SALVIAMO IL LATTE SARDO E IL PECORINO DELLA SARDEGNA - NO ALLE RAZZE STRANIERE

Firmatari recenti
Franco Casu e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

SALVIAMO IL LATTE SARDO E LA PASTORIZIA DELLA SARDEGNA

STOP ALLE PECORE STRANIERE CHE DISTRUGGONO IL PECORINO DOP

Il Ministero dell’Agricoltura ha pubblicato, nel silenzio generale, una fantomatica modifica del disciplinare di produzione del Pecorino Romano DOP, prodotto al 95% in terra di Sardegna, il formaggio simbolo della pastorizia sarda e pilastro della sua rilevante economia rurale.

Con questa modifica, si permette l’introduzione di pecore straniere (francesi e israeliane) nel sistema di produzione del Pecorino Romano, cancellando secoli di tradizione pastorale fondata sulla razza sarda e sui pascoli naturali.

Significa la fine della pastorizia sarda, sostituita da allevamenti intensivi chiusi in stalla, che produrranno latte in quantità ma senza qualità e identità, alterando per sempre il gusto, le caratteristiche organolettiche, il valore e la storia del nostro formaggio più rappresentativo.

👉 I rischi sono enormi:

i pastori saranno estromessi dal sistema produttivo a favore di industriali e multinazionali;
i pascoli saranno abbandonati, sostituiti da megastalle industriali e pannelli fotovoltaici;
la produzione di latte aumenterà a scapito della qualità, facendo crollare i prezzi del latte e del formaggio;
il paesaggio e la cultura sarda saranno devastati per sempre, a favore di panelli fotovoltaici e impianti eolici!
la Dop Pecorino Romano, prodotta al 95 % in Sardegna, rischia di essere profondamente snaturata e di perdere il suo valore economico attuale e futuro;
Mentre in tutto il mondo cresce la ricerca di prodotti autentici e legati ai territori, in Sardegna si apre la strada a un disastro economico, culturale e ambientale.

 ⚖️ LE RAGIONI TECNICHE E GIURIDICHE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE

La modifica del disciplinare approvata dal Consorzio del Pecorino Romano il 3 dicembre 2024 è illegittima e pericolosa, sia dal punto di vista giuridico che tecnico-scientifico.

🧬 1. La scienza parla chiaro: la razza sarda è insostituibile

Come scrive AGRIS Sardegna nella relazione ufficiale trasmessa al Ministero:

“Le razze lattifere identitarie sarde che caratterizzano il territorio di produzione costituiscono un elemento fondamentale per mantenere e salvaguardare la specificità etnologica dell’area, caratterizzata principalmente da sistemi di allevamento che prevedono il pascolamento quale base alimentare delle greggi.”

👉 Questo significa che senza la razza sarda e il pascolo libero, il Pecorino Romano prodotto per il 95% in Sardegna non sarà più il prodotto tipico della pastorizia sarda!

 ⚠️ 2. Le razze straniere minacciano l’identità e la qualità del formaggio

AGRIS Sardegna avverte ancora che:

“Si è assistito ad un costante e preoccupante incremento di allevamenti che introducono razze esotiche, in particolare Assaf (israeliane) e Lacaune (francesi) forgiate per una produzione intensiva e artificiale, estranea al peculiare ambiente geografico e zootecnico dell’area di origine.”

“L’attuale situazione e la difficoltà di prevederne l’evoluzione nel medio periodo implicano un notevole rischio di snaturamento del sistema di allevamento tradizionale e di conseguenza delle produzioni lattiero-casearie ad esso collegate.”

👉 Queste razze non appartengono alla Sardegna: producono più latte, ma diverso per qualità e caratteristiche. Il rischio è la perdita dell’identità del Pecorino Romano DOP e la trasformazione del sistema sardo in una filiera industriale senza territorio né cultura, alla mercè di industriali senza scrupoli e multinazionali spregiudicate che troverebbero le condizioni per trasformare il latte sardo in una commodity priva di specificità e identità.

 3. Anche l’Europa lo conferma

In ambito europeo può fare testo quanto avvenuto nel sistema produttivo del Queso Zamorano DOP in Spagna, dove la sostituzione delle razze locali con razze alloctone ha portato a notevoli problematiche relative alla tenuta del sistema originario della DOP.

👉 L’Europa ha già visto cosa accade quando si abbandonano le razze autoctone: si perde la denominazione, la qualità e la fiducia dei consumatori.

 Non si tratta di bloccare lo sviluppo, ma di guidarlo in modo sostenibile e rispettoso della tradizione.

 📜 5. La conclusione scientifica è inequivocabile

“È indispensabile introdurre subito il vincolo delle razze storiche nel Disciplinare, per contenere il fenomeno della penetrazione di razze alloctone (straniere) migliorate e ridurre il rischio di perdita d’identità del Pecorino Romano DOP.”

👉 AGRIS Sardegna, organo scientifico regionale, conferma la necessità di mantenere il vincolo sulle razze locali e invita il Ministero a bloccare la modifica illegittima.

 🟩 COSA CHIEDIAMO

Chiediamo al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste di:

Non approvare la modifica al disciplinare del 3 dicembre 2024;

Riconoscere come valida la delibera del 12 gennaio 2022, che tutela le razze autoctone;

Difendere la pastorizia sarda come patrimonio identitario e ambientale di valore nazionale ed europeo;

Aprire un tavolo urgente di confronto con il Consorzio, la Regione Sardegna, le associazioni dei pastori e gli esperti di AGRIS Sardegna per garantire il rispetto del disciplinare autentico.
 
✊ FIRMA ORA!

La scadenza per opporsi formalmente è il 24 novembre 2025

Ogni firma conta per fermare un disastro annunciato.
Difendiamo insieme la Sardegna, i pastori e il vero Pecorino Romano DOP!

👉 Firma e condividi per dire NO al latte straniero e SÌ alla razza sarda!

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Mauro PiliPromotore della petizioneGIORNALISTA D'INCHIESTA

34.295

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Il problema

SALVIAMO IL LATTE SARDO E LA PASTORIZIA DELLA SARDEGNA

STOP ALLE PECORE STRANIERE CHE DISTRUGGONO IL PECORINO DOP

Il Ministero dell’Agricoltura ha pubblicato, nel silenzio generale, una fantomatica modifica del disciplinare di produzione del Pecorino Romano DOP, prodotto al 95% in terra di Sardegna, il formaggio simbolo della pastorizia sarda e pilastro della sua rilevante economia rurale.

Con questa modifica, si permette l’introduzione di pecore straniere (francesi e israeliane) nel sistema di produzione del Pecorino Romano, cancellando secoli di tradizione pastorale fondata sulla razza sarda e sui pascoli naturali.

Significa la fine della pastorizia sarda, sostituita da allevamenti intensivi chiusi in stalla, che produrranno latte in quantità ma senza qualità e identità, alterando per sempre il gusto, le caratteristiche organolettiche, il valore e la storia del nostro formaggio più rappresentativo.

👉 I rischi sono enormi:

i pastori saranno estromessi dal sistema produttivo a favore di industriali e multinazionali;
i pascoli saranno abbandonati, sostituiti da megastalle industriali e pannelli fotovoltaici;
la produzione di latte aumenterà a scapito della qualità, facendo crollare i prezzi del latte e del formaggio;
il paesaggio e la cultura sarda saranno devastati per sempre, a favore di panelli fotovoltaici e impianti eolici!
la Dop Pecorino Romano, prodotta al 95 % in Sardegna, rischia di essere profondamente snaturata e di perdere il suo valore economico attuale e futuro;
Mentre in tutto il mondo cresce la ricerca di prodotti autentici e legati ai territori, in Sardegna si apre la strada a un disastro economico, culturale e ambientale.

 ⚖️ LE RAGIONI TECNICHE E GIURIDICHE DELLA NOSTRA OPPOSIZIONE

La modifica del disciplinare approvata dal Consorzio del Pecorino Romano il 3 dicembre 2024 è illegittima e pericolosa, sia dal punto di vista giuridico che tecnico-scientifico.

🧬 1. La scienza parla chiaro: la razza sarda è insostituibile

Come scrive AGRIS Sardegna nella relazione ufficiale trasmessa al Ministero:

“Le razze lattifere identitarie sarde che caratterizzano il territorio di produzione costituiscono un elemento fondamentale per mantenere e salvaguardare la specificità etnologica dell’area, caratterizzata principalmente da sistemi di allevamento che prevedono il pascolamento quale base alimentare delle greggi.”

👉 Questo significa che senza la razza sarda e il pascolo libero, il Pecorino Romano prodotto per il 95% in Sardegna non sarà più il prodotto tipico della pastorizia sarda!

 ⚠️ 2. Le razze straniere minacciano l’identità e la qualità del formaggio

AGRIS Sardegna avverte ancora che:

“Si è assistito ad un costante e preoccupante incremento di allevamenti che introducono razze esotiche, in particolare Assaf (israeliane) e Lacaune (francesi) forgiate per una produzione intensiva e artificiale, estranea al peculiare ambiente geografico e zootecnico dell’area di origine.”

“L’attuale situazione e la difficoltà di prevederne l’evoluzione nel medio periodo implicano un notevole rischio di snaturamento del sistema di allevamento tradizionale e di conseguenza delle produzioni lattiero-casearie ad esso collegate.”

👉 Queste razze non appartengono alla Sardegna: producono più latte, ma diverso per qualità e caratteristiche. Il rischio è la perdita dell’identità del Pecorino Romano DOP e la trasformazione del sistema sardo in una filiera industriale senza territorio né cultura, alla mercè di industriali senza scrupoli e multinazionali spregiudicate che troverebbero le condizioni per trasformare il latte sardo in una commodity priva di specificità e identità.

 3. Anche l’Europa lo conferma

In ambito europeo può fare testo quanto avvenuto nel sistema produttivo del Queso Zamorano DOP in Spagna, dove la sostituzione delle razze locali con razze alloctone ha portato a notevoli problematiche relative alla tenuta del sistema originario della DOP.

👉 L’Europa ha già visto cosa accade quando si abbandonano le razze autoctone: si perde la denominazione, la qualità e la fiducia dei consumatori.

 Non si tratta di bloccare lo sviluppo, ma di guidarlo in modo sostenibile e rispettoso della tradizione.

 📜 5. La conclusione scientifica è inequivocabile

“È indispensabile introdurre subito il vincolo delle razze storiche nel Disciplinare, per contenere il fenomeno della penetrazione di razze alloctone (straniere) migliorate e ridurre il rischio di perdita d’identità del Pecorino Romano DOP.”

👉 AGRIS Sardegna, organo scientifico regionale, conferma la necessità di mantenere il vincolo sulle razze locali e invita il Ministero a bloccare la modifica illegittima.

 🟩 COSA CHIEDIAMO

Chiediamo al Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste di:

Non approvare la modifica al disciplinare del 3 dicembre 2024;

Riconoscere come valida la delibera del 12 gennaio 2022, che tutela le razze autoctone;

Difendere la pastorizia sarda come patrimonio identitario e ambientale di valore nazionale ed europeo;

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Mauro PiliPromotore della petizioneGIORNALISTA D'INCHIESTA

I decisori

Christophe Hansen
Christophe Hansen
Commissario europeo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale

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