Salviamo il Museo della Storia di Bologna - Palazzo Pepoli

Il problema

Genus Bononiae, percorso museale oggi articolato in quattro musei e una biblioteca, fondato nel 2003, viene dismesso da chi venti anni fa lo ha concepito, la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

Con un bando (scaduto il 20 marzo scorso) la Fondazione cerca un nuovo soggetto privato per la gestione e la valorizzazione di quattro dei siti museali costituenti Genus Bononiae: Palazzo Fava, San Colombano, Santa Maria della Vita e San Giorgio in Poggiale.
Un ulteriore accordo, fatto dalla Fondazione Carisbo con il Comune, prevede poi che Palazzo Pepoli, quinto sito, sede del Museo della Storia di Bologna, venga consegnato vuoto al Comune per fare spazio al Museo Morandi. 
Questa impresa prevede che il Museo della Città sia destinato a finire in un magazzino mentre di contro la sede definitiva del Museo Morandi resterà incerta fino alla sentenza del giudice.

Da un lato quindi si chiamano società di impresa, con primari interessi di redditività (risparmio di costi e commercialità di prodotti) a occupare funzioni pubbliche dei loro ex potenziali committenti.
Dall’altro lato, senza che se ne capiscano i reali motivi, il Comune anche altre istituzioni culturali gestendole al minimo, come accade per le sedi museali civiche.

Genus Bononiae racchiude luoghi di grande valore culturale, edifici storici restaurati e riaperti al pubblico, ciascuno secondo una propria specifica vocazione, al cui interno operano figure professionali di grande competenza.

Chiediamo che Fondazione Carisbo e Comune tornino sui loro passi e trovino altre formule di collaborazione. 
Chiediamo che Genus Bononiae mantenga, rinnovi e rafforzi la propria funzione nella politica culturale della città.

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Il problema

Genus Bononiae, percorso museale oggi articolato in quattro musei e una biblioteca, fondato nel 2003, viene dismesso da chi venti anni fa lo ha concepito, la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna.

Con un bando (scaduto il 20 marzo scorso) la Fondazione cerca un nuovo soggetto privato per la gestione e la valorizzazione di quattro dei siti museali costituenti Genus Bononiae: Palazzo Fava, San Colombano, Santa Maria della Vita e San Giorgio in Poggiale.
Un ulteriore accordo, fatto dalla Fondazione Carisbo con il Comune, prevede poi che Palazzo Pepoli, quinto sito, sede del Museo della Storia di Bologna, venga consegnato vuoto al Comune per fare spazio al Museo Morandi. 
Questa impresa prevede che il Museo della Città sia destinato a finire in un magazzino mentre di contro la sede definitiva del Museo Morandi resterà incerta fino alla sentenza del giudice.

Da un lato quindi si chiamano società di impresa, con primari interessi di redditività (risparmio di costi e commercialità di prodotti) a occupare funzioni pubbliche dei loro ex potenziali committenti.
Dall’altro lato, senza che se ne capiscano i reali motivi, il Comune anche altre istituzioni culturali gestendole al minimo, come accade per le sedi museali civiche.

Genus Bononiae racchiude luoghi di grande valore culturale, edifici storici restaurati e riaperti al pubblico, ciascuno secondo una propria specifica vocazione, al cui interno operano figure professionali di grande competenza.

Chiediamo che Fondazione Carisbo e Comune tornino sui loro passi e trovino altre formule di collaborazione. 
Chiediamo che Genus Bononiae mantenga, rinnovi e rafforzi la propria funzione nella politica culturale della città.

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Petizione creata in data 27 marzo 2024