dall' Area Marina Protetta Isole Egadi, la riserva marina più grande d'Europa, il cui Regolamento di Esecuzione e Organizzazione vieta espressamente qualsiasi attività incompatibile con la conservazione degli habitat.
Un bene così importante non può essere affidato a procedure che permettono che il mancato intervento della pubblica amministrazione si trasformi in un’autorizzazione. Quando si parla di coste, paesaggio e ambiente, il silenzio non può diventare consenso.
No al silenzio assenso quando è in gioco il nostro ambiente. La tutela del territorio non può dipendere dall’assenza di una risposta: deve nascere da scelte responsabili e consapevoli.
Difendiamo oggi ciò che domani potrebbe non esserci più.
Le Isole Egadi sono un patrimonio naturale e culturale irripetibile. Ogni generazione ha il dovere di proteggerlo, non di consumarlo.
Con questa petizione chiediamo alle istituzioni locali, regionali e nazionali di:
• Fermare ogni forma di sfruttamento indiscriminato della fascia costiera;
• Garantire la salvaguardia degli ambienti naturali;
• Impedire che il silenzio assenso diventi uno strumento di aggiramento delle tutele;
• Mettere al centro il diritto collettivo al mare e alla bellezza dei nostri territori
Servono:
• controlli reali e rigorosi;
• norme chiare che salvaguardino la natura;
• valutazioni ambientali approfondite;
• protezione prioritaria del bene pubblico.

Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 19 luglio 2026