

La giornalista Rossella Conte ha pubblicato due articoli sulla chiusura della "Biblioteca Levasti". Li copiamo sotto.
San Marco, addio alla biblioteca
Con il convento chiude la “Levasti”
E’ un patrimonio unico della spiritualità. La conferma del rettore
Rossella Conte “La Nazione” 12-10-2018
La Biblioteca Levasti, che deve il suo nome allo studioso Arrigo Levasti, il quale lasciò in eredità parte della sua cospicua biblioteca al convento di San Marco, si prepara a salutare la città. Entro la fine dell’anno, almeno al momento così è stato comunicato, il tempio della cultura, depositario di un patrimonio che conta circa 40mila volumi, unico a Firenze per le sue dotazioni librarie in scienze religiose, chiude i battenti. Al momento la Levasti è aperta due giorni a settimana, lunedì e mercoledì, ed è frequentata da persone provenienti da tutto il mondo come si legge dalle firme lasciate sul libro all'ingresso. La decisione è stata presa pochi giorni fa e ha colto di sorpresa gli utenti e le persone vicine a San Marco, in quanto più volte è stato ribadito che la chiusura del convento non avrebbe ridotto le attività collaterali. «Tra poco la biblioteca non sarà più aperta al pubblico – conferma il rettore di San Marco padre Luciano Santarelli – i libri potranno essere prenotati online e ritirati dagli utenti nello spazio di Santa Maria Novella». Una battaglia lunga quella per salvare il Convento di San Marco con la sua Biblioteca che va avanti da anni e che ha coinvolto un crescente numero di intellettuali e personaggi di spicco. Tutti sostenitori dell’importanza del complesso che fino a questo momento «è stato un punto di riferimento contro la nuova barbarie» attraverso «la sua storia e la sua attività spirituale e culturale». La petizione, promossa dagli Amici della Basilica di San Marco e dall’associazione Beato Angelico, ha superato 19mila firme ed è riuscita ad arrivare sotto i riflettori dei media internazionali.
Una storia lunga quella del Convento. Basti pensare che la decisione della chiusura risale al 2013 ma poi rinviata, anche grazie alle numerose petizioni, a quando fosse stato concluso il processo di beatificazione di Giorgio La Pira. Ma il Capitolo Provinciale domenicano tenutosi nel mese di luglio 2017, a sorpresa, ha ribadito la volontà di sopprimere il convento di San Marco. «La Biblioteca Levasti - si legge nella petizione - è nata dalla volontà testamentaria dello studioso Arrigo Levasti che ha donato i suoi libri proprio al convento di San Marco a condizione che costituissero il fondo inscindibile di una biblioteca aperta al pubblico. Da questo primo lascito è sorta e cresciuta con una sua identità e storia, la prima aperta al pubblico, totalmente indipendente da quella che si trova a Santa Maria Novella».
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«Salviamo la Biblioteca Levasti»
Pronto I'appello a Papa Francesco
Un movimento di intellettuali per tutelare i tesori di piazza San Marco
Rossella Conte “La Nazione” 13-10-2018
Piazza San Marco piange. Sta per perdere alcune delle pagine più belle della sua storia. Il movimento di persone che in questi anni si sta battendo per salvare il convento non si vuole di certo rassegnare alla chiusura della Biblioteca Levasti nata dalla volontà testamentaria dello studioso Arrigo Levasti che ha donato i suoi libri proprio al convento di San Marco a condizione che costituissero il fondo inscindibile di una biblioteca aperta al pubblico. «Chiuderla tradirebbe la volontà del donatore e lo stesso testamento». Di questo e di altro, alcuni rappresentanti dell'associazione Beato Angelico parleranno in un incontro già in programma col cardinale Betori. Una corsa contro il tempo visto che la Levasti dovrebbe chiudere entro i primi di dicembre. Ma il movimento di amici di San Marco, promotori di una petizione sottoscritta da 19mila persone e di un appello firmato da intellettuali di primo piano, è deciso a non arrendersi. «Sarebbe una perdita troppo grande per la città e non solo» apre le spalle Marco Vannini, filosofo e uno dei maggiori studiosi di mistica. «Ho passato 50 anni della mia vita tra i libri della Levasti perché non è una biblioteca come tante, ci sono volumi che non si trovano in altri posti. Tutto questo è inspiegabile». La decisione è stata decretata pochi giorni fa e ha colto tutti di sorpresa in quanto più volte è stato ribadito che la chiusura del convento non avrebbe ridotto le attività collaterali. «Un suicidio storico. Noi non ci arrendiamo. Stiamo preparando un altro appello da dare al Papa» commenta Bash D'Abramo dell'associazione Beato Angelico. In realtà, proprio l'associazione Beato Angelico, ha consegnato già al Papa Francesco 19mila firme per scongiurare la chiusura del monastero e della biblioteca. Ora si spera possa intervenire «e salvare entrambe le istituzioni». «Ci stiamo mobilitando per fare arrivare la nostra voce di nuovo a Roma» prosegue.
Una storia di intrecci quella di San Marco. A complicare il tutto, i differenti interlocutori ai vertici del complesso storicamente diviso fra tre proprietari: il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali a cui fa capo il Museo di San Marco, il Fec (Fondo edifici di culto) del Ministero dell'Interno, proprietario della chiesa e di tutti gli annessi e la Curia a cui fanno riferimento la parte conventuale e la Biblioteca. Una gestione quindi complessa a cui si aggiungono altre due parti in causa: la Comunità domenicana che ha in affidamento la chiesa e gli spazi conventuali e la Fondazione Giorgio La Pira che opera in alcuni locali dell'ex convento.