

SALVIAMO IL FIUME TARA - NO AL DISSALATORE


SALVIAMO IL FIUME TARA - NO AL DISSALATORE
Il problema

IL FIUME TARA ha dato il nome oltre 2600 anni fa alla città di Taranto, la mitica TARAS fondata dagli Spartani. Le sue acque fredde e curative sono da secoli utilizzate con successo dalle popolazioni locali, legate affettivamente al Fiume ed al suo splendido ambiente, ricco di biodiversità. Tuttavia la Regione Puglia, con l'Acquedotto Pugliese, intende realizzare alle sorgenti del Tara il più grande dissalatore del nostro Paese, determinando in tal modo la drastica riduzione della portata e la conseguente alterazione del delicato ecosistema fluviale. In tal modo Il dissalatore sottrarrebbe l'utilizzo del bene alla Comunità ed al mondo agricolo; inoltre la costruzione degli impianti, delle canalizzazioni lunghe circa 14 km, l'abbattimento di oltre 900 ulivi secolari ed i rifiuti prodotti dall'impianto impatterebbero in modo disastroso sul territorio di Taranto, già duramente provato dall'industria pesante, dal Petrolchimico e dalle discariche. Per questo motivo diciamo BASTA alla depredazione del territorio di Taranto, BASTA all'utilizzo strumentale del cambiamento climatico per imporre scelte di sviluppo non condivisibili ed insensate. Sollecitiamo viceversa la Regione Puglia ad adoperarsi a riparare le gravi perdite (oltre il 50%) di acqua dolce delle condotte, a rendere operativi l’Invaso Pappadai , di Monte Castello ed altri sparsi nella Provincia; si RECUPERINO con invasi le acque di pioggia e dei canali naturali del Bacino idrografico del Mar Piccolo.
DICIAMO NO AL DISSALATORE!
FIRMIAMO COMPATTI PER UNO SVILUPPO REALMENTE
SOSTENIBILE!

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Il problema

IL FIUME TARA ha dato il nome oltre 2600 anni fa alla città di Taranto, la mitica TARAS fondata dagli Spartani. Le sue acque fredde e curative sono da secoli utilizzate con successo dalle popolazioni locali, legate affettivamente al Fiume ed al suo splendido ambiente, ricco di biodiversità. Tuttavia la Regione Puglia, con l'Acquedotto Pugliese, intende realizzare alle sorgenti del Tara il più grande dissalatore del nostro Paese, determinando in tal modo la drastica riduzione della portata e la conseguente alterazione del delicato ecosistema fluviale. In tal modo Il dissalatore sottrarrebbe l'utilizzo del bene alla Comunità ed al mondo agricolo; inoltre la costruzione degli impianti, delle canalizzazioni lunghe circa 14 km, l'abbattimento di oltre 900 ulivi secolari ed i rifiuti prodotti dall'impianto impatterebbero in modo disastroso sul territorio di Taranto, già duramente provato dall'industria pesante, dal Petrolchimico e dalle discariche. Per questo motivo diciamo BASTA alla depredazione del territorio di Taranto, BASTA all'utilizzo strumentale del cambiamento climatico per imporre scelte di sviluppo non condivisibili ed insensate. Sollecitiamo viceversa la Regione Puglia ad adoperarsi a riparare le gravi perdite (oltre il 50%) di acqua dolce delle condotte, a rendere operativi l’Invaso Pappadai , di Monte Castello ed altri sparsi nella Provincia; si RECUPERINO con invasi le acque di pioggia e dei canali naturali del Bacino idrografico del Mar Piccolo.
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Petizione creata in data 16 febbraio 2025