Salviamo l'Istituto Comprensivo Globale "F​.​Farci" di Seui!

Il problema

Persone, non numeri

Salviamo l’Istituto Comprensivo Globale “Filiberto Farci” di Seui

A Seui, 1100 anime arroccate sul Gennargentu della Barbagia di Seulo, si arriva ormai soltanto in auto. La dismissione della linea ferroviaria e le sporadicità dei collegamenti hanno contribuito, negli anni, a esasperare l’isolamento di questa piccola comunità di montagna, ancora pervasa dal più saldo sentimento di appartenenza e dalla comune volontà di non soccombere davanti alla falce dello spopolamento. Seui ha le sue scuole: infanzia, medie, elementari, tutte riunite in un unico plesso. Dal 1969 il paese ospita anche un Liceo Scientifico senza il quale, a causa dei costi proibitivi dei trasporti e dell’alloggio, difficilmente tanti giovani avrebbero potuto continuare gli studi, fino a giungere ad alcuni dei più importanti traguardi accademici nel campo della medicina, dell’architettura, dell’insegnamento e dell’impresa. 
Volano del riscatto economico e sociale in una realtà emarginata, l’Istituto Comprensivo “Filiberto Farci” è quindi scuola di generazioni di ragazzi provenienti da tutto il circondario e dunque, inevitabilmente, custode inalienabile delle esperienze della comunità di Seui e non solo. Ma è anche presidio di cultura, civiltà ed eguaglianza che de facto garantisce quotidianamente il diritto all’istruzione a circa centoventi bambini e ragazzi, ultima speranza di una terra che non si rassegna


Eppure, dallo scorso 22 dicembre, la delibera n. 46/25 della Regione Autonoma della Sardegna mette a rischio questo diritto. Disponendo la soppressione dell’autonomia e quindi l’accorpamento dell’Istituto in ragione di una riorganizzazione della rete delle istituzioni scolastiche, lo scellerato provvedimento sferza un colpo letale alla sopravvivenza dell’intera area e soprattutto non tiene conto delle specificità e dei disagi legati alle peculiarità della zona; ma prevede invece l’accorpamento alla realtà scolastiche di Nurri e Isili, ad addirittura 50 chilometri di distanza. Una soluzione non soltanto impraticabile dal punto di vista logistico ed economico per tante famiglie, ma inaccettabile anche da un punto di vista identitario, profondamente lesiva della dignità di questo territorio, della sua storia e delle persone che vi risiedono. La comunità tutta si erge a difesa del proprio Istituto; richiedendo quindi il mantenimento dell’autonomia per scongiurare il sicuro incremento della dispersione scolastica e l’impoverimento del tessuto sociale in un’area già flagellata da innumerevoli emergenze sociali. Inoltre, richiede un impegno concreto delle istituzioni competenti affinché si appronti un piano per le scuole delle zone montane che tratti di persone e non di numeri. 


Sebbene ci promettano che il punto di erogazione per gli studenti allo stato attuale non verrà toccato, sappiamo bene che non è così: quanto ancora potranno resistere le classi a Seui, una volta che l’Istituto sarà stato privato della sua autonomia e dunque di ogni potere decisionale?

Ci sono diritti ai quali una comunità non si può rinunciare: quello al proprio futuro è uno di questi. 

Firma questa petizione per sostenere la modifica al piano di dimensionamento, tutelare gli studenti e contribuire alla salvezza dell’Istituto Comprensivo “Filiberto Farci” di Seui. 

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Il problema

Persone, non numeri

Salviamo l’Istituto Comprensivo Globale “Filiberto Farci” di Seui

A Seui, 1100 anime arroccate sul Gennargentu della Barbagia di Seulo, si arriva ormai soltanto in auto. La dismissione della linea ferroviaria e le sporadicità dei collegamenti hanno contribuito, negli anni, a esasperare l’isolamento di questa piccola comunità di montagna, ancora pervasa dal più saldo sentimento di appartenenza e dalla comune volontà di non soccombere davanti alla falce dello spopolamento. Seui ha le sue scuole: infanzia, medie, elementari, tutte riunite in un unico plesso. Dal 1969 il paese ospita anche un Liceo Scientifico senza il quale, a causa dei costi proibitivi dei trasporti e dell’alloggio, difficilmente tanti giovani avrebbero potuto continuare gli studi, fino a giungere ad alcuni dei più importanti traguardi accademici nel campo della medicina, dell’architettura, dell’insegnamento e dell’impresa. 
Volano del riscatto economico e sociale in una realtà emarginata, l’Istituto Comprensivo “Filiberto Farci” è quindi scuola di generazioni di ragazzi provenienti da tutto il circondario e dunque, inevitabilmente, custode inalienabile delle esperienze della comunità di Seui e non solo. Ma è anche presidio di cultura, civiltà ed eguaglianza che de facto garantisce quotidianamente il diritto all’istruzione a circa centoventi bambini e ragazzi, ultima speranza di una terra che non si rassegna


Eppure, dallo scorso 22 dicembre, la delibera n. 46/25 della Regione Autonoma della Sardegna mette a rischio questo diritto. Disponendo la soppressione dell’autonomia e quindi l’accorpamento dell’Istituto in ragione di una riorganizzazione della rete delle istituzioni scolastiche, lo scellerato provvedimento sferza un colpo letale alla sopravvivenza dell’intera area e soprattutto non tiene conto delle specificità e dei disagi legati alle peculiarità della zona; ma prevede invece l’accorpamento alla realtà scolastiche di Nurri e Isili, ad addirittura 50 chilometri di distanza. Una soluzione non soltanto impraticabile dal punto di vista logistico ed economico per tante famiglie, ma inaccettabile anche da un punto di vista identitario, profondamente lesiva della dignità di questo territorio, della sua storia e delle persone che vi risiedono. La comunità tutta si erge a difesa del proprio Istituto; richiedendo quindi il mantenimento dell’autonomia per scongiurare il sicuro incremento della dispersione scolastica e l’impoverimento del tessuto sociale in un’area già flagellata da innumerevoli emergenze sociali. Inoltre, richiede un impegno concreto delle istituzioni competenti affinché si appronti un piano per le scuole delle zone montane che tratti di persone e non di numeri. 


Sebbene ci promettano che il punto di erogazione per gli studenti allo stato attuale non verrà toccato, sappiamo bene che non è così: quanto ancora potranno resistere le classi a Seui, una volta che l’Istituto sarà stato privato della sua autonomia e dunque di ogni potere decisionale?

Ci sono diritti ai quali una comunità non si può rinunciare: quello al proprio futuro è uno di questi. 

Firma questa petizione per sostenere la modifica al piano di dimensionamento, tutelare gli studenti e contribuire alla salvezza dell’Istituto Comprensivo “Filiberto Farci” di Seui. 

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Petizione creata in data 23 gennaio 2024